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Sentenza

Sentenza del 27/01/2020 n. 273 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna

IRAP - soggettività passiva - disponibilità di collaboratore - lavoratore dipendente - datore di lavoro - autonoma organizzazione - sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il giudice ha ritenuto che sussista autonoma organizzazione quando il lavoratore autonomo, nel quadro della propria attività, si avvale in modo costante e coordinato di un lavoratore dipendente a tempo indeterminato. Perciò il consulente finanziario è stato qualificato come soggetto passivo ai fini IRAP e la pretesa dell'Amministrazione è stata accolta.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Controversia sull'assoggettamento all'IRAP del consulente finanziario: l'Amministrazione sosteneva che il ricorrente fosse soggetto passivo IRAP perché, nello svolgimento della propria attività professionale, si avvaleva stabilmente del supporto di un lavoratore dipendente a tempo indeterminato. Il ricorrente contestava tale qualificazione, ritenendosi non dotato di autonoma organizzazione.

Norme richiamate

  • Decreto Legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (IRAP)

    art. 2 (definizione dei soggetti passivi)

    La norma è stata interpretata nel senso che tra i soggetti passivi rientrano anche i lavoratori autonomi che risultino dotati di autonoma organizzazione; la presenza di un dipendente stabile e coordinato integra detta autonoma organizzazione.

Massime di principio

  • Un lavoratore autonomo diventa soggetto passivo IRAP quando l'esercizio dell'attività è supportato da una struttura organizzativa autonoma; fattore decisivo è la presenza di collaboratori dipendenti stabili e coordinati.
  • La mera occasionalità o il ricorso a collaboratori esterni non bastano: l'elemento rilevante è la continuità, la coordinazione e l'inserimento di un dipendente a tempo indeterminato nell'organizzazione dell'attività professionale.
  • Per valutare l'autonoma organizzazione considerare indici pratici: contratto a tempo indeterminato del collaboratore, organizzazione e coordinamento da parte del professionista, orario/luogo di lavoro del dipendente, integrazione delle attività del dipendente nell'attività principale.
  • Per evitare il rischio di assoggettamento IRAP, il professionista dovrebbe limitare l'utilizzo di personale dipendente stabile optando per collaborazioni occasionali o rapporti di lavoro autonomo, senza coordinamento e continuità riconducibili all'organizzazione del professionista.
  • In caso di contestazione, documentare chiaramente modalità operative, autonomia organizzativa del professionista e la natura occasionale/strumentale dei rapporti di lavoro di supporto può essere decisivo per la difesa.

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