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Ordinanza

Ordinanza n. 2024/2026 - Napoli, Sezione 6

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento di diniego di primo rilascio del permesso di soggiorno del 18.5.26.

Giustizia amministrativa202604137

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di primo rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego di primo rilascio del permesso di soggiorno del 18 maggio 2026, chiedendone la sospensione cautelare. Ha contestato, in sostanza, la valutazione amministrativa di inattendibilità del rapporto di lavoro posto a fondamento dell'ingresso e della richiesta del titolo, richiamando la stipulazione del contratto di soggiorno, una dichiarazione del datore di lavoro e la successiva indisponibilità del datore, nonché vicende lavorative intervenute con altro datore. Il ricorrente non ha tuttavia allegato né fornito un principio di prova idoneo a dimostrare elementi capaci di orientare diversamente la decisione amministrativa o l'effettività originaria del rapporto di lavoro.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare ai sensi dell'art. 55 c.p.a., ritenendo che, allo stato della sommaria cognizione propria della fase cautelare, non emergesse prima facie il fumus boni iuris. Il Collegio ha rilevato che l'effettività del rapporto di lavoro allegato non era stata dimostrata e che la stessa prospettazione del ricorrente, volta a giustificare l'indisponibilità del datore di lavoro dopo la presentazione della domanda di nulla osta e l'ingresso in Italia, confermava l'inattendibilità del rapporto. La dichiarazione genericamente resa dal datore è stata ritenuta inidonea, mentre il contratto di soggiorno è stato considerato un mero simulacro. Il permesso per attesa occupazione è stato ritenuto precluso perché non risultava una cessazione o interruzione successiva di un rapporto effettivamente esistente, non imputabile al ricorrente, ma l'inesistenza originaria del rapporto e quindi la mancanza ab origine dei requisiti richiesti. Le successive vicende lavorative con altro datore non sono state ritenute rilevanti. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata valutata secondo il modello della tutela cautelare nel processo amministrativo; il giudice ha escluso, allo stato della sommaria cognizione, la sussistenza di presupposti sufficienti per sospendere l'efficacia del diniego.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la sospensione di un diniego di permesso di soggiorno può essere negata quando il richiedente non alleghi né fornisca un principio di prova circa fatti idonei a mettere in discussione la valutazione amministrativa posta a fondamento del diniego.
  • La stipulazione del contratto di soggiorno non dimostra di per sé l'effettività del rapporto lavorativo, quando gli elementi complessivi della vicenda rendano inattendibile l'originaria instaurazione del rapporto; in tale ipotesi il contratto può essere considerato privo di concreta funzione dimostrativa.
  • Il permesso per attesa occupazione presuppone la cessazione o interruzione successiva di un rapporto di lavoro effettivamente esistente e non imputabile al lavoratore; non è invocabile quando il rapporto allegato risulti inesistente ab origine.
  • L'esistenza di successive vicende lavorative con un diverso datore non supera la mancanza originaria dei requisiti richiesti per il primo rilascio del permesso di soggiorno, se il titolo iniziale era fondato su un rapporto di lavoro mai effettivamente instaurato.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivo

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