Cassazione Civile, Sentenza n. 27272/2025 del 13/10/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Controversia per sconfinamento e regolamento di confini: GA.VAR.DO. S.r.l. chiedeva il rilascio di porzione di suolo occupata senza titolo e l'arretramento di un manufatto sino a rispettare la distanza di 5 metri dal confine; i ricorrenti (soci sostituiti della società cancellata) resistevano e proponevano domanda riconvenzionale. In primo grado il Tribunale accertò il confine sul tipo di frazionamento 1992 e condannò i ricorrenti al rilascio e all'arretramento dell'edificio; in appello la sentenza venne confermata. In Cassazione i ricorrenti impugnavano, con sei motivi, tra cui: obbligo di nuova mediazione per i terzi chiamati; ammissibilità di documenti prodotti in appello; erronea determinazione del confine; applicazione dell'art. 9 D.M. 1444/1968 sulle distanze; nullità della citazione originaria e valutazione della C.T.U.; liquidazione delle spese a favore di contumaci in appello.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato i primi cinque motivi ritenendoli infondati o inammissibili, confermando i principi seguiti dal Tribunale e dalla Corte d'Appello in ordine a: sufficienza della mediazione esperita prima dell'atto introduttivo, onere di provare l'impossibilità non imputabile per la produzione tardiva dei documenti, ammissibilità della prova confini tramite frazionamento catastale valido, mancata dimostrazione della deroga alle distanze urbanistiche e corretto inquadramento della domanda come actio finium regundorum. Il sesto motivo, relativo alla illegittima liquidazione delle spese anche a favore di parti rimaste contumaci in secondo grado, è stato accolto: la Corte ha cassato la sentenza impugnata limitatamente a quella statuizione, ha deciso la causa nel merito eliminando la condanna alle spese in favore dei contumaci e ha disposto la compensazione integrale delle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 5 D.Lgs. n. 28/2010
La mediazione obbligatoria come condizione di procedibilità si applica all'atto introduttivo e non alle domande riconvenzionali; pertanto il tentativo di mediazione esperito prima della citazione è sufficiente
art. 345 c.p.c. (comma 3)
Per produrre documenti in seconde cure la parte deve dimostrare l'esistenza di una causa di impossibilità non imputabile al mancato deposito in prime cure; mera dimenticanza o suddivisione in più "buste telematiche" non è sufficiente se non provata
art. 950 c.c.
Nell'actio finium regundorum la prova del confine è ammessa con ogni mezzo; tuttavia la presenza di un tipo di frazionamento unitario e successivo (catasto) può escludere l'incertezza sulla collocazione del confine e prevalere in assenza di prova di un diverso accordo
art. 9 D.M. n. 1444/1968
La deroga prevista riguarda le distanze tra fabbricati in piani di lottizzazione unificati; non è stata ravvisata una deroga applicabile alla distanza dal confine accertata nel caso concreto
artt. 163 e 164 c.p.c.
Le doglianze sulla motivazione e sull'omesso esame devono rispettare i limiti rimessi al sindacato di legittimità; molte contestazioni dei ricorrenti risultano inammissibili o attengono a valutazioni di merito non sindacabili in cassazione
art. 91 c.p.c.
Non è legittimo liquidare spese processuali a favore di parti rimaste contumaci in un grado di giudizio; l'errore in tal senso giustifica cassazione parziale della decisione sulle spese
art. 384 c.p.c.
La Corte può decidere la causa nel merito quando non è necessario alcun ulteriore accertamento di fatto a seguito dell'accoglimento di motivi di cassazione limitati
art. 360 c.p.c.
Norma che individua i motivi di ricorso per cassazione; la Corte ha valutato i motivi invocati ai sensi di questa disposizione e ha distinto quelli fondati (spese a favore di contumaci) da quelli infondati
art. 2058 c.c.
Richiamata nella riconvenzionale come titolo per indennità per occupazione; non è stata accolta per mancata prova del danno
Massime di principio
- Il tentativo di mediazione obbligatorio ha efficacia quale condizione di procedibilità solo con riferimento all'atto introduttivo; non è richiesto ripeterlo per le domande riconvenzionali introdotte successivamente
- Documenti prodotti in appello sono ammessi solo se la parte prova un'impossibilità non a essa imputabile al momento del deposito in prime cure; la mera dimenticanza o problemi organizzativi non comprovati non giustificano l'ammissione tardiva
- Nelle controversie di confine l'actio finium regundorum consente prova per qualsiasi mezzo, ma un frazionamento catastale successivo e unitario può costituire prova prevalente della collocazione del confine in assenza di prova di un diverso accordo tra le parti
- La normativa che consente deroghe alle distanze in piani di lottizzazione va interpretata concretamente: ciò che vale per distanze tra fabbricati non implica automaticamente deroga alla distanza dal confine, a meno che la convenzione urbanistica lo preveda espressamente
- La Corte di cassazione non sostituisce il giudice di merito nella valutazione delle prove e della credibilità; i motivi che chiedono una rinnovazione del giudizio di fatto sono inammissibili
- Non si possono liquidare spese processuali a favore di soggetti rimasti contumaci in quel grado di giudizio; eventuali errori formali nella liquidazione delle spese possono determinare cassazione parziale della sentenza
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