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Sentenza

Sentenza del 04/04/2022 n. 10673 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Impugnazione della decisione della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia che aveva ritenuto fondata la ripresa fiscale contenuta in avviso di accertamento relativo a imposte dirette e IVA per l'anno 2007, per la contestata non deducibilità/indetraibilità di costi per servizi; la società ha dedotto quindici motivi di cassazione (tra cui violazione di norme processuali, vizio di motivazione, violazione dell'onere della prova, mancato contraddittorio endoprocedimentale e inapplicabilità di sanzioni).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato quattordici motivi del ricorso e ha accolto il quindicesimo motivo, rilevando che nel corso del giudizio erano intervenute modifiche normative rilevanti in tema di sanzioni (D.Lgs. n. 158/2015, art. 1) che la Commissione Tributaria Regionale doveva tener conto nella rinnovata valutazione; perciò la sentenza impugnata è stata cassata e rinviata alla CTR della Lombardia in diversa composizione per nuovo esame anche sulle spese del giudizio.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 917 del 1986, art. 109, commi 1-5

    Per la deducibilità dei costi d'impresa il giudice richiama i presupposti di certezza, determinabilità e inerenza; la mancata prova di tali requisiti giustifica la ripresa fiscale.

  • D.P.R. n. 633 del 1972, artt. 19-21

    Ai fini dell'IVA la detrazione richiede, se contestata, la prova dell'esistenza, dell'inerenza e della coerenza economica dell'operazione; la semplice contabilizzazione non è sufficiente.

  • art. 2697 c.c.

    L'onere della prova circa l'esistenza, l'inerenza e la coerenza dei costi deducibili grava sul contribuente; il giudice di merito può valutare la documentazione e negare la deducibilità se insufficiente.

  • D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 53

    La specificità dei motivi di impugnazione deve essere interpretata restrittivamente, ma il reitero delle stesse ragioni già svolte in primo grado dall'Amministrazione sufficiente a validare l'appello amministrativo.

  • art. 112 c.p.c.

    La mancata pronuncia espressa su una eccezione può considerarsi implicitamente rigettata se la decisione sul merito è incompatibile con l'accoglimento dell'eccezione; la Cassazione può anche decidere nel merito se la questione è infondata e non richiede nuovi accertamenti di fatto.

  • L. n. 212 del 2000 (Statuto del contribuente), artt. 10 e 12

    Il contraddittorio endoprocedimentale è principio rilevante per le verifiche fiscali, ma la sua applicazione generalizzata ai tributi non armonizzati non è automatica: per tali tributi opera solo se espressamente previsto; la mancata instaurazione non comporta sempre invalidità dell'atto se il contribuente non dimostra l'effettivo pregiudizio.

  • D.Lgs. n. 158 del 2015, art. 1

    Modifica la disciplina delle sanzioni applicabili: la Corte ha ritenuto necessario che il giudice di merito tenga conto della nuova disciplina nella rideterminazione della sentenza, motivo per cui ha cassato e rinviato il giudizio.

  • D.P.R. n. 322 del 1998, art. 8, comma 6-quinquies

    Norma richiamata ma ritenuta inconferente perché concerne errore/emenda di dichiarazione fiscale mentre nel caso si discute la deducibilità/detraibilità di costi.

  • Direttiva 2006/112/CE art. 168 (cit. come principio)

    Principio europeo secondo cui il diritto alla detrazione è subordinato all'uso dei beni/servizi per operazioni imponibili: conferma che l'inerenza è requisito per la detrazione IVA.

Massime di principio

  • In materia di imposte dirette e IVA, quando l'Amministrazione contesta la deducibilità o la detraibilità di costi, l'onere della prova spetta al contribuente: bisogna documentare non solo l'importo ma anche la ragione, la destinazione e la coerenza economica dell'operazione.
  • I requisiti fondamentali per la deducibilità sono certezza, determinabilità e inerenza: la mancanza anche di uno solo può legittimare la ripresa fiscale.
  • Giudicati su altre annualità non vincolano automaticamente per componenti di reddito variabili (es. costi di servizi): l'efficacia del giudicato esterno vale solo per elementi costanti o rapporti a esecuzione pluriennale.
  • Il contraddittorio endoprocedimentale è tutelato, ma per i tributi non armonizzati non sempre costituisce requisito generale di nullità dell'atto; il contribuente deve dimostrare il concreto pregiudizio derivante dalla sua omissione.
  • In sede di appello tributario l'Amministrazione che ripropone le stesse argomentazioni già svolte in primo grado adempie, di regola, all'esigenza di specificità dei motivi di impugnazione prevista dalla normativa processuale tributaria.
  • La valutazione dell'istruttoria e dell'apprezzamento delle prove è di merito e difficilmente sindacabile in Cassazione, salvo vizi di motivazione materiali o omessi esami di fatti decisivi e comprovati dagli atti.
  • Norme sopravvenute che incidono sulla quantificazione o sulla disciplina delle sanzioni devono essere valutate dal giudice del merito: la Cassazione può cassare e rinviare se tali modifiche non sono state considerate.
  • Per l'IVA il diritto di detrazione richiede le stesse condizioni sostanziali richieste per la deducibilità ai fini reddituali (esistenza, inerenza, coerenza): l'annotazione contabile non basta se i presupposti materiali mancano.

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