L.R. Sardegna 13/2026
Interventi per la valorizzazione della coltura del mandorlo
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge istituisce in Sardegna un quadro di sostegno al comparto mandorlicolo: tutela delle varietà autoctone, Piano triennale regionale, attività di ricerca e caratterizzazione, contributi per nuovi impianti, recupero dei mandorleti e investimenti aziendali. Prevede risorse solo per il triennio 2026-2028, con efficacia dal giorno della pubblicazione sul BURAS.
Interventi regionali per la valorizzazione della coltura del mandorlo in Sardegna
Interventi per la valorizzazione della coltura del mandorlo
La legge disciplina, per il territorio della Sardegna, un insieme di misure di promozione, tutela e sostegno della coltura del mandorlo. L’obiettivo è rafforzare il comparto mandorlicolo, valorizzando le varietà autoctone, la filiera produttiva, la commercializzazione e le ricadute economiche, ambientali e culturali.
Finalità e ambiti di intervento
La Regione promuove il rilancio della coltura del mandorlo attraverso più linee d’azione:
- tutela della biodiversità e delle varietà autoctone storicamente presenti nel territorio regionale;
- sviluppo di varietà e tecniche coerenti con un’agricoltura moderna e sostenibile;
- estensione degli impianti e recupero dei mandorleti esistenti, con priorità per le aree naturalmente vocate;
- sviluppo ecosostenibile della produzione e della gestione della coltura, anche tramite filiere complete e reti di collaborazione per i servizi di supporto;
- tutela del patrimonio dolciario tradizionale a base di mandorla;
- sostegno all’impollinazione tramite alveari;
- promozione della commercializzazione e dell’internazionalizzazione dei prodotti derivati, anche con marketing territoriale e accesso ai mercati esteri.
La Regione incentiva inoltre azioni informative sulle proprietà nutrizionali del mandorlo e sui prodotti finiti e semilavorati che lo contengono, con attenzione alla valorizzazione delle tradizioni locali e delle qualità naturali del prodotto.
Piano triennale di interventi
La Giunta regionale, su proposta dell’Assessore competente in agricoltura, deve adottare entro tre mesi dall’entrata in vigore della legge un Piano triennale di interventi per il sostegno della coltivazione e commercializzazione delle mandorle in Sardegna.
Il Piano è lo strumento programmatico di riferimento per il triennio e deve essere coerente con la programmazione regionale, nazionale ed europea in materia di sviluppo rurale, in particolare con:
- Piano strategico della politica agricola comune (PAC);
- Programma di sviluppo rurale (PSR).
La deliberazione di approvazione del Piano è sottoposta al parere della Commissione consiliare competente, che si esprime entro 15 giorni; decorso tale termine, il parere si intende acquisito.
Ricerca, caratterizzazione e valorizzazione delle varietà
L’Assessorato regionale competente in agricoltura, in coerenza con il Piano triennale, realizza attività di studio e valorizzazione delle varietà di mandorlo, tra cui:
- individuazione e caratterizzazione delle varietà con caratteristiche agronomiche e tecnologiche rilevanti, come autofertilità, fioritura tardiva, rapida entrata in produzione e produttività elevata e costante;
- ricerca e caratterizzazione di varietà e popolazioni locali per valutarne potenziale produttivo e adattamento a fattori biotici e abiotici;
- analisi del profilo organolettico e biochimico delle varietà più diffuse in Sardegna, per promuovere e tutelare la mandorla sarda;
- sostegno al materiale vivaistico delle varietà autoctone iscritte nel registro regionale dell’agrobiodiversità e al prodotto finale, anche per favorire l’adesione ai regimi di qualità UE e ai marchi collettivi dell’Unione europea;
- finanziamento di campi catalogo in situ per la conservazione del germoplasma locale e realizzazione di itinerari esperienziali legati alla fioritura e alla coltura;
- studio degli aspetti culturali, tradizionali e sociali della mandorlicoltura regionale e del collegamento tra piatti tipici, dolci e varietà autoctone, in collaborazione con le università della Sardegna.
Contributi per impianti, recupero e investimenti aziendali
Nell’ambito del Piano triennale, l’Amministrazione regionale può concedere contributi, previo bando e nel rispetto della disciplina sugli aiuti di Stato, avvalendosi delle agenzie agricole, per:
- impianto di nuovi mandorleti, soprattutto nelle aree vocate, anche sostituendo specie agricole o arboree meno adatte;
- recupero e miglioramento dei mandorleti esistenti;
- opere aziendali e infrastrutturali di piccole e medie dimensioni integrate con gli altri interventi;
- miglioramento e completamento delle dotazioni aziendali, comprese attrezzature per coltivazione, difesa, raccolta, stoccaggio e primo confezionamento, nonché impianti, macchinari e servizi innovativi per trasformazione e commercializzazione, con particolare riferimento a tecnologie digitali, agricoltura di precisione, monitoraggio climatico e fitosanitario, automazione e produzioni alimentari e cosmetiche a base di mandorle.
Beneficiari, criteri di selezione e priorità
Possono accedere ai contributi i soggetti con sede operativa in Sardegna appartenenti a queste categorie:
- imprese agricole singole o associate;
- associazioni di produttori agricoli;
- reti di impresa e partenariati tra imprese agricole, enti di ricerca, aziende di trasformazione e altri soggetti della filiera;
- organizzazioni di produttori riconosciute, cooperative agricole e loro consorzi operanti nel settore mandorlicolo.
I criteri e le modalità di erogazione sono definiti con deliberazione della Giunta, su proposta dell’Assessore competente e in coerenza con il Piano. Devono essere previste specifiche premialità per l’uso di varietà autoctone certificate e iscritte ai registri regionali o nazionali della biodiversità agraria.
La disciplina dei contributi prevede inoltre:
- premialità per progetti presentati in forma associata o integrata lungo la filiera;
- priorità per i progetti nelle aree interne e svantaggiate del territorio regionale;
- riserva di almeno il 20% delle risorse complessivamente destinate all’articolo 4 per i giovani agricoltori;
- eventuali forme di sostegno al reddito per le imprese beneficiarie di nuovi impianti, al fine di compensare il periodo di improduttività fino alla piena produzione;
- regole procedurali per tali sostegni, con criteri di gradualità, priorità per aree interne e giovani agricoltori e coordinamento con strumenti nazionali ed europei di gestione del rischio e sostegno al reddito.
Anche la deliberazione sui criteri di erogazione è sottoposta al parere della Commissione consiliare competente, da rendersi entro 15 giorni, altrimenti acquisito per silenzio.
Disciplina finanziaria
Per l’attuazione della legge sono stanziati complessivamente 5.140.000 euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028, ripartiti in:
- 200.000 euro annui per le finalità di cui all’articolo 3;
- 4.940.000 euro annui per le finalità di cui all’articolo 4.
La copertura è assicurata mediante utilizzo del Fondo speciale per fronteggiare spese derivanti da nuove disposizioni legislative, iscritto nel bilancio 2026-2028. Il bilancio è variato in aumento sulle missioni 16-programma 01-titoli 1 e 2 e in diminuzione sulla missione 20-programma 03-titolo 1.
Dal 2029 la Regione potrà attuare gli interventi solo nei limiti delle risorse annualmente stanziate con la legge di bilancio, sempre sulla missione 16-programma 01-titoli 1 e 2.
Entrata in vigore e applicazione temporale
La legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sul BURAS. Le previsioni finanziarie e gli stanziamenti espressi riguardano il triennio 2026-2028; la prosecuzione degli interventi dal 2029 dipende da future risorse di bilancio annuali.
Deprecazione
La legge non appare deprecata: istituisce una disciplina ancora attuale e potenzialmente utile, con effetti programmati e finanziati per il triennio 2026-2028 e possibilità di prosecuzione successiva nei limiti delle risorse disponibili.
Testo integrale
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