Sentenza n. 4641/2026 - Milano, Sezione 5
per l'ottemperanza della sentenza n.823/2025, pubblicata in data 18 dicembre 2025, emessa dal Tribunale di Pavia Sez. Lavoro.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inottemperanza alla sentenza del Tribunale di Pavia, Sezione Lavoro, n. 823/2025, che aveva riconosciuto la Carta del docente per gli anni scolastici 2022/2023 e 2023/2024
Esito
Favorevole al ricorrente (docente creditrice)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto ricorso per ottemperanza deducendo che il Ministero non aveva eseguito la sentenza del Tribunale di Pavia, Sezione Lavoro, n. 823/2025, notificata il 18 dicembre 2025 e passata in giudicato. La sentenza aveva condannato il Ministero a riconoscere la Carta del docente per 500 euro annui per gli anni scolastici 2022/2023 e 2023/2024, per complessivi 1.000 euro. La ricorrente ha chiesto l'esecuzione del giudicato. Il Ministero si è costituito con atto di mera forma. Il TAR ha inoltre verificato la procedibilità del ricorso in relazione al decorso del termine di 120 giorni dalla notifica della sentenza.
La decisione
Il TAR ha ritenuto il ricorso procedibile, essendo decorso dalla notifica della sentenza il termine di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. 669/1996. Nel merito, ha accolto la domanda: la documentazione dimostrava la spettanza degli importi riconosciuti dal giudicato e il Ministero non aveva allegato di aver adempiuto. Ha quindi dichiarato l'inottemperanza e ordinato al Ministero di accreditare entro 90 giorni dalla notifica della sentenza gli importi dovuti, detratti eventuali pagamenti medio tempore effettuati. Per il caso di persistente inerzia, ha nominato commissario ad acta il Direttore generale della Ragioneria territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, attivabile dalla creditrice con istanza dopo la scadenza del termine assegnato al Ministero; il commissario dovrà eseguire l'incarico entro i successivi 60 giorni, determinando il residuo dovuto e adottando gli atti necessari. Non è dovuto un compenso al commissario, trattandosi di attività rientrante nei suoi compiti istituzionali. Il Ministero è stato condannato alle spese, liquidate in 800 euro oltre IVA, CPA e contributo unificato se dovuto, con distrazione in favore del difensore dichiaratosi antistatario.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Il ricorso per ottemperanza va dunque accolto.
Il TAR ha accolto il ricorso di ottemperanza e ha adottato le misure necessarie a dare esecuzione al giudicato, compresi l'ordine rivolto all'amministrazione e la nomina preventiva del commissario ad acta per il caso di ulteriore inerzia.
art. 14 d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997
Il ricorso è procedibile in quanto è decorso, dopo la notifica della sentenza, il termine di 120 giorni previsto dall’art. 14 del decreto legge 31 dicembre 1996 n. 669, convertito in legge 28 febbraio 1997, n. 30.
L'azione di ottemperanza per l'esecuzione della condanna pecuniaria è procedibile una volta decorso il termine di 120 giorni dalla notificazione della sentenza.
Massime di principio
- Il ricorso per ottemperanza a una sentenza di condanna pecuniaria è procedibile, in relazione al termine previsto dall'art. 14 del d.l. 669/1996, dopo il decorso di 120 giorni dalla notificazione della sentenza.
- In sede di ottemperanza, quando la documentazione comprova il credito riconosciuto dal giudicato e l'amministrazione non allega di aver adempiuto, il giudice può dichiarare l'inottemperanza, fissare un termine per il pagamento e nominare un commissario ad acta per il caso di persistente inerzia.
- Il commissario ad acta può essere attivato dal creditore, mediante istanza, dopo la scadenza del termine assegnato all'amministrazione; il giudice può fissare al commissario un termine per determinare il residuo dovuto e adottare gli atti esecutivi necessari.
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