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Sentenza

Sentenza del 22/03/2016 n. 30 - Comm. Trib. II grado di Trento

CARTELLA DI PAGAMENTO - VIZIO DI NOTIFICA ATTI PRESUPPOSTI - SOCIETÀ IN LIQUIDAZIONE - COMPIUTA GIACENZA - NON SUSSISTE.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha contestato la validità delle cartelle di pagamento deducendo il vizio di notifica degli atti presupposti, costituiti da avvisi di accertamento ICI notificati tramite raccomandata con ricevuta di ritorno presso la sede sociale e successivamente non ritirati dal liquidatore presso l'ufficio postale. È stata inoltre contestata la trasmissione di più avvisi di accertamento in un unico plico, ritenuta lesiva del diritto di difesa.

La decisione

La contestazione è stata respinta. È stata ritenuta valida la notifica degli avvisi di accertamento mediante compiuta giacenza, anche se la società era in liquidazione e il liquidatore non aveva ritirato gli atti presso l'ufficio postale. La successiva ricezione delle cartelle di pagamento ha inoltre consentito alla società di venire a conoscenza della pretesa tributaria. Non è stata riconosciuta alcuna lesione del diritto di difesa per il fatto che più avvisi fossero stati inviati in un unico plico; pertanto, le cartelle sono rimaste valide.

Norme richiamate

  • Norme sulla notificazione a mezzo posta e sulla compiuta giacenza

    La notifica si perfeziona per il destinatario anche quando l'atto, regolarmente inviato presso l'indirizzo corretto, non viene ritirato entro il periodo di giacenza previsto. La mancata materiale conoscenza dell'atto non determina di per sé l'invalidità della notificazione.

  • Disciplina della notificazione degli avvisi di accertamento tributario

    Gli avvisi di accertamento possono essere validamente notificati presso la sede della società. Lo stato di liquidazione non esclude la validità della notifica effettuata alla sede sociale o al soggetto legittimato a riceverla.

  • Principio di effettività del diritto di difesa

    L'invio di più atti in un unico plico non comporta automaticamente una violazione del diritto di difesa. Occorre verificare in concreto se il destinatario abbia potuto identificare gli atti e contestarli tempestivamente.

Massime di principio

  • La mancata ritirata di una raccomandata lasciata in giacenza non rende automaticamente invalida la notifica: se sono rispettate le formalità previste, la notifica può perfezionarsi per compiuta giacenza.
  • Lo stato di liquidazione della società non impedisce, di per sé, la validità delle notifiche effettuate presso la sede sociale o indirizzate al liquidatore secondo le modalità previste.
  • La ricezione della cartella di pagamento può dimostrare la conoscibilità della pretesa, ma non sana necessariamente ogni vizio originario: la validità dipende dalla regolarità concreta della notifica degli atti presupposti.
  • L'invio di più avvisi in un unico plico è ammissibile se gli atti sono individuabili e il contribuente ha avuto una concreta possibilità di difendersi; la mera riunione materiale degli atti non determina automaticamente nullità.
  • Per contestare efficacemente una cartella per omessa o irregolare notifica dell'avviso presupposto è necessario indicare specificamente quale formalità sarebbe stata violata e dimostrare una concreta compromissione del diritto di difesa.

Testo integrale

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