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Sentenza

Sentenza del 23/11/2015 n. 397 - Comm. Trib. Prov. Lecco

ACCERTAMENTO - Utilizzo di fatture per operazioni inesistenti - Omessa presentazione denuncia - Raddoppio dei termini - Non sussiste - Effettività degli acquisti - Acquisizione certificato camerale - Capitale sociale e presentazione dei bilanci - Oggettiva conoscibilità dell'operazione inesistente - Non sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

L'Ufficio aveva contestato l'utilizzo di fatture relative a operazioni soggettivamente inesistenti, ritenendo che il fornitore fosse un soggetto interposto, e aveva applicato il raddoppio dei termini di accertamento sulla base dell'ipotizzata rilevanza penale della condotta. Il contribuente ha eccepito di non aver agito con dolo o colpa, di aver effettivamente acquistato i beni o servizi e di non poter conoscere l'eventuale frode del fornitore. Ha inoltre prodotto il certificato camerale, dal quale risultavano l'esistenza della società, un capitale sociale significativo e la regolare presentazione dei bilanci.

La decisione

Il raddoppio dei termini è stato ritenuto illegittimo perché l'Ufficio non ha dimostrato fatti penalmente rilevanti imputabili al contribuente né l'esistenza dell'elemento soggettivo del reato. La mancata presentazione della denuncia da parte dell'Ufficio rafforza la conclusione che non sussistesse un effettivo obbligo di denuncia. È stata inoltre riconosciuta l'effettività degli acquisti e l'assenza di elementi oggettivamente conoscibili che permettessero al contribuente di individuare l'interposizione fittizia o il disegno fraudolento del fornitore. Ne consegue la detraibilità integrale dell'IVA indicata nelle fatture contestate.

Norme richiamate

  • Norme sul raddoppio dei termini di accertamento in presenza di violazioni penalmente rilevanti

    Il raddoppio non opera automaticamente per il solo fatto che l'accertamento riguardi fatture per operazioni soggettivamente inesistenti. Occorre che siano concretamente individuabili fatti penalmente rilevanti imputabili al contribuente e che sussista il relativo obbligo di denuncia.

  • Disciplina della detrazione dell'IVA relativa ad acquisti effettivi

    integrale detraibilità dell'IVA pagata sulla fattura di acquisto

    La detrazione può essere riconosciuta quando gli acquisti sono effettivi e il contribuente non era, né avrebbe potuto essere, oggettivamente consapevole della frode o dell'interposizione fittizia del fornitore.

  • Disciplina penal-tributaria dell'elemento soggettivo del reato

    L'ipotizzata frode fiscale richiede la prova dell'elemento soggettivo. Una generica contestazione sull'inadeguatezza della struttura del fornitore non dimostra, da sola, la partecipazione consapevole del contribuente.

Massime di principio

  • Il raddoppio dei termini non può fondarsi su una mera ipotesi astratta di reato: l'Amministrazione deve indicare e dimostrare fatti penalmente rilevanti e il coinvolgimento soggettivo del contribuente.
  • In caso di fatture soggettivamente inesistenti, la detrazione IVA può essere mantenuta se il contribuente dimostra l'effettività degli acquisti e l'assenza di elementi oggettivi che rendessero conoscibile la frode del fornitore.
  • La sola inadeguatezza organizzativa o patrimoniale del fornitore non è sufficiente, se non è accompagnata da ulteriori indizi concreti di consapevolezza o partecipazione del contribuente.
  • La documentazione ufficiale sul fornitore, come certificati camerali, capitale sociale e bilanci regolarmente presentati, può contribuire a dimostrare che il contribuente ha svolto controlli ragionevoli e non poteva conoscere l'interposizione fittizia.
  • La mancata presentazione della denuncia da parte dell'Ufficio costituisce un elemento significativo per escludere l'effettiva sussistenza dell'obbligo di denuncia e, di conseguenza, del raddoppio dei termini.

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