Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40760/2024 del 06/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Puccinelli impugnava l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Bologna che aveva rigettato il reclamo avverso il decreto del Magistrato di sorveglianza di Reggio Emilia che aveva dichiarato inammissibile la richiesta di permesso premio da fruire presso una struttura di accoglienza. Il ricorrente contestava l'applicazione alla sua istanza (proposta originariamente nel 2020) delle condizioni introdotte dalla novella normativa (d.l. 31/10/2022 n.162, conv. legge n.199/2022) e sosteneva che, ai sensi delle pronunce di legittimità e costituzionali, l'onere di allegazione richiesto per gli autori di reati ostativi non collaboranti deve riguardare elementi indicativi volti a escludere l'attualità dei collegamenti con la criminalità organizzata e il pericolo di loro ripristino. Denunciava altresì che il giudice del rinvio non poteva dichiarare inammissibili elementi non valutati nel primo giudizio e che il principio "tempus regit actum" imporrebbe di valutare la situazione secondo la legge vigente al momento della proposizione della domanda.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che la sentenza della Prima Sezione, che aveva annullato con rinvio l'originaria decisione, aveva espressamente demandato al giudice del rinvio di verificare sia l'attualità dei collegamenti con la criminalità organizzata e il rischio di loro ripristino, sia la sussistenza delle nuove condizioni di ammissibilità introdotte dal d.l. n.162/2022 (conv. legge n.199/2022), ritenute immediatamente applicabili per la loro natura processuale. Il Tribunale di sorveglianza, in sede di rinvio, ha legittimamente ritenuto inammissibile la domanda per carenza delle allegazioni e della prova richiesta dalla nuova disciplina, non avendo il difensore integrato la domanda dopo il rinvio (limitatosi al deposito della copia di un'ordinanza di remissione del debito). La Corte ha inoltre osservato che il richiamo al principio dell'eguaglianza e al percorso rieducativo può avere efficacia solo se il detenuto deduce elementi di merito che consentano una valutazione prognostica dell'adeguato grado di rieducazione alla data della novella. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 4-bis Ord. pen.

    La modifica introdotta dal d.l. 31/10/2022 n.162 (conv. legge n.199/2022) è stata ritenuta ius superveniens di natura processuale e dunque immediatamente applicabile; impone specifici oneri di allegazione e di dimostrazione in ordine all'assenza di collegamenti attuali con la criminalità organizzata, al pericolo di ripristino dei collegamenti, al profilo criminale del detenuto, alla situazione reddituale/patrimoniale e ad eventuali misure personali o patrimoniali.

  • d.l. 31/10/2022 n.162, conv. legge n.199/2022

    Modifica i requisiti di ammissibilità per i benefici penitenziari (tra cui i permessi premio), aumentando gli oneri informativi e probatori richiesti; la Corte ha ritenuto tale normativa applicabile immediatamente per la natura processuale delle norme sui benefici.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato per indicare i limiti alla motivazione e alla ricostruzione formulata nel ricorso di cassazione (il ricorso deve enunciare i motivi nei limiti strettamente necessari per la motivazione).

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.

    Norme invocate dal ricorrente come base per censurare la motivazione e l'applicazione di legge in Cassazione; la Corte ha comunque ritenuto infondati i motivi dedotti.

  • artt. 623 e 627 cod. proc. pen.

    Citati nel ricorso come norme processuali rilevanti per la corretta formazione del giudizio di cassazione; la sentenza non ha accolto le censure basate su un'erronea applicazione di tali disposizioni.

  • sentenza Corte costituzionale n. 32/2020

    Ribadisce la natura processuale delle norme sui benefici penitenziari; la Corte di cassazione ha richiamato tale principio per giustificare l'applicabilità immediata della novella normativa.

  • art. 3 Cost. e art. 27, terzo comma, Cost.

    Riferiti come parametri invocabili per difendere il percorso rieducativo già compiuto dal detenuto e per sostenere l'eguaglianza di trattamento rispetto a chi avrebbe già ottenuto il beneficio; la Corte ha precisato che tale invocazione è efficace solo se il detenuto deduce fatti concreti che permettano la valutazione prognostica sull'adeguato grado di rieducazione.

Massime di principio

  • La modifica normativa (ius superveniens) che riguarda condizioni processuali per i benefici penitenziari può essere applicata immediatamente e impone al richiedente di aggiornare e integrare le proprie allegazioni dopo eventuali rinvii.
  • In caso di annullamento con rinvio, il giudice del rinvio è vincolato nelle parti indicate dalla pronuncia di legittimità ma è tenuto a compiere gli accertamenti richiesti dalla Corte di cassazione, compresa la verifica di nuovi requisiti imposti da normativa successiva.
  • Il richiedente un permesso premio che è autore di reati ostativi non collaboranti deve fornire allegazioni e prove concrete e aggiornate atte a dimostrare l'assenza di collegamenti attuali con la criminalità organizzata e il mancato pericolo di ripristino di tali collegamenti; depositi formali (es. copia di una remissione del debito) possono non essere sufficienti a integrare gli oneri richiesti.
  • Il principio "tempus regit actum" non esclude automaticamente l'applicazione delle norme sopravvenute quando esse riguardino aspetti procedurali o processuali dei benefici; tuttavia, per invocare protezioni costituzionali (eguaglianza, percorso rieducativo) occorrono deduzioni fattuali concrete che consentano una valutazione prognostica.
  • Il giudice del rinvio può valutare elementi che non furono adeguatamente considerati dal primo giudice, ma il ricorrente ha l'onere di intervenire e integrare la propria domanda nei termini e modi utili; la mancata integrazione può giustificare il rigetto per inammissibilità.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.