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Cassazione Penale, Ordinanza n. 28276/2026 del 24/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La vicenda riguarda una sentenza del Tribunale di Avellino, emessa il 19/10/2020, con la quale l'imputata è stata condannata a pena di sola ammenda. Avverso tale decisione è stato proposto un atto qualificato come appello nell'interesse dell'imputata, ma la Corte di appello di Napoli lo ha riqualificato come ricorso per cassazione, perché la sentenza era inappellabile in ragione della sola pena pecuniaria irrogata. Il ricorso è stato però presentato da un difensore non abilitato al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori. La censura, dunque, non attiene al merito della condanna ma alla legittimazione del difensore a proporre l'impugnazione in cassazione e alla possibilità di conservare il mezzo di impugnazione nonostante l'erronea qualificazione originaria come appello.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile de plano ai sensi dell'art. 610, comma 5-bis, c.p.p., perché proposto da soggetto non legittimato, essendo il difensore privo dell'abilitazione al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori. Ha escluso che il principio di conservazione del mezzo di impugnazione potesse sanare il difetto di legittimazione o derogare alle regole formali e sostanziali che disciplinano i diversi mezzi di impugnazione. Conseguentemente ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 610, comma 5-bis, c.p.p.

    consente la declaratoria immediata di inammissibilità del ricorso quando manca la legittimazione del difensore a proporlo dinanzi alla Corte di cassazione.

  • art. 568, comma 5, c.p.p.

    principio di conservazione del mezzo di impugnazione

    non può essere utilizzato per aggirare le norme che regolano formalmente e sostanzialmente i diversi tipi di impugnazione.

  • art. 616 c.p.p.

    alla declaratoria di inammissibilità consegue la condanna al pagamento delle spese processuali e, in assenza di elementi contrari, di una somma in favore della Cassa delle ammende.

  • Legge n. 103 del 2017

    ha introdotto il comma 5-bis dell'art. 610 c.p.p., richiamato quale base della declaratoria di inammissibilità.

  • Corte cost., sent. n. 186 del 2000

    è richiamata per affermare che la sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende è dovuta salvo elementi atti ad escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando è proposto da un difensore non abilitato al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori, poiché manca una condizione di legittimazione processuale essenziale.
  • Il principio di conservazione del mezzo di impugnazione non consente di trasformare o sanare un'impugnazione proposta in forma e con modalità non compatibili con il mezzo effettivamente esperibile, quando ciò comporti violazione delle regole che disciplinano i diversi rimedi.
  • Quando il ricorso è dichiarato inammissibile, la conseguenza ordinaria è la condanna alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende, salvo che risultino elementi idonei a escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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