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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17650/2025 del 09/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza per vizio di motivazione, sostenendo che la Corte d'appello non avrebbe adeguatamente dimostrato il contributo causale del medesimo all'associazione a delinquere. Ha contestato l'uso, da parte della Corte, di elementi quali l'utilizzo di telefoni, l'esistenza di una base logistica e il rinvenimento di beni di dubbia provenienza, rilevando che lo stesso era stato assolto dal reato di ricettazione e che la provenienza delittuosa degli altri beni non era stata provata; inoltre ha dedotto che, mancando la prova di reati-fine, non sarebbe dimostrata la consapevolezza di aderire a un sodalizio criminoso.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha richiamato il principio della "doppia conforme" e la possibilità di leggere congiuntamente le motivazioni di primo e secondo grado quando l'appello si salda alla decisione di primo grado. Ha ritenuto congrua e logicamente esaustiva la motivazione della Corte territoriale, che ha ricostruito l'esistenza di un'associazione a delinquere sulla base di molteplici elementi (riprese video delle autrici di furti, sopralluoghi, rinvenimento di provento di furto addosso a coimputati, strumenti da scasso occultati su un'auto, locazione dell'appartamento usato come base logistica organizzata anche dal ricorrente). La Corte ha inoltre osservato che non è necessario un apporto personale del singolo alla commissione dei reati satellite perché sussista la partecipazione all'associazione e che i vincoli familiari possono rafforzare, anziché escludere, l'esistenza del sodalizio. Conseguentemente il rigetto del ricorso è stato disposto e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese del giudizio.

Norme richiamate

  • giurisprudenza - Sez. 2 n. 37295 del 12/06/2019, Rv. 277218

    Sez. 2 n. 37295 del 12/06/2019, Rv. 277218

    Principio della "doppia conforme": quando la sentenza di appello si salda con quella di primo grado le motivazioni possono essere lette congiuntamente per valutare la congruità della decisione

  • giurisprudenza - Sez. U. n. 47289 del 24/09/2003, Petrella, Rv. 226074

    Sez. U. n. 47289 del 24/09/2003, Petrella, Rv. 226074

    Limiti del sindacato di legittimità sulla motivazione: la Cassazione verifica la compatibilità della motivazione con il senso comune e la plausibile opinabilità, senza sostituirsi al giudice di merito

  • giurisprudenza - Sez. 5 n. 1004 del 30/11/1999 (Moro), Rv. 215745

    Sez. 5 n. 1004 del 30/11/1999, Moro, Rv. 215745

    La Corte di cassazione non deve indicare la migliore ricostruzione possibile dei fatti ma verificare la congruità e la plausibilità della motivazione

  • giurisprudenza - Sez. 2 n. 2436 del 21/12/1993 (Modesto), Rv. 196955

    Sez. 2 n. 2436 del 21/12/1993, Modesto, Rv. 196955

    Conferma il principio di limitazione del sindacato della Cassazione sulle valutazioni di merito quando adeguatamente motivate

  • giurisprudenza - Sez. 3 n. 48568 del 25/02/2016, Zineddine, Rv. 268184

    Sez. 3 n. 48568 del 25/02/2016, Zineddine, Rv. 268184

    Il vincolo di parentela non esclude l'esistenza di un'associazione criminosa; i rapporti familiari possono rafforzare il vincolo associativo

  • giurisprudenza - Sez. 2 n. 49007 del 16/09/2014, Iussi, Rv. 261426

    Sez. 2 n. 49007 del 16/09/2014, Iussi, Rv. 261426

    Conferma che relazioni familiari non escludono la sussistenza di una consorteria criminale

  • giurisprudenza - Sez. 2 n. 2159 del 24/11/2023 (dep. 2024), Casamonica, Rv. 285908

    Sez. 2 n. 2159 del 24/11/2023, dep. 2024, Casamonica, Rv. 285908

    Ulteriore conferma del principio secondo cui i legami familiari possono incrementare la pericolosità di un'associazione a delinquere (anche in materia di associazione di tipo mafioso)

Massime di principio

  • Quando le decisioni di primo e secondo grado sono "conformi" la Cassazione legge congiuntamente le motivazioni e il sindacato sulla valutazione della prova è molto limitato; è necessario dimostrare un vizio logico-giuridico chiaro e non una diversa valutazione dei fatti.
  • L'associazione a delinquere può essere riconosciuta anche se il singolo imputato non ha compiuto materialmente i reati-fine: è sufficiente la consapevolezza e la partecipazione al programma criminoso, che può emergere da attività logistiche (es. locazione di una base, organizzazione spostamenti).
  • L'assoluzione per reati connessi (es. ricettazione) non esclude automaticamente la responsabilità per associazione, se sussistono altri elementi probatori che dimostrano l'esistenza e la partecipazione al sodalizio.
  • I vincoli familiari o di convivenza non precludono, e possono anzi aggravare, l'accertamento di un'organizzazione criminale: la presenza di rapporti parentali va valutata come elemento che può rafforzare la stabilità e la pericolosità del sodalizio.
  • La Corte di cassazione verifica la congruità logica e la plausibilità della motivazione del giudice di merito, non la migliore ricostruzione possibile dei fatti; per ribaltare una decisione è necessario mostrare illogicità, contraddizione o carenza assoluta di motivazione.
  • Elementi materiali e indizi concatenati (videoregistrazioni, riconoscimenti, ritrovamenti di provento o strumenti da scasso, uso congiunto di veicoli e base logistica) possono, presi nel loro complesso, giustificare l'affermazione della partecipazione a un'associazione a delinquere.

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