Cassazione Civile, Sentenza n. 17710/2025 del 30/06/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione del decreto del Giudice di pace di Firenze che aveva annullato il decreto di espulsione emesso dal Prefetto il 30 maggio 2023. La Prefettura denunciava eccesso di potere giurisdizionale e sconfinamento nell'esercizio di poteri amministrativi: il Giudice di pace, secondo la ricorrente, avrebbe sostituito la propria valutazione a quella dell'Amministrazione in ordine alla sussistenza dei presupposti per il rilascio di un permesso di soggiorno (art.13, comma 2, lett. b), D.lgs. n.286/1998). Si contestava inoltre che all'epoca del decreto di espulsione il ricorrente fosse privo di qualsiasi titolo di soggiorno e che non pendessero istanze idonee a impedire l'espulsione.
La decisione
La Cassazione ha rigettato il ricorso della Prefettura. Ha ritenuto che il Giudice di pace, nell'opposizione al decreto di espulsione, possa verificare la legittimità del provvedimento e la sussistenza di cause di non espellibilità, anche sopravvenute, e nel caso concreto abbia svolto una valutazione incidentale sulla possibile non espellibilità del ricorrente alla luce della sua integrazione socio-lavorativa e dell'assenza di precedenti penali. Inoltre la Corte ha richiamato che al momento dell'adozione del decreto di espulsione pendeva ricorso al Tribunale avverso il diniego del permesso di soggiorno e che il Tribunale aveva sospeso l'efficacia esecutiva del provvedimento impugnato, fatto che il Prefetto non aveva adeguatamente considerato. Ne consegue il rigetto del ricorso della Prefettura; nulla sulle spese per difetto di regolare costituzione dell'intimato.
Norme richiamate
D.lgs. n. 286/1998 (Testo Unico sull'immigrazione) - art.13, comma 2, lett. b)
La Prefettura ha invocato tale norma come presupposto del decreto di espulsione; la Corte osserva che il controllo giudiziale non può sostituirsi all'Amministrazione nel decidere sul rilascio del permesso di soggiorno, ma può comunque verificare la legittimità del provvedimento espulsivo e l'eventuale insussistenza di cause di espellibilità.
D.lgs. n. 286/1998 - art.19
Applicata ratione temporis; la Corte riconosce che l'art.19 tutela aspetti della vita privata e familiare e l'integrazione socio-lavorativa, che possono configurare cause di non espellibilità e quindi incidere sulla legittimità del decreto di espulsione.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione richiamata (sul potere di verifica del giudice in materia di espulsione)
Cass. n. 4041/2024; Cass. n. 22508/2023; Cass. S.U. 29459 e 29460/2019; Cass. S.U. n. 24413/2021; Cass. n. 27475/27.09.2023
Principio secondo cui il giudice dell'opposizione al decreto di espulsione può esaminare la legittimità del provvedimento e la presenza di cause di non espellibilità, comprese quelle sopravvenute; tuttavia non può indebitamente sostituirsi al potere discrezionale dell'Amministrazione nel merito del rilascio del permesso di soggiorno.
Massime di principio
- Il Giudice dell'opposizione al decreto di espulsione può verificare la legittimità del provvedimento e l'esistenza di cause di non espellibilità, anche sopravvenute, senza però sostituirsi al potere discrezionale dell'Amministrazione sul rilascio del permesso di soggiorno.
- La pendenza di un ricorso amministrativo o giurisdizionale (con eventuale sospensione dell'efficacia del provvedimento di diniego) deve essere considerata dall'Amministrazione prima di emettere un decreto di espulsione; l'adozione dell'espulsione in presenza di tali contenziosi può renderla illegittima.
- L'integrazione socio-lavorativa, l'assenza di precedenti penali e i legami familiari sono fattori rilevanti ai fini della valutazione della non espellibilità (art.19 TUI nel sistema normativo ratione temporis), e possono giustificare l'annullamento di un decreto di espulsione.
- Il giudice può formulare valutazioni 'incidentali' sul diritto al permesso di soggiorno quando queste siano strettamente funzionali a stabilire la non espellibilità, ma non può sostituirsi alla Commissione o alla Questura nel decidere sul rilascio del titolo di soggiorno.
- L'Amministrazione deve verificare lo stato delle procedure e delle impugnazioni pendenti prima di fondare un provvedimento di espulsione sull'assunto che un diniego sia definitivo.
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