L.R. Lombardia 17/2015
Interventi regionali per la prevenzione e il contrasto della criminalità organizzata e per la promozione della cultura della legalità
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge lombarda disciplina interventi regionali contro criminalità organizzata, corruzione, usura, estorsione, truffe agli anziani, sfruttamento del lavoro e illegalità negli appalti, oltre a misure per vittime, scuole, beni confiscati e terzo settore. Prevede piani triennali, organismi consultivi e fondi dedicati. Molte misure richiamano annualità o legislature specifiche; alcune disposizioni originarie risultano abrogate.
Prevenzione della criminalità organizzata e promozione della legalità in Lombardia
Prevenzione della criminalità organizzata e promozione della legalità in Lombardia
La legge definisce il quadro degli interventi regionali della Lombardia per prevenire e contrastare criminalità organizzata, mafiosa, corruzione e altre forme di illegalità, promuovendo al contempo cultura della legalità, cittadinanza responsabile e tutela delle vittime. La disciplina opera nel solo ambito territoriale lombardo e si articola in misure di prevenzione primaria, secondaria e terziaria, strumenti di programmazione, organismi consultivi, fondi e contributi.
Finalità, principi e ambito degli interventi
La Regione concorre allo sviluppo della convivenza civile attraverso azioni di prevenzione e contrasto della criminalità organizzata, recupero sociale dei beni confiscati, sostegno alle vittime e sensibilizzazione di cittadini e istituzioni. La legge include anche il contrasto alle truffe ai danni degli anziani, all’usura, all’estorsione, al sovraindebitamento, allo spaccio di stupefacenti, alle prevaricazioni sociali e ai tentativi di infiltrazione mafiosa nell’economia legale. È inoltre richiamata la tutela dell’impresa sana e del lavoro regolarmente retribuito.
Gli interventi possono essere promossi con enti locali, associazioni, associazioni di consumatori, fondazioni, scuole, università, cooperative, comunità di recupero e organizzazioni di volontariato, con particolare attenzione ai soggetti iscritti nei registri regionali del volontariato e dell’associazionismo.
Definizioni e tipologie di prevenzione
La legge distingue tre livelli di prevenzione:
- prevenzione primaria, per impedire l’infiltrazione criminale nel territorio sul piano economico, sociale, culturale e nelle attività della pubblica amministrazione;
- prevenzione secondaria, per contrastare l’espansione o il radicamento delle organizzazioni criminali;
- prevenzione terziaria, per ridurre i danni causati dall’insediamento dei fenomeni criminosi.
Pianificazione regionale e programmazione delle azioni
La Giunta regionale predispone ogni tre anni un Piano integrato delle azioni regionali per la diffusione della cultura della legalità, la cittadinanza responsabile e la prevenzione del crimine organizzato, mafioso e dei fenomeni corruttivi. Il piano indica obiettivi, risorse finanziarie e organizzative e strutture responsabili dell’attuazione, è approvato dalla Giunta previo parere della commissione consiliare competente, ed è diffusamente pubblicizzato. La Regione può anche attivare forme di valutazione partecipata con cittadini e soggetti attuatori.
Prevenzione primaria e secondaria: strumenti operativi
La Regione promuove misure di prevenzione dell’illegalità e della criminalità comune e organizzata, tra cui:
- rafforzamento della prevenzione sociale nelle aree e verso i soggetti a rischio;
- riqualificazione di spazi pubblici tramite iniziative culturali ed educative;
- monitoraggio biennale e analisi dei fenomeni di illegalità collegati alla criminalità mafiosa, anche con il supporto di università lombarde e associazioni di categoria;
- contrasto alle infiltrazioni mafiose nel gioco d’azzardo, nel rispetto della normativa regionale di settore;
- formazione, informazione e sensibilizzazione di operatori economici, polizia locale, amministrazioni locali e lavoratori, compresi i dipendenti del servizio sanitario regionale, sui temi della legge e sui contratti pubblici.
Marginalità giovanile e contesti familiari pregiudizievoli
La Regione promuove azioni di diffusione della legalità mediante intese e accordi con organi dello Stato, enti pubblici e privati, enti religiosi e soggetti del Terzo settore. Le iniziative sono orientate anche a favorire scambio di informazioni sui fenomeni criminosi in età giovanile e a realizzare percorsi alternativi di vita per minorenni provenienti da famiglie inserite in contesti di criminalità organizzata o vittime di violenza mafiosa, nonché per familiari che si dissociano dalle logiche criminali.
Legalità nei settori economici, nelle professioni e nelle pubbliche amministrazioni
La Regione promuove la cultura della legalità e della cittadinanza responsabile nel mondo dell’impresa, della cooperazione, del lavoro e delle professioni, tramite iniziative di sensibilizzazione e formazione con associazioni ed enti rappresentativi.
Promuove inoltre la formazione del personale regionale e degli enti del sistema regionale per rafforzare l’etica pubblica e fornire preparazione specifica anche in materia contrattuale e di clausole nei bandi e nei capitolati.
Contrasto allo sfruttamento del lavoro
La Regione promuove iniziative per prevenire i reati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, con particolare riguardo ai settori alberghiero, tessile, edilizio, logistico, agricolo, dei servizi di cura, dell’allevamento e ad altri settori caratterizzati da elevata instabilità occupazionale.
Per tali finalità promuove protocolli d’intesa con le amministrazioni statali competenti e mette a disposizione le proprie banche dati a supporto dell’attività ispettiva e di controllo degli enti preposti.
Salute, ambiente e legalità
Per le politiche di prevenzione e contrasto delle illegalità in materia di salute e ambiente, connesse o derivanti da attività criminali organizzate, la Regione promuove accordi e convenzioni con autorità statali operanti sul territorio, associazioni di imprese, organizzazioni sindacali, volontariato e associazioni ambientaliste individuate ai sensi della normativa statale. Possono essere attivate anche iniziative formative e di scambio di informazioni.
Educazione alla legalità e ruolo della scuola
La Regione promuove iniziative rivolte a studenti e docenti per diffondere legalità, convivenza civile, coscienza costituzionale e contrasto alle mafie, anche con intese con l’Ufficio scolastico regionale e le università lombarde. Le attività includono:
- laboratori, indagini e ricerche;
- raccolta e diffusione di materiale documentale e statistico;
- iniziative per il rispetto delle diversità e la lotta alle mafie;
- valorizzazione di tesi e ricerche sui temi antimafia;
- aggiornamento dei docenti;
- strumenti per far emergere situazioni di illegalità negli istituti;
- gemellaggi tra scuole per percorsi di cittadinanza attiva e antimafia sociale.
È sostenuta anche l’attività dei Centri di promozione della legalità (CPL), quale luogo di incontro tra soggetti impegnati nell’educazione alla legalità, con funzioni di confronto con portatori di interessi, sviluppo di progetti condivisi e collaborazioni territoriali, anche con il tessuto produttivo.
La Regione promuove inoltre iniziative formative e informative, anche tramite PoliS-Lombardia, rivolte in particolare a operatori degli enti locali, enti del Terzo settore, enti senza scopo di lucro e operatori economici.
Truffe ai danni degli anziani
La Regione promuove e sostiene iniziative formative, informative e culturali, nonché assistenza materiale, psicologica e legale per prevenire e contrastare i reati contro la popolazione anziana, con particolare riferimento alle frodi contro il patrimonio. Gli interventi possono essere realizzati anche in collaborazione con le forze dell’ordine e con finanziamenti o contributi a soggetti qualificati.
Possono beneficiare dei contributi enti locali, enti religiosi, università, associazioni, organizzazioni di volontariato e cooperative con competenze specifiche nella tutela degli anziani o nella difesa dei cittadini dalla criminalità. La Regione promuove anche la stipula di assicurazioni comunali a favore delle vittime.
Rapporti istituzionali e partecipazione ad associazioni
La Regione:
- collabora con la Commissione parlamentare antimafia e con le commissioni parlamentari competenti in tema di legalità;
- può aderire a iniziative associative promosse da altri livelli istituzionali;
- promuove convenzioni con i livelli regionali dei Ministeri dell’Istruzione, dell’Università e Ricerca, dell’Interno, della Difesa e della Giustizia, oltre ad altre intese con ministeri per iniziative di educazione alla legalità.
La Regione aderisce inoltre ad Avviso pubblico - Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie e al Forum Europeo per la Sicurezza Urbana; i relativi diritti sono esercitati dal Presidente della Regione o da suo delegato. Per il Forum è prevista una quota annuale nei limiti delle risorse di bilancio.
Giornata regionale contro le mafie
È istituita la Giornata regionale dell’impegno contro le mafie e in ricordo delle vittime, celebrata ogni anno il 21 marzo. La Regione definisce annualmente le iniziative celebrative e promuove analoghe iniziative nelle scuole, negli enti locali e nelle associazioni.
Rapporto con il Terzo settore e albo regionale degli enti
La disciplina prevedeva l’istituzione di un Elenco regionale degli enti operanti nel settore dell’educazione alla legalità e del contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa, riservato agli enti del Terzo settore che svolgono attività di contrasto alle mafie, memoria e solidarietà verso le vittime, diffusione della cultura antimafia, educazione nelle scuole e università, sostegno al riutilizzo dei beni confiscati e lotta alla corruzione. Gli enti iscritti dovevano trasmettere annualmente relazione e dichiarazioni sui carichi pendenti dei titolari di incarichi, con cancellazione in caso di omissioni o falsità. Questa disciplina è però stata abrogata nel 2024.
Trasparenza, legalità e tracciabilità nei contratti pubblici
La Regione adotta misure per garantire legalità e trasparenza nelle procedure di affidamento di contratti e subcontratti pubblici e nella contabilità regionale, con attenzione all’indipendenza e terzietà delle commissioni giudicatrici.
Sono previste anche azioni di vigilanza sugli appalti e sulla fase esecutiva dei grandi eventi, soprattutto per prevenire infiltrazioni mafiose negli enti del sistema regionale. In attuazione della normativa antimafia, la Regione adotta procedure organizzative per assicurare la tracciabilità dei flussi finanziari tramite conti dedicati o altri strumenti idonei.
È prevista una piattaforma informatica per il monitoraggio della filiera dei contratti e subcontratti tra stazione appaltante, aggiudicatari e affidatari, utilizzabile dalla Regione, dagli enti del sistema regionale e promossa anche presso gli enti locali. I dati sono pubblicati sui siti istituzionali e conservati per dieci anni dopo la rimozione dalla pubblicazione, nel rispetto della normativa vigente.
La Giunta disciplina modalità e termini di utilizzo della piattaforma, approva linee guida sulla trasparenza e tracciabilità della fase esecutiva dei contratti pubblici e l’Organismo regionale per le attività di controllo verifica i risultati dell’applicazione. Gli enti del sistema regionale sono soggetti alle medesime disposizioni ed è prevista la vigilanza regionale sul loro rispetto.
Razionalizzazione delle stazioni appaltanti
La Regione promuoveva la razionalizzazione delle stazioni appaltanti e il loro rafforzamento professionale per ridurre frammentazione, inefficienze e rischi di condizionamento mafioso, ma tale disciplina è stata abrogata a seguito della costituzione dell’Organismo regionale per le attività di controllo.
Organi consultivi e di supporto
La legge prevede un Comitato tecnico-scientifico presso il Consiglio regionale, composto da sette membri rappresentativi di Consiglio regionale, istituzioni scolastiche e associazioni impegnate nell’educazione alla legalità e nel contrasto alla criminalità. I componenti devono avere almeno cinque anni di esperienza documentata nel settore, assicurare indipendenza e non possono essere stati condannati per determinati reati contro la pubblica amministrazione e l’ordine pubblico. Il Comitato è rinnovato a ogni legislatura, opera a titolo gratuito e presenta una relazione annuale pubblicata sui siti istituzionali.
Autoregolamentazione dei gruppi consiliari
I gruppi consiliari devono adottare un codice di autoregolamentazione per i consiglieri aderenti, con riferimento alle migliori pratiche di legalità, trasparenza e prevenzione della corruzione, nominando un responsabile interno. Il codice è pubblicabile sul sito istituzionale del Consiglio regionale su richiesta del gruppo.
Polizia locale
La Regione valorizza la polizia locale nelle politiche di prevenzione primaria e secondaria e promuove formazione congiunta con enti locali, forze dell’ordine, volontariato e associazioni sociali, anche tramite accordi con Prefettura e autorità locali. Sono inoltre apportate modifiche alla normativa regionale sulla polizia locale per favorire nuclei operativi e funzioni di monitoraggio e controllo del territorio.
Beni confiscati alla criminalità organizzata
La Regione sostiene il recupero sociale e il riutilizzo dei beni confiscati secondo il codice antimafia, mediante:
- contributi a enti locali e concessionari per progetti di riuso, manutenzione straordinaria, restauro, ristrutturazione e, se necessario, nuova costruzione;
- sportello di assistenza con ANCI Lombardia;
- mappatura geolocalizzata dei beni confiscati mediante sistema informativo dedicato;
- formazione, tramite PoliS-Lombardia e accordi con università, ANBSC e ANCI Lombardia, del personale con competenze gestionali sui beni confiscati, inclusi quelli aziendali.
All’inizio di ogni legislatura, entro sei mesi dall’insediamento della Giunta, è adottato un Piano strategico di legislatura per i beni confiscati, con aggiornamento biennale. Entro tre mesi dall’insediamento della Giunta è istituito un tavolo di lavoro di supporto; entro sei mesi è costituita una task force multidisciplinare per sviluppare progettualità di riutilizzo sociale e partenariati nazionali ed europei.
Gli enti locali e la Regione disciplinano nei propri strumenti di pianificazione territoriale la gestione dei beni trasferiti. La Regione promuove protocolli con ANBSC e altri soggetti pubblici e del terzo settore. I contributi in conto capitale per i comuni sono previsti con limiti percentuali differenziati in base alla popolazione residente: 90% fino a 5.000 abitanti, 80% tra 5.001 e 7.000 abitanti, 60% oltre 7.000 abitanti.
Usura, estorsione e sovraindebitamento
La Regione ha istituito un Fondo regionale di prevenzione del fenomeno dell’usura e dell’estorsione e di solidarietà alle vittime. Il fondo finanzia interventi divisi in due quote:
- la prima per indennizzi alle vittime di usura o estorsione e per interventi integrativi rispetto alla legge statale n. 108/1996;
- la seconda per assistenza legale, consulenza anche psicologica e contributi a confidi, associazioni e fondazioni operanti nel settore antiusura e antiracket.
Gli indennizzi alle vittime di usura o estorsione spettano a esercenti attività imprenditoriali, commerciali, artigianali, professionali o ad altri soggetti che abbiano subito danni o lesioni personali, purché risultino parti offese nel procedimento penale; l’indennizzo non è concedibile prima del decreto che dispone il giudizio.
Tra i finanziamenti integrativi sono previste: integrazione delle anticipazioni del Commissario straordinario antiusura, prefinanziamenti urgenti fino al 50% dell’importo richiesto e prestazioni di garanzia sulla parte non garantita.
Gli interventi di assistenza legale e consulenza possono essere finanziati a favore di soggetti potenzialmente vittime che incontrano difficoltà di accesso al credito. Gli enti destinatari devono devolvere le somme ai soggetti e alle finalità previste. La Regione può finanziare anche enti impegnati nella prevenzione del sovraindebitamento, nella tutela e informazione delle vittime e dei potenziali vittime.
La Regione assicura il monitoraggio delle attività e pubblica ogni due anni un rapporto sulle iniziative realizzate.
È inoltre istituito, all’inizio di ogni legislatura, un Tavolo di lavoro per la prevenzione dell’usura e del sovraindebitamento, quale organismo stabile di raccordo con enti locali, Camere di commercio, sindacati, associazioni datoriali, Terzo settore, fondazioni, cooperative e altri soggetti, supportato da una piattaforma informatica di raccolta dati e monitoraggio dei fattori di rischio, collegabile con banche dati di Camere di commercio, Unioncamere e soggetti antiracket/antiusura.
Vittime della criminalità organizzata, dei reati dolosi e degli operatori del trasporto pubblico
La Regione favorisce assistenza e aiuto alle vittime dei reati di stampo mafioso e della criminalità organizzata tramite informazione sui diritti, assistenza materiale, psicologica, campagne di sensibilizzazione ed eventi culturali. Eroga inoltre contributi agli enti locali per progetti di prevenzione e supporto, anche in collaborazione con uffici giudiziari, forze dell’ordine, università e associazioni specializzate.
Per beneficiare delle misure, la vittima deve essere residente in Lombardia al momento del reato oppure aver subito il reato nel territorio regionale.
La disciplina più recente prevede anche contributi a favore dei familiari di esercenti attività economiche deceduti in conseguenza di azioni criminose, per assistenza legale e emergenze economiche. Tali contributi sono estesi anche ai familiari di residenti in Lombardia vittime di omicidio doloso commesso dal 1° gennaio 2026 nel territorio regionale, purché sia stata esercitata l’azione penale. I contributi sono cumulabili con altri benefici, salvo diversa previsione. Sono definiti in modo puntuale i familiari ammessi e l’esclusione per chi abbia concorso al reato.
È inoltre previsto il patrocinio a spese regionali per i cittadini accusati di eccesso colposo in legittima difesa o assolti per legittima difesa, se l’azione penale è esercitata dal 1° gennaio 2015.
Un’ulteriore misura riconosce un contributo economico agli operatori del trasporto pubblico regionale e locale in Lombardia vittime di reato doloso a causa del servizio, in caso di danni permanenti o inabilità temporanea assoluta, esteso ai familiari in caso di decesso. I contributi sono cumulabili con provvidenze analoghe pubbliche.
Contrasto agli atti vandalici in occasione di manifestazioni
La Regione può erogare contributi solidaristici per danni rilevanti causati da atti vandalici in occasione di manifestazioni in luogo pubblico tenutesi a decorrere dall’anno 2015, limitatamente alla parte non coperta da assicurazioni o altri ristori. La Giunta definisce categorie beneficiarie, tipologie di danno, importi massimi, modalità e condizioni di erogazione.
Costituzione di parte civile
La Regione può costituirsi parte civile nei processi contro la criminalità organizzata per fatti di particolare rilevanza e allarme sociale avvenuti nel territorio regionale. Enti, associazioni e il Garante per le vittime di reato possono sollecitare tale costituzione.
Clausola valutativa, abrogazioni e regime transitorio
La Giunta regionale trasmette al Consiglio una relazione biennale sull’attuazione della legge, sui fenomeni di illegalità, sugli interventi finanziati e sulle risorse impiegate. Il Consiglio valuta i risultati e rende pubblica la relazione.
La legge ha abrogato varie disposizioni regionali previgenti in materia di legalità e criminalità; alcune strutture e previsioni transitorie sono state mantenute sino al 31 dicembre 2015 o fino alla conclusione dei procedimenti pendenti. Talune disposizioni inserite nel 2022 o successivamente sono state poi abrogate nel 2024. Sono inoltre presenti più norme con efficacia legata a specifici esercizi di bilancio, legislature o annualità (ad esempio 2015-2017, 2016, o dal 1° gennaio 2026 per una specifica estensione ai familiari delle vittime di omicidio doloso).
Norme finanziarie e copertura delle spese
La legge individua per ciascun blocco di interventi specifiche coperture su missioni e programmi del bilancio regionale 2015-2017 e successive annualità, includendo fondi per assistenza alle vittime, educazione alla legalità, comitati, formazione della polizia locale, adesioni associative, beni confiscati, usura ed estorsione, e altre misure. La spesa successiva ai periodi iniziali è rinviata alle successive leggi di bilancio.
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