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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 38535/2021 del 06/12/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di oscuramento di contenuti online; l'istanza viene valutata per stabilire se sussistono i presupposti per limitare l'accesso ai contenuti (es. violazione della privacy, diffamazione, diritto all'oblio, diritti d'autore, motivi di sicurezza pubblica). La fase di valutazione serve a verificare l'identificazione precisa dei contenuti, il danno concreto, il bilanciamento tra diritto alla riservatezza e libertà di informazione, e la proporzionalità della misura richiesta.

La decisione

Fase di valutazione in corso: non è stata adottata una decisione definitiva sull'oscuramento. In assenza di un provvedimento cautelare immediato, i contenuti rimangono accessibili; se invece fosse stato ritenuto necessario un intervento urgente, il giudice avrebbe potuto ordinare un oscuramento temporaneo in via cautelare in attesa della decisione finale. La sentenza, allo stadio indicato, ha rimesso la decisione ad ulteriori accertamenti istruttori e non ha disposto l'oscuramento definitivo.

Norme richiamate

  • Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR)

    Viene richiamato il diritto alla cancellazione/diritto all'oblio; il bilanciamento con la libertà di informazione e l'interesse pubblico è centrale: il diritto alla cancellazione non è assoluto e può essere limitato per motivi di interesse pubblico, storici o giuridici

  • Costituzione italiana

    Tutela della libertà di manifestazione del pensiero, rilevante nel bilanciamento con richieste di oscuramento di contenuti informativi

  • Codice della privacy (D.lgs. 196/2003 e successive modifiche)

    Norme nazionali integrative e applicative sui trattamenti di dati personali; disciplina responsabilità del titolare e misure tecniche/organizzative in caso di richiesta di limitazione o cancellazione

  • Codice di procedura civile (misure cautelari)

    art.700 c.p.c. e norme sulle misure cautelari

    Possibilità per il richiedente di chiedere misure urgenti e provvisorie (es. oscuramento temporaneo) se sussistono i presupposti di urgenza e fumus boni iuris

Massime di principio

  • In una fase di valutazione non c'è una decisione definitiva: fino a quando il giudice non dispone un provvedimento cautelare o definitivo, i contenuti restano normalmente accessibili, quindi la parte resistente prevale de facto
  • Il richiedente deve identificare con precisione i contenuti da oscurare e dimostrare un danno concreto e attuale; mere complainte generiche raramente bastano
  • Il giudice opera un bilanciamento tra il diritto alla riservatezza/diritto all'oblio e la libertà di informazione/interesse pubblico: l'oscuramento è giustificato solo se proporzionato e non esistono misure meno invasive
  • Per ottenere un oscuramento immediato è generalmente necessario chiedere e motivare una misura cautelare (art.700 c.p.c. o istituti analoghi); in mancanza di urgenza la valutazione istruttoria può posticipare la decisione
  • I provider hanno obblighi procedurali (valutazione del reclamo, conservazione delle evidenze) e possono essere chiamati a eseguire l'oscuramento solo su ordine dell'autorità competente o per effetto di provvedimento giudiziario
  • Nel contesto UE il diritto alla cancellazione (art.17 GDPR) si applica ma è circoscritto da eccezioni: informazione di interesse pubblico, esercizio del diritto alla libertà di espressione, obblighi legali
  • In situazioni transfrontaliere è rilevante stabilire quale sia l'autorità competente e se la controversia richieda misure a livello nazionale o europeo; i tempi e i rimedi possono variare

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