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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16239/2023 del 17/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte di Appello di Roma del 28/03/2022 con tre censure principali: 1) nullità per difetto di motivazione (art. 606 lett. e) cod.proc.pen.) in relazione alla conferma di responsabilità per l'episodio di luglio 2014, ritenuta contraddittoria rispetto alle assoluzioni per i fatti del 9 maggio e 9 giugno 2014 e basata su mere congetture, anche alla luce delle condizioni di salute dell'imputato; 2) contraddittorietà e illogicità della conferma delle statuizioni civili (risarcimento di Euro 5.000,00) nonostante l'assoluzione parziale, con richiesta di rideterminazione del danno; 3) difetto di motivazione circa il mancato riconoscimento della circostanza attenuante di cui all'art. 62 n. 4 cod.pen.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili il primo e il terzo motivo (ritenuti manifestamente infondati poiché la Corte di Appello aveva adeguatamente motivato sia la condanna per l'episodio di luglio 2014, basandosi su osservazioni di servizio e riscontri probatori, sia il diniego dell'attenuante per la natura plurioffensiva del reato e l'elevato importo richiesto). Il secondo motivo è stato invece ritenuto fondato: la Corte di Appello non poteva confermare integralmente la liquidazione del danno disposta in primo grado dopo aver escluso la responsabilità per due dei tre episodi. La Cassazione, esercitando i poteri di cui all'art. 620 lett. i) cod.proc.pen., ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente alla liquidazione del danno e ha rideterminato il risarcimento complessivo in C 1.000,00 (comprensivo anche del danno morale). Nel resto il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

Norme richiamate

  • art. 606 lett. e) cod. proc. pen.

    art. 606 lett. e) cod. proc. pen.

    Norma invocata in relazione alla nullità per difetto di motivazione: la Cassazione richiede motivazioni congrue e non ammette censure che si limitino a chiedere una rivalutazione del merito senza dimostrare specifiche aporie o contraddizioni nella motivazione di merito

  • art. 62 n. 4 cod. pen.

    Circostanza attenuante contestata dal ricorrente; la Corte di Appello ha motivato il diniego in relazione alla natura plurioffensiva del reato e all'importo rilevante richiesto, valutazione ritenuta congrua dalla Cassazione

  • art. 574 cod. proc. pen.

    Richiamata implicitamente per l'effetto devolutivo dell'appello: la riforma in parte della sentenza di primo grado impone al giudice d'appello di rideterminare il danno in relazione alle sole imputazioni confermate

  • art. 620 lett. i) cod. proc. pen.

    art. 620 lett. i) cod. proc. pen.

    Poteri della Corte di Cassazione nell'annullamento con rideterminazione: la Corte ha esercitato tale potere rideterminando direttamente il danno risarcibile, in luogo dell'invio ad altra cognizione

  • Giurisprudenza citata: Sez. 6, n. 1611 del 26/11/2020 (dep. 14/01/2021) Rv. 280583-01

    Sez. 6, n. 1611 del 26/11/2020 (dep. 14/01/2021) Rv. 280583-01

    Precetto giurisprudenziale secondo cui la riforma parziale in appello incide direttamente sulla quantificazione del risarcimento e impone al giudice di rideterminare la somma in base alle imputazioni per le quali permane la condanna

Massime di principio

  • La Corte d'Appello che assolve parzialmente deve rideterminare la liquidazione del danno civile: la conferma integrale della somma originariamente fissata per più imputazioni non è compatibile con l'esclusione di alcune responsabilità
  • La Cassazione non è sede per una nuova valutazione del merito probatorio: le censure che chiedono la rivalutazione degli elementi fattuali senza indicare specifiche aporie nella motivazione sono inammissibili
  • Il difetto di motivazione va specificamente dimostrato: è necessario indicare incongruenze, omissioni o contraddizioni tali da incidere sulla decisione; altrimenti la sentenza si considera adeguatamente motivata
  • Le circostanze attenuanti (es. art. 62 n. 4) richiedono una motivazione puntuale se vengono negate; il giudice deve valutare la natura del reato e l'entità della condotta per escluderle o concederle
  • La Corte di Cassazione, quando esercita i poteri sostitutivi (art. 620 lett. i)), può rideterminare direttamente aspetti economici (come il risarcimento) senza rinvio se i calcoli e i parametri sono già determinabili dal fascicolo

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