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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 38232/2021 del 03/12/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La Scarletta s.r.l. impugnava la sentenza della Corte d'Appello de L'Aquila che aveva confermato la pronuncia di primo grado che aveva dichiarato la compravendita del 30.4.2003 assolutamente simulata e aveva disposto la restituzione di alcuni immobili e il pagamento del prezzo per altro immobile. In cassazione furono proposti sei motivi, che denunciavano principalmente violazioni delle norme sulla prova e sugli atti pubblici (artt. 2709, 2710, 2727, 2729 c.c.), violazioni di norme processuali (artt. 115, 116 c.p.c.) e contestazioni di applicazione dell'art. 56 legge fallimentare e della legge n. 197/1991. Tuttavia il giudizio di legittimità si è concentrato su un profilo procedurale: la mancata produzione, insieme al ricorso, della copia autentica della sentenza impugnata con la relata di notificazione richiesta dall'art. 369 c.p.c., con conseguente declaratoria di improcedibilità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato improcedibile il ricorso per mancato deposito, nei termini di legge, della copia autentica della sentenza impugnata con la relata di notificazione (art. 369, 2° co., n. 2 c.p.c.). È richiamata la giurisprudenza delle Sezioni Unite che consente un'eccezione solo se la relata è comunque nella disponibilità del giudice (prodotta dal controricorrente o acquisita d'ufficio). La Corte ha ritenuto che la Scarletta avesse dichiarato di aver ricevuto la notificazione ma non avesse depositato la relata; inoltre la notificazione del ricorso è risultata effettuata oltre il termine utile. Perciò il ricorso è dichiarato improcedibile e la ricorrente è condannata al rimborso delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in complessivi euro 7.200,00 oltre oneri, con annotazione relativa all'eventuale ulteriore contributo unificato ai sensi del d.p.r. n. 115/2002.

Norme richiamate

  • art. 369 cod. proc. civ.

    art. 369, 2° co., n. 2; art. 369, 1° co.

    Imposto l'onere, a pena di improcedibilità, di depositare insieme al ricorso copia autentica della decisione impugnata con la relata di notificazione; la mancata produzione nei termini determina l'improcedibilità salvo che la relata sia comunque disponibile al giudice (eccezione applicata in base alle Sezioni Unite).

  • art. 285 cod. proc. civ.

    La copia della sentenza da depositare deve essere copia autentica ai sensi di tale norma; la Corte rileva l'assenza di tale produzione come vizio formale rilevante.

  • art. 56 legge fallimentare

    Era uno dei motivi di merito dedotti dalla ricorrente (presunta violazione), ma la Cassazione non è entrata nel merito in ragione dell'improcedibilità procedurale.

  • artt. 2709, 2710, 2727, 2729 cod. civ.

    artt. 2709, 2710, 2727, 2729 c.c.

    Norme richiamate nei motivi di impugnazione relativi alla formazione e prova degli atti pubblici e della scrittura privata; la ricorrente contestava l'applicazione di tali norme in relazione alla valutazione probatoria della simulazione, ma la questione non è stata esaminata in sede di legittimità per causa di improcedibilità.

  • artt. 115 e 116 cod. proc. civ.

    Norme riferite al potere istruttorio e all'efficacia probatoria degli atti, richiamate in un motivo di ricorso; non valutate nel merito dalla Corte per la sopravvenuta improcedibilità.

  • legge n. 197/1991

    Richiamata dalla ricorrente come norma di riferimento in uno dei motivi; la Corte ha ricordato la contestazione ma non l'ha esaminata nel merito per la declaratoria di improcedibilità.

  • art. 24 Cost.

    Richiamato dalla Corte nella disamina sulla compatibilità dell'onere di deposito con il diritto di difesa; la Corte ritiene che l'art. 369 c.p.c. non leda l'art. 24 Cost., imponendo invece il rispetto delle forme processuali.

  • d.p.r. 30.5.2002, n. 115

    art. 13, 10 co. quater; art. 13, 1° co. bis, d.p.r. n. 115/2002

    Norme sul contributo unificato: la Corte prende atto della sussistenza dei presupposti per l'eventuale versamento supplementare da parte della ricorrente.

Massime di principio

  • In impugnazioni in Cassazione la produzione, insieme al ricorso, della copia autentica della sentenza impugnata con la relata di notificazione è essenziale: la sua mancata produzione nei termini previsti provoca in genere l'improcedibilità del ricorso.
  • Se la relata non è stata depositata, verificare immediatamente se essa sia comunque nella disponibilità del giudice (per esempio prodotta dal controricorrente o presente nel fascicolo d'ufficio): in tal caso l'improcedibilità può essere evitata alla luce della giurisprudenza delle Sezioni Unite.
  • Non limitare la difesa meramente a motivi di merito se si è inadempienti rispetto a oneri formali: le questioni sostanziali (es. simulazione, prova, applicazione legge fallimentare) non saranno esaminate se il procedimento è dichiarato improcedibile per vizi formali.
  • Per notificazioni via PEC, allegare sempre le copie cartacee dei messaggi di spedizione e di ricezione o altra documentazione equivalente che provi la tempestiva notificazione, poiché sostituiscono la relata ai fini del deposito.
  • Calcolare con attenzione la decorrenza dei termini (es. 60 giorni dalla data di deposito della sentenza) e procedere al deposito della documentazione richiesta entro i termini per evitare decadenze procedurali.

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