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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15157/2025 del 16/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al trattamento sanzionatorio per violazione degli artt. 62 e 69, comma 2 c.p., e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Messina per la rideterminazione della pena tenendo conto correttamente della circostanza attenuante riconosciuta.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente deduceva violazione di legge per erronea determinazione della pena: la Corte territoriale aveva riconosciuto la circostanza attenuante di cui all'art. 62, comma 1, n. 4 c.p. in regime di prevalenza sull'aggravante contestata (art. 625 n. 4 c.p.), ma nella determinazione concreta della pena ha omesso di operare la riduzione conseguente a tale attenuante, applicando solo la decurtazione derivante dalla scelta del rito abbreviato sulla pena base indicata (anni sei di reclusione e euro 180,00 di multa).

Norme richiamate

  • art. 62, comma 1, n. 4 c.p.

    La Corte ha riconosciuto la circostanza attenuante della modesta valore del bene sottratto e l'ha ritenuta prevalente sull'aggravante; ciò comporta la riduzione della pena che deve essere effettivamente operata in concreto.

  • art. 625, n. 4 c.p.

    L'aggravante contestata (ad es. concorso o specifiche modalità impeditive) è stata ritenuta sussistente ma superata in regime di prevalenza dalla circostanza attenuante di cui all'art. 62, comma 1, n. 4.

  • art. 69, comma 2 c.p.

    Regola la determinazione della pena con riferimento alle circostanze; la mancata applicazione della riduzione conseguente a circostanza attenuante integra violazione di tale norma.

Massime di principio

  • Se il giudice riconosce una circostanza attenuante in regime di prevalenza su un'aggravante, deve operare nella determinazione della pena la riduzione conseguente; l'omissione costituisce vizio di legge.
  • Nella determinazione della pena vanno applicate in modo coerente tutte le diminuzioni spettanti (es. per rito abbreviato) e le riduzioni derivanti da circostanze attenuanti, secondo l'ordine e le regole previste dal codice penale.
  • La mancata riduzione della pena, quando risultante dalla motivazione e dalla comparazione delle pene base esposte, può determinare l'annullamento limitato al trattamento sanzionatorio e il rinvio per nuova determinazione.
  • In casi di conflitto tra aggravanti e attenuanti il giudice deve indicare espressamente la scelta di prevalenza e quantificare l'effetto sulla pena, in modo che sia verificabile in sede di legittimità.

Testo integrale

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