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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 29923/2025 del 12/11/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Roma che aveva accolto l'opposizione ex art. 170 d.P.R. n. 115/2002 proposta dalla consulente tecnica Tiziana Salvatori, dichiarando inefficace il decreto di liquidazione del 8 maggio 2019 e riconoscendo efficace il precedente decreto del 5 novembre 2018. Il Ministero contestava che la comunicazione/effettiva conoscenza del primo decreto (5/11/2018) fosse elemento essenziale per la sua efficacia e che, essendo stato revocato dal Procuratore il 7/5/2019, l'unico provvedimento valido fosse il decreto dell'8/5/2019.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Ministero, ha cassato l'ordinanza impugnata e ha rinviato la causa al Tribunale di Roma ad diverso magistrato. La Corte ha ritenuto che, benché il decreto di liquidazione del pubblico ministero abbia natura giurisdizionale e sia in linea di principio immodificabile d'ufficio dal P.M., la sua efficacia giuridica dipende dalla certificazione di deposito in cancelleria. Poiché il decreto del 5 novembre 2018 in atti era privo della certificazione di deposito, esso non ha effetti giuridici e il giudice di rinvio dovrà decidere l'opposizione senza tener conto di quel decreto. La Corte ha inoltre disposto che il giudice di rinvio provveda sulle spese di cassazione.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 115 del 2002, art. 170

    Disciplina dell'opposizione proposta contro i provvedimenti di liquidazione dei compensi degli ausiliari del pubblico ministero; utilizzata come rimedio esperibile dal consulente per impugnare il decreto di liquidazione.

  • d.P.R. n. 115 del 2002, art. 168

    Norma richiamata nel motivo di ricorso relativo alla disciplina dei provvedimenti di liquidazione e della loro efficacia/impugnabilità.

  • d.lgs. n. 150 del 2011, art. 15

    Richiamato nel riferimento normativo connesso alla materia degli ausiliari e delle liquidazioni; contestualmente evocato nel contesto dell'opposizione ex art. 170 DPR 115/2002.

  • codice di procedura civile, art. 380-bis

    Riferimento alle disposizioni processuali sulla definizione dei giudizi per manifesta infondatezza e alle memorie ai sensi dell'art. 380-bis.1, utilizzate dalla Corte per ammettere memorie e rinviare per questione di diritto rilevante.

  • codice di procedura civile, art. 327

    Norma sui termini per il ricorso in cassazione avverso ordinanze, richiamata per verificare la tempestività dell'impugnazione.

  • codice di procedura civile, art. 702-quater

    Richiamato solo per escluderne l'applicabilità ratione temporis al caso di specie (disciplina dell'appello nelle materie speciali).

Massime di principio

  • Un decreto di liquidazione del pubblico ministero ha natura giurisdizionale: è impugnabile mediante opposizione ex art. 170 d.P.R. 115/2002 e, di regola, non può essere revocato d'ufficio dal P.M. una volta formatosi.
  • La giuridica esistenza e gli effetti di un decreto del P.M. decorrono dalla certificazione di deposito in cancelleria e non dalla sola data apposta dal magistrato nel testo o dalla firma; senza tale certificazione il provvedimento non produce effetti giuridici.
  • Se un primo provvedimento risulta privo di certificazione di deposito, esso può essere ignorato dal giudice e non richiede una revoca formale: un successivo provvedimento regolarmente depositato può assumere rilievo giuridico.
  • Per il consulente (o altra parte interessata) è fondamentale verificare la presenza della certificazione di deposito della copia del decreto per valutare l'efficacia del provvedimento e i termini per proporre impugnazioni.
  • In caso di conflitto tra provvedimenti interni dell'ufficio del P.M., il giudice di merito deve accertare la esistenza formale dei decreti tramite certificazione di deposito; la mancata certificazione può determinare la nullità/inesistenza degli effetti del provvedimento apparentemente anteriore.

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