Cassazione Civile, Sentenza n. 35918/2021 del 22/11/2021
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione, avanti la Corte di Cassazione, della sentenza della CTR Veneto che aveva annullato il provvedimento dell'Agenzia di diniego del rimborso IVA (circa €40.000) relativo all'anno 2009. L'Agenzia censurava in particolare: (i) la presunta inammissibilità dell'appello per passaggio in giudicato di questioni non impugnate in primo grado; (ii) la mancata necessità di un provvedimento impositivo o di un processo verbale di constatazione (PVC) per negare il rimborso; (iii) la non applicabilità del termine dilatorio e delle garanzie procedimentali dello Statuto del contribuente al diniego di rimborso. La contribuente (Strong) sosteneva che il diniego fosse in realtà un atto con effetti accertativi emesso dopo una verifica con accesso in sede senza PVC e senza consentire il contraddittorio, violando diritti di difesa.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso proposto dall'Agenzia delle Entrate. Ha confermato la sentenza della CTR che aveva annullato il diniego di rimborso per nullità, in quanto dall'istruttoria emergeva che era stata effettuata una verifica con accesso nei locali dell'impresa senza la redazione del processo verbale di constatazione e senza il rispetto del termine dilatorio di 60 giorni previsto dall'art. 12, comma 7, dello Statuto del contribuente. La Corte ha ribadito che, seppure il diniego di rimborso possa formalmente essere anche un atto non impositivo, quando esso scaturisce da una verifica con accesso assume natura e funzione sostanzialmente accertativa e pertanto richiede il rispetto delle garanzie procedimentali (PVC, contraddittorio). Per la peculiarità della questione le spese del giudizio sono compensate.
Norme richiamate
D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633
art. 30; art. 38-bis; art. 52, comma 6; art. 54; art. 55; art. 54-bis
La Corte riconosce che gli artt. 30 e 38-bis disciplinano il rimborso IVA e le procedure di controllo; pur ammettendo che il diniego possa essere formalmente un semplice atto di diniego, quando è precedente una verifica con accesso l'atto ha natura sostanzialmente accertativa e impone il rispetto delle formalità (es. PVC) e del contraddittorio.
Legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto del contribuente)
art. 12, comma 7; art. 10; art. 6, comma 5
L'art. 12, comma 7 (termine dilatorio per il contraddittorio) va esteso, per ragioni sostanziali e di tutela del diritto di difesa, anche alle fattispecie in cui il diniego di rimborso nasce da una verifica con accesso; la violazione di tale presidio determina la nullità dell'atto. Gli obblighi di buona fede e di collaborazione impongono confronti utili al contribuente.
D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546
L'art. 19 individua gli atti impugnabili innanzi alle commissioni tributarie e la Corte sottolinea la possibilità di impugnare atti che, per contenuto e effetto, sono sostanzialmente accertativi anche se denominati diversamente. Le norme procedurali (art. 53) sono richiamate nel contesto del controllo di legittimità.
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600
Richiamato in connessione con le regole tecniche sugli accessi e sui verbali delle operazioni svolte dagli organi accertatori, a conferma della necessità di documentare le operazioni istruttorie.
Codice di procedura civile
art. 360, comma 1, nn. 3 e 4 (motivi per cassazione)
Le doglianze in cassazione sono state esaminate alla luce dei motivi di nullità e di violazione di legge; la Corte ha trattato l'inammissibilità e la fondatezza delle censure procedurali dedotte dall'Agenzia.
D.L. 30 agosto 1992, n. 331
art. 41, comma 1, lett. a)
Richiamato dall'Agenzia in relazione alla disciplina procedurale del rimborso; la Corte lo ha valutato nel complesso delle norme di settore connesse al DPR 633/1972 e alle garanzie procedimentali.
Massime di principio
- Se l'Amministrazione procede con una verifica fiscale con accesso nei locali del contribuente, il provvedimento finale (anche se formalmente "diniego di rimborso") può assumere natura sostanzialmente accertativa: in tali casi occorre redigere e notificare il processo verbale di constatazione (PVC) e rispettare il termine dilatorio previsto dall'art. 12, comma 7, dello Statuto del contribuente; il mancato rispetto può determinare la nullità del provvedimento.
- La sostanza dell'atto prevale sulla sua denominazione: un diniego di rimborso che reca pregiudizio al contribuente può essere titolato come "diniego" ma comportare le stesse garanzie procedurali richieste per gli atti impositivi.
- I vizi procedimentali "patologici" (es. omissione del PVC, negazione del contraddittorio nei termini) possono essere ritenuti preliminari e assorbenti: il giudice d'appello può annullare l'atto per tali vizi senza entrare nel merito della contestazione sostanziale.
- Per evitare l'annullamento, l'Amministrazione deve documentare chiaramente le operazioni svolte in verifica, notificare il verbale conclusivo e rispettare i termini per consentire al contribuente di presentare osservazioni e memorie; in caso contrario il diniego rischia l'illegittimità per violazione del diritto di difesa.
- La produzione successiva di documenti da parte del contribuente può essere valutata, ma l'assenza nelle fasi ispettive di elementi probatori fondamentali (es. prove di consegna firmate per cessioni intracomunitarie) incide sul merito; tuttavia le questioni probatorie restano subordinate al corretto svolgimento del procedimento.
- In sede di appello il giudice è titolato a riesaminare nel merito tutte le pretese riproposte e può decidere che questioni procedurali siano pregiudiziali rispetto all'esame di merito.
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