Sentenza del 03/02/2017 n. 2874 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La società ha impugnato gli avvisi di accertamento IVA, IRPEG e IRAP relativi agli anni 2001, 2002 e 2003, contestando: la motivazione per relationem degli avvisi; l'accertamento induttivo e la mancata considerazione dei costi; l'applicazione delle sanzioni per infedele dichiarazione al curatore fallimentare, sostenendo che questi non disponeva delle scritture contabili, sottratte o distrutte dall'amministratore, e che non gli fosse imputabile l'assenza dell'elemento soggettivo della colpa.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili il primo e il secondo motivo, perché il ricorso non trascriveva gli atti necessari per verificare le censure e non denunciava correttamente l'eventuale omessa pronuncia. Ha invece accolto il terzo motivo, ritenendo insufficiente e illogica la motivazione della Commissione tributaria regionale sulla responsabilità del curatore. In particolare, non era stato chiarito se il curatore avesse effettivamente rifiutato di esibire le scritture, né come avrebbe potuto controllare dati contabili relativi a periodi anteriori al fallimento, in assenza delle scritture e con il fallimento dichiarato il 3 dicembre 2003. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Commissione Tributaria Regionale dell'Abruzzo, in diversa composizione, anche per la liquidazione delle spese.
Norme richiamate
Codice di procedura civile, art. 366, comma 1, n. 6
Il ricorso per cassazione deve indicare e, quando necessario, trascrivere il contenuto degli atti e dei documenti sui quali si fonda la censura, così da consentire alla Corte di verificarla senza accedere direttamente agli atti del giudizio di merito.
Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, nn. 3, 4 e 5
I motivi di ricorso per cassazione devono essere correttamente ricondotti al vizio denunciato: violazione di legge, error in procedendo o vizio motivazionale. L'erronea qualificazione del vizio può determinare l'inammissibilità.
Codice di procedura civile, art. 112
Il giudice deve pronunciarsi sulle domande e sulle eccezioni ritualmente proposte. L'omessa pronuncia deve essere denunciata come error in procedendo, mediante il richiamo all'art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c.
Legge n. 241 del 1990, artt. 3 e 21-septies
Riguardano l'obbligo di motivazione degli atti amministrativi e le ipotesi di nullità; nel caso concreto, la relativa censura non è stata esaminata nel merito per difetto di autosufficienza del ricorso.
Legge n. 212 del 2000, art. 7, comma 1
Impone la motivazione degli atti dell'amministrazione finanziaria e consente il rinvio ad altri atti, purché questi siano conoscibili o allegati secondo le condizioni di legge.
D.P.R. n. 600 del 1973, artt. 39, 42 e 46
L'art. 39 disciplina l'accertamento analitico e induttivo; l'art. 42 riguarda la motivazione degli avvisi di accertamento; l'art. 46 disciplina la responsabilità connessa alla dichiarazione dei redditi del curatore fallimentare. La Corte ha richiesto una verifica concreta della possibilità del curatore di adempiere e della sua eventuale colpa.
D.P.R. n. 633 del 1972, art. 56, comma 5
Disciplina la motivazione degli avvisi di accertamento IVA, anche mediante il richiamo ad altri atti, purché il contribuente possa conoscerne il contenuto.
D.Lgs. n. 472 del 1997, art. 5
La responsabilità per le sanzioni tributarie richiede dolo o colpa; non è sufficiente il solo verificarsi dell'infedeltà dichiarativa se manca una concreta imputabilità soggettiva.
Regio decreto n. 267 del 1942, artt. 31 e 38
Riguardano i poteri, i doveri e la responsabilità del curatore fallimentare; la responsabilità deve essere valutata in relazione ai poteri effettivamente esercitabili e alle informazioni e documenti concretamente disponibili.
Massime di principio
- Il curatore fallimentare non può essere automaticamente ritenuto responsabile di una dichiarazione infedele solo perché la dichiarazione contiene dati errati: occorre dimostrare una concreta omissione colposa e indicare quali controlli avrebbe potuto effettivamente svolgere.
- Quando le scritture contabili sono state sottratte, distrutte o occultate prima del fallimento, il giudice deve verificare se il curatore ne avesse realmente la disponibilità o se abbia rifiutato ingiustificatamente di esibirle. L'assenza materiale della documentazione non equivale automaticamente a una condotta colposa.
- La responsabilità del curatore deve essere valutata considerando il momento della dichiarazione di fallimento, il tempo residuo dell'esercizio, la natura dei dati da verificare e i poteri concretamente esercitabili sulle attività pregresse della società.
- L'accertamento induttivo può essere legittimo in presenza di scritture contabili mancanti o inattendibili, ma la sua applicazione non dimostra da sola la responsabilità sanzionatoria del curatore: accertamento tributario e imputazione soggettiva della sanzione sono profili distinti.
- Nel ricorso per cassazione è essenziale trascrivere o indicare puntualmente gli atti sui quali si fondano le censure e qualificare correttamente il vizio denunciato; in caso contrario, il motivo può essere dichiarato inammissibile anche se la questione potrebbe avere fondamento.
- La cassazione con rinvio non attribuisce una vittoria definitiva sul merito: impone al giudice di rinvio di riesaminare la questione secondo i principi indicati dalla Corte.
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