Cassazione Civile, Sentenza n. 38331/2021 del 03/12/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Windowmist Ltd. aveva chiesto la declaratoria di nullità del contratto di mutuo del 26.10.1993 (tra Semeraro s.r.l. e Mediocredito della Puglia) e, conseguentemente, l'estinzione dell'ipoteca posta a garanzia, deducendo in particolare: inesistenza della "traditio rei" (mancata consegna delle somme), nullità per impossibilità dell'oggetto (incapacità materiale di restituire le somme) e carenza o illiceità della causa. In primo grado il Tribunale di Bari accolse la domanda; la Corte d'appello di Bari riformò accogliendo l'appello di Italfondiario, ritenendo che non si fosse formato un giudicato esterno sulla nullità del mutuo, che la giuridica disponibilità delle somme era comprovata (anche mediante note contabili e meccanismi negoziali di deposito cauzionale) e che non ricorressero impossibilità assoluta dell'oggetto né causa illecita. Windowmist impugnò in Cassazione con cinque motivi (violazione di legge sul giudicato esterno, su disponibilità giuridica delle somme, omesso esame di fatto decisivo, impossibilità dell'oggetto, carenza/illiceità della causa). La Cassazione ha esaminato i motivi, richiamando i principi sulla distinzione tra giudicato interno ed esterno, sul concetto di "disponibilità giuridica" (equipollente alla traditio rei), sui limiti dell'impossibilità dell'oggetto per obbligazioni pecuniarie e sulla natura non necessariamente "di scopo" del mutuo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di Windowmist Ltd., confermando la sentenza della Corte d'appello di Bari che aveva ritenuto valido il mutuo e l'iscrizione ipotecaria. La Cassazione ha motivato il rigetto: il precedente provvedimento (Tribunale di Taranto) aveva dichiarato la nullità del pignoramento e non la nullità del mutuo; non si era formato giudicato esterno sulla nullità del contratto; la disponibilità giuridica delle somme è stata accertata (anche tramite note contabili e meccanismi contrattuali di deposito cauzionale) e pertanto la "traditio" è stata considerata realizzata in termini giuridici; non sussisteva impossibilità originaria, assoluta e definitiva dell'oggetto (che per le obbligazioni pecuniarie è, di regola, inidonea a fondare la nullità ex art. 1346 c.c.); e non risultava carenza o illiceità della causa né frode alla legge. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e Windowmist è stata condannata al pagamento delle spese di giudizio in favore di Italfondiario (compensi liquidati in euro 40.000 oltre oneri).
Norme richiamate
art. 702-bis c.p.c.
Norma procedurale che ha fondato il ricorso originario presentato da Windowmist (procedimento cautelare/urgente ex art. 702-bis).
art. 702-ter c.p.c.
Richiamato in relazione all'ordinanza interlocutoria del Tribunale di Bari (4.11.2016) che ha esaminato la questione del giudicato esterno; usato come norma procedurale collegata alle decisioni cautelari.
art. 2909 c.c.
Rilevante nella discussione sul "giudicato esterno": la Cassazione ha ritenuto che non si fosse formato un giudicato esterno sulla nullità del mutuo e quindi la preclusione materiale prevista dalla regola sul giudicato non poteva operare.
art. 1813 c.c.
Definisce il mutuo come contratto reale; la Corte ha richiamato i principi su quando si perfeziona il mutuo (traditio o disponibilità giuridica) e ha ritenuto integrata la disponibilità giuridica anche tramite meccanismi contabili/negoziali.
art. 2852 c.c.
Norma relativa all'iscrizione ipotecaria: la Corte d'appello aveva ritenuto valida l'ipoteca iscritta anche ai sensi delle regole civili sulla efficacia delle iscrizioni ipotecarie.
art. 474 c.p.c.
Richiamato per l'affermazione del Tribunale di Taranto: l'atto pubblico (atto notarile) può essere inidoneo a costituire titolo esecutivo se manca prova dell'avveramento di condizioni non desumibili dal solo atto pubblico (secondo comma).
art. 360 c.p.c. primo comma n. 3
Motivo di ricorso per violazione di legge: la Cassazione ha esaminato i profili di diritto dedotti (giudicato esterno, disciplina del mutuo) e li ha respinti, ritenendo corretta l'applicazione dei principi di diritto.
art. 360 c.p.c. primo comma n. 5
Motivo relativo a omesso esame di fatto decisivo: la Corte ha ricordato la stringente nozione di "fatto decisivo" ai fini dell'art. 360, n.5, e ha ritenuto inammissibile o infondata la censura di Windowmist sotto questo profilo.
art. 346 c.p.c.
Richiamato per evidenziare che la parte non può invocare in Cassazione questioni su cui non ha tempestivamente proposto appello o impugnazione nei gradi precedenti; cioè alcune statuizioni precedenti non erano state impugnate.
art. 1346 c.c.
Norma sull'impossibilità della prestazione quale causa di nullità: la Corte ha ribadito che occorre impossibilità originaria, assoluta e definitiva (non semplice incapienza del debitore); per obbligazioni pecuniarie tale impossibilità assoluta è, di regola, inapplicabile.
art. 1418 c.c.
Norma generale sulla nullità del contratto: richiamata in relazione alle censure di nullità (impossibilità, causa illecita) e valutata in combinato con art. 1346 para l'impossibilità.
art. 1325 c.c.
Requisiti del contratto (accordo, causa, oggetto, forma se richiesta): la Corte ha ritenuto che gli elementi essenziali del contratto di mutuo fossero presenti e la causa non invalida.
art. 1344 c.c.
Richiamato nella censura sulla presunta frode alla legge o illiceità della causa: la Corte ha escluso che il mutuo costituisca un contratto in frode alla legge o abbia causa illecita per il fatto che i fondi potevano servire anche a far fronte a passività pregresse.
Massime di principio
- Il giudicato esterno si forma solo quando la sentenza anteriore abbia deciso la stessa questione tra le stesse parti e non sia stata impugnata: una pronuncia che riguarda la nullità del pignoramento non equivale necessariamente a una pronuncia sulla nullità del contratto sottostante.
- Per il perfezionamento del mutuo reale non è richiesta solo la consegna materiale del denaro: è sufficiente la 'disponibilità giuridica' delle somme da parte del mutuatario (anche tramite meccanismi contabili, note contabili, depositi cauzionali o pattuizioni che determinano trasferimento giuridico), purché emerga che la somma è uscita dal patrimonio del mutuante ed è entrata in quello del mutuatario.
- Un mutuo può essere condizionato o prevedere meccanismi negoziali di destinazione dei fondi senza che ciò comporti automaticamente la nullità: il mutuo fondiario non è necessariamente un mutuo di scopo e l'utilizzo delle somme per estinguere debiti preesistenti verso la stessa banca non determina di per sé illiceità della causa.
- L'impossibilità dell'oggetto come causa di nullità richiede un impedimento originario, assoluto e definitivo; la semplice incapacità economica del debitore o difficoltà di esecuzione non integrano questa fattispecie.
- In sede di cassazione la sindacabilità dei fatti è limitata: le questioni di fatto e gli accertamenti probatori della corte territoriale sono difficilmente riformabili, salvo vizio di motivazione o omissione di fatto decisivo nei termini stretti dell'art. 360, n.5 c.p.c.
- Se si intende far valere l'efficacia preclusiva di una sentenza anteriore (giudicato esterno), è necessario che la questione sia stata decisamente ed espressamente risolta nella sentenza precedente e che, se del caso, siano state esperite tutte le impugnazioni possibili in quel giudizio.
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