L.R. Basilicata 50/2018
DIRITTO ALLO STUDIO E SOSTEGNO ALL'APPRENDIMENTO PERMANENTE NEL CORSO DELLA VITA ATTIVA
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge disciplina in Basilicata il sistema regionale per il diritto allo studio e l’apprendimento permanente, fissando principi, destinatari, misure, programmazione triennale e annuale, monitoraggio e sportelli per l’utenza. Il Titolo III si applica dall’anno scolastico 2023-2024; il resto è vigente dal 20 dicembre 2018 (quindicesimo giorno dopo la pubblicazione).
Diritto allo studio e apprendimento permanente nella Regione Basilicata
Diritto allo studio e apprendimento permanente nella Regione Basilicata
La legge definisce il quadro regionale per promuovere il diritto allo studio e l’apprendimento permanente lungo tutto l’arco della vita attiva. L’intervento è coordinato con le politiche di istruzione, formazione, cultura, lavoro, sviluppo economico e inclusione sociale della Regione Basilicata.
Principi generali e finalità
La Regione assume come obiettivi di fondo la pari opportunità di accesso all’apprendimento, lo sviluppo delle capacità individuali di scelta nel corso della vita, la parità tra uomini e donne, il contrasto alle discriminazioni e la promozione di sviluppo economico, cultura, coesione sociale e cittadinanza attiva.
Le politiche regionali mirano in particolare a:
- garantire la completa scolarizzazione dalla scuola dell’infanzia all’assolvimento dell’obbligo di istruzione;
- rimuovere ostacoli territoriali, economici, sociali e culturali all’accesso a istruzione, formazione ed educazione;
- favorire l’inclusione di persone con disabilità, disturbi dell’apprendimento, bisogni educativi speciali o condizioni temporaneamente inabilitanti;
- valorizzare apprendimenti formali, non formali e informali;
- prevenire e contrastare la dispersione scolastica e formativa;
- sostenere il merito scolastico e la continuità dei percorsi;
- promuovere formazione civica e sociale e cittadinanza attiva.
Struttura del sistema regionale
Il sistema regionale per il diritto allo studio e l’apprendimento permanente si articola in tre componenti integrate:
- diritto allo studio nei sistemi educativi, di istruzione e formazione professionale e nell’apprendimento permanente;
- diritto allo studio universitario e nell’alta formazione artistica e musicale, secondo la normativa regionale di settore;
- norme comuni di indirizzo e valutazione.
Il sistema concorre inoltre al sistema regionale integrato per l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita già previsto dalla legge regionale n. 30 del 2015.
Ambiti di intervento
La Regione programma misure per l’intero percorso formativo, dalla nascita all’istruzione terziaria, con particolare riferimento a:
- sistema integrato 0-6 anni;
- obbligo di istruzione fra 6 e 16 anni;
- obbligo formativo fino al conseguimento di una qualifica almeno triennale entro i 18 anni;
- completamento del secondo ciclo della scuola secondaria di secondo grado;
- istruzione e formazione tecnica superiore;
- formazione professionale;
- istruzione degli adulti;
- sviluppo di competenze linguistiche, digitali, culturali, sociali e civiche.
Sono previste anche misure trasversali per l’orientamento, il riconoscimento degli apprendimenti e il passaggio tra i diversi sistemi, nonché interventi specifici per disabilità, ospedalizzazione, studenti stranieri e persone sottoposte a provvedimenti dell’autorità giudiziaria.
Destinatari e criteri di priorità
Le misure sono rivolte a tutti gli individui, ma con un approccio differenziato in base ai bisogni e alle caratteristiche personali. Nella definizione delle priorità la Regione considera:
- condizioni fisiche, incluse disabilità, DSA, situazioni temporaneamente inabilitanti e bisogni educativi speciali;
- condizione reddituale, con riferimento all’ISEE;
- condizione familiare e bisogni di cura;
- condizione sociale, inclusi fattori di discriminazione, bisogni linguistici e digitali, status di rifugiato o protezione sussidiaria, rimpatrio di italiani emigrati;
- condizione territoriale, con attenzione ad aree interne, montane o urbane degradate;
- capacità e merito negli studi.
Tipologie di misure e interventi
Il diritto allo studio è realizzato tramite misure individuali e collettive, tra cui:
- contributi o erogazione diretta di libri, sussidi didattici e tecnologie di supporto;
- ausili tecnologici per apprendimento, comunicazione, mobilità e autonomia;
- partecipazioni individualizzate ad attività educative e formative;
- servizi socio-educativi e socio-assistenziali;
- trasporti, mense, convitti e servizi culturali;
- misure di conciliazione tra tempi di vita, cura e lavoro;
- servizi per validazione e certificazione delle competenze;
- mobilità internazionale degli studenti;
- sostegno alla ripresa degli studi in età adulta;
- borse di studio, sostegno ai capaci e meritevoli privi di mezzi e promozione del merito;
- card o strumenti similari per facilitazioni culturali e di apprendimento.
La Regione sostiene anche progetti per il contrasto alla dispersione, la legalità, l’inclusione, la parità di genere e lo sviluppo di competenze di base, digitali, linguistiche ed economico-finanziarie.
Rafforzamento dei sistemi, digitale e offerta formativa
La legge prevede interventi per migliorare la qualità dei sistemi educativi e formativi, tra cui:
- adeguamento degli edifici scolastici e superamento delle barriere architettoniche;
- formazione e aggiornamento di insegnanti e operatori;
- creazione di ambienti di apprendimento digitali;
- reti territoriali per l’apprendimento permanente;
- reti per la mobilità nazionale e internazionale;
- sviluppo del sistema regionale di orientamento.
La Regione sostiene inoltre il rafforzamento delle competenze digitali, la diffusione dell’uso consapevole delle tecnologie e l’accesso flessibile a saperi e opportunità di apprendimento.
Potenziamento dell’offerta formativa scolastica
La Regione promuove il potenziamento dell’offerta delle istituzioni scolastiche in materia di:
- legalità, prevenzione della violenza e contrasto a discriminazioni, bullismo e cyberbullismo;
- educazione alla salute e ai corretti stili di vita;
- cultura europea e mediterranea;
- cultura del lavoro e dell’impresa;
- raccordo con risorse culturali e sociali del territorio.
Modalità di accesso e ruolo degli enti locali
L’accesso alle misure avviene mediante procedure pubbliche improntate a trasparenza, individualizzazione e proporzionalità. La Regione pubblicizza in modo organico contenuti e modalità di accesso, anche tramite strumenti digitali e identità digitale.
Comuni, in forma singola o associata, e Province attuano alcune misure specifiche, in particolare quelle relative a libri, sussidi, servizi per la prima infanzia, prestazioni correlate al diritto allo studio, servizi collettivi e borse di studio.
Programmazione regionale triennale e annuale
La Regione esercita funzioni di programmazione, indirizzo e coordinamento attraverso un piano triennale di indirizzo. Il piano definisce priorità, criteri di accesso, obiettivi di sviluppo, riparto indicativo delle risorse, azioni verso programmi europei, integrazione con altre politiche, vigilanza, comunicazione e rafforzamento amministrativo.
La Giunta adotta il piano triennale entro maggio e lo sottopone al Consiglio regionale per l’approvazione.
Ogni anno la Giunta approva, entro agosto, il piano delle misure per il diritto allo studio, previo parere della Commissione consiliare competente, definendo obiettivi annuali, priorità e criteri di riparto delle risorse agli enti locali.
Monitoraggio, valutazione e sportello per lo studente
È istituito presso il Dipartimento competente l’Osservatorio per il diritto allo studio, incaricato del monitoraggio annuale del piano triennale e della valutazione triennale dei risultati e delle criticità.
La Regione promuove presso i Comuni uno sportello per lo studente, con funzioni di ricezione delle istanze, inoltro agli uffici competenti, assistenza nella compilazione, comunicazione degli esiti e raccolta di contestazioni e suggerimenti.
Clausola valutativa e copertura finanziaria
La Giunta deve riferire al Consiglio regionale sull’attuazione della legge e sui risultati raggiunti; a fine di ogni anno scolastico l’Assessore competente presenta una relazione alla Commissione consiliare.
Gli oneri sono coperti tramite gli stanziamenti del bilancio pluriennale 2018-2020 relativi alla Missione 04 Istruzione e diritto allo studio.
Regime transitorio, decorrenza e abrogazioni
Le disposizioni del Titolo II si applicano, nelle more dell’attuazione della disciplina nazionale richiamata, con riferimento ai livelli essenziali delle prestazioni già esistenti.
Le norme del Titolo III si applicano dall’anno scolastico 2023-2024.
La legge è entrata in vigore il quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata, avvenuta il 5 dicembre 2018.
Sono abrogate la legge regionale n. 21 del 20 giugno 1979, l’art. 4 della legge regionale n. 20 del 12 novembre 2007 e l’art. 47 della legge regionale n. 1 del 30 gennaio 2007.
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