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Sentenza

Sentenza n. 641/2026 - C.g.a.r.s, Sezione 1

per la riforma quanto a entrambi i ricorsi: della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, sezione staccata di Catania (sezione Terza), n. 142/2026, resa tra le parti, pubblicata il 19 gennaio 2026, notificata il 27 gennaio 2026, pronunciata nel giudizio di primo grado n.r.g. 2003/2025;

Giustizia amministrativa202600220

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
CGARSSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Sicilia, sezione staccata di Catania, n. 142/2026, che aveva accolto il ricorso della società operante nel settore turistico-alberghiero e annullato il decreto dirigenziale di regolarizzazione amministrativa e modifica della concessione demaniale marittima n. 543/2014, rilasciata alla concessionaria per un’area di 3.000 mq in località Ciarciolo, nel Comune di Modica, con validità fino al 30 settembre 2027

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al ricorrente (amministrazione, concessionaria)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’Assessorato regionale e la società concessionaria hanno proposto appelli separati contro la sentenza del TAR Sicilia, Catania, n. 142/2026, che aveva annullato il decreto dirigenziale n. 925/2025 relativo alla regolarizzazione e modifica della configurazione planimetrica di una concessione demaniale marittima, senza variazione della superficie assentita di 3.000 mq e con validità fino al 30 settembre 2027. Con il primo motivo, comune ai due appelli, hanno eccepito l’inammissibilità del ricorso originario per carenza di legittimazione e di interesse della società ricorrente, che non sarebbe stata un operatore economico del medesimo settore e non avrebbe dimostrato una concreta attività nel comparto degli stabilimenti balneari. La società appellata ha chiesto il rigetto degli appelli e riproposto i motivi di primo grado assorbiti. Gli ulteriori motivi di gravame sono stati assorbiti.

La decisione

Il CGARS ha riunito gli appelli perché proposti contro la stessa sentenza e ha accolto il motivo comune relativo all’inammissibilità del ricorso di primo grado. Ha ritenuto che la società ricorrente originaria esercitasse concretamente attività nel settore turistico-alberghiero e non nella gestione di concessioni demaniali marittime, né risultasse aver operato in passato nel settore degli stabilimenti balneari. La mera menzione degli stabilimenti balneari nell’oggetto sociale, insieme a numerose altre attività, non è sufficiente a fondare una posizione qualificata e differenziata: la legittimazione collegata alla vicinitas commerciale richiede una concreta e attuale operatività nel settore interessato. Accolta l’eccezione preliminare, il Collegio non ha esaminato i motivi di primo grado riproposti ai sensi dell’art. 101, comma 2, c.p.a., né i restanti motivi d’appello, assorbiti. La sentenza del TAR è stata riformata e il ricorso originario dichiarato inammissibile. Le spese di entrambi i gradi sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 101, comma 2, c.p.a.

    Stante l’inammissibilità del ricorso di primo grado, non si deve procedere all’esame dei motivi assorbiti dal T.a.r. e riproposti in appello ai sensi dell’art. 101, comma 2, c.p.a.

    Dichiarato inammissibile il ricorso di primo grado, il giudice d’appello non procede all’esame dei motivi assorbiti in primo grado e riproposti dall’appellata.

Massime di principio

  • La legittimazione a impugnare un provvedimento relativo a una concessione demaniale marittima sulla base della vicinitas commerciale richiede che il ricorrente svolga in modo concreto e attuale attività nel medesimo settore economico interessato; la mera previsione di tale attività nell’oggetto sociale, non accompagnata da un’effettiva operatività, non basta a determinare una posizione qualificata e differenziata.
  • Quando il ricorso di primo grado è dichiarato inammissibile per carenza di legittimazione, non occorre esaminare i motivi assorbiti riproposti in appello ai sensi dell’art. 101, comma 2, c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieConcessioni demaniali marittimeLegittimazione e interesse a ricorrereAppello
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrere

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