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Ordinanza

Ordinanza n. 2088/2026 - Napoli, Sezione 7

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, 1. Del provvedimento del Comune di Bacoli prot. 21123/2026 del 30.06.2026, notificato a mezzo PEC in pari data, avente ad oggetto “Invito e Diffida alla liberazione aree demaniali marittime”, con la quale l’ente comunale, dopo avere richiamato la Deliberazione della Giunta Comunale n. 74 del 7 maggio 2026 di adozione del Piano Attuativo di Utilizzazione delle Aree del Demanio Marittimo (PAD) e la Deliberazione della Giunta Comunale n. 56 del 1 aprile 2025, ha invitato e diffidato la ricorrente a <<…liberare le aree occupate entro 60 giorni dal ricevimento della presente, provvedendo allo sgombero delle stesse da tutti gli arredi, attrezzature e manufatti di facile rimozione …. con avvertenza che, in mancanza, sarebbero stati adottati i necessari provvedimenti repressivi consequenziali…>> ; 2. Della Deliberazione della Giunta Comunale n. 56 del 1 Aprile 2025, richiamata nel provvedimento impugnato sub 1 quale atto di indirizzo dell’Area VIII – Demanio, ove occorra e nei limiti di interesse e di lesività per la ricorrente; 3. Della Deliberazione della Giunta Comunale n. 74 del 7 Maggio 2026, nella parte in cui possa essere interpretata dall’Amministrazione quale fonte immediata di obblighi conformativi o restitutori a carico dei concessionari demaniali prima dell’approvazione definitiva del PAD e della sua effettiva operatività, ove occorra e nei limiti di interesse e di lesività per la ricorrente; 4. Di ogni ulteriore atto presupposto, connesso, consequenziale o comunque collegato, ancorché allo stato non conosciuto, ivi compresi gli atti istruttori, i pareri interni, le eventuali perizie, gli atti di indirizzo e gli eventuali provvedimenti conseguenti.

Giustizia amministrativa202604375

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: invito e diffida alla liberazione di aree demaniali marittime, con ordine di sgombero di arredi, attrezzature e manufatti di facile rimozione entro sessanta giorni

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (concessionaria demaniale)

Prevale il privato

La controversia

La società ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, la diffida comunale alla liberazione delle aree demaniali marittime e allo sgombero degli arredi, delle attrezzature e dei manufatti di facile rimozione. Sono stati inoltre impugnati, nei limiti della lesività, la deliberazione della Giunta comunale n. 56 del 1 aprile 2025, qualificata come atto di indirizzo dell'Area VIII – Demanio, e la deliberazione della Giunta comunale n. 74 del 7 maggio 2026, di adozione del Piano Attuativo di Utilizzazione delle Aree del Demanio Marittimo, nella parte in cui potesse essere interpretata come fonte immediata di obblighi conformativi o restitutori prima dell'approvazione definitiva del Piano e della sua operatività. Il Comune ha eccepito preliminarmente l'inammissibilità del ricorso per asserita mancanza di lesività della diffida. Il giudice ha rilevato che le questioni dedotte sono complesse e tecniche e richiedono l'approfondimento proprio della fase di merito.

La decisione

Il TAR ha accolto l'istanza cautelare, senza definire in via preliminare l'eccezione di inammissibilità per difetto di lesività e senza anticipare la decisione sulle complesse questioni di merito. Ha ritenuto sussistente il periculum in mora, poiché il rilascio dell'area e il ripristino dello stato dei luoghi avrebbero dovuto avvenire entro il 29 agosto 2026, nel pieno della stagione balneare, con conseguente pregiudizio grave e irreparabile per la ricorrente. Considerato che la diffida riguardava arredi, attrezzature e manufatti di facile rimozione, e operato il bilanciamento degli interessi contrapposti, ha sospeso temporaneamente l'efficacia del provvedimento fino al 30 settembre 2026, termine coincidente con la conclusione della stagione balneare. Ha rimesso al Presidente della Sezione la fissazione dell'udienza di merito e ha compensato le spese della fase cautelare.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    accoglie l’istanza cautelare

    La tutela cautelare è stata concessa in presenza di un pregiudizio grave e irreparabile, mediante sospensione temporanea dell'efficacia dell'atto e bilanciamento degli interessi contrapposti.

Massime di principio

  • In sede cautelare, quando le questioni di diritto e di fatto sono complesse e tecniche e richiedono un approfondimento incompatibile con la fase sommaria, il giudice può limitarsi a valutare l'urgenza e differire l'esame compiuto alla fase di merito, senza definire preliminarmente le eccezioni di rito non decisive ai fini cautelari.
  • La scadenza imminente del termine assegnato dall'amministrazione per il rilascio di un'area e il ripristino dello stato dei luoghi durante la stagione di maggiore attività economica può integrare un pregiudizio grave e irreparabile ai fini della tutela cautelare.
  • Nel bilanciamento degli interessi cautelari, la sospensione dell'efficacia di un provvedimento può essere disposta ad tempus, per un termine determinato e limitato al periodo necessario a evitare il pregiudizio prospettato, senza anticipare la decisione di merito.

Come è indicizzato

MaterieConcessioni demaniali marittimeTutela cautelare
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezzaLegittimazione e interesse a ricorrere

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