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Sentenza

Sentenza del 18/10/2016 n. 259 - Comm. Trib. Prov. Novara

Accertamento - IRES-IRAP - Redditi d'impresa - Avviso di accertamento - Contraddittorio - Condizioni - Modalità - Fattispecie

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente contestava la validità dell'avviso di accertamento ai fini IRES e IRAP, sostenendo che l'Amministrazione finanziaria avrebbe dovuto instaurare preventivamente un contraddittorio endoprocedimentale, consentendogli di presentare osservazioni e difese prima dell'adozione dell'atto.

La decisione

La contestazione non è stata accolta. Per gli accertamenti IRES e IRAP, trattandosi di tributi non armonizzati e di indagini svolte a tavolino, non esiste un obbligo generalizzato di contraddittorio endoprocedimentale, salvo che tale obbligo sia espressamente previsto da una specifica norma. La mancata instaurazione del contraddittorio, quindi, non determina di per sé l'invalidità dell'avviso. Diversamente, per i tributi armonizzati, l'obbligo deriva dal diritto dell'Unione europea e la sua violazione può comportare l'invalidità dell'atto, purché il contribuente indichi concretamente le difese che avrebbe potuto far valere e dimostri che esse non siano pretestuose.

Norme richiamate

  • Disciplina nazionale in materia di diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali

    La normativa nazionale non prevede, in via generale, un obbligo di contraddittorio endoprocedimentale per ogni provvedimento fiscale lesivo. L'obbligo sussiste soltanto quando una specifica disposizione lo stabilisce.

  • Diritto dell'Unione europea in materia di contraddittorio endoprocedimentale

    Per i tributi armonizzati, il diritto dell'Unione impone il rispetto del contraddittorio prima dell'adozione dell'atto. La violazione può comportare l'invalidità dell'atto, ma il contribuente deve indicare concretamente quali argomentazioni avrebbe presentato e dimostrare che non si tratta di difese meramente pretestuose.

  • Principi di correttezza, buona fede e lealtà processuale

    L'onere di indicare le ragioni difensive effettivamente proponibili impedisce un uso strumentale del contraddittorio e richiede che la doglianza sia diretta alla tutela concreta dell'interesse sostanziale del contribuente.

Massime di principio

  • Per gli accertamenti relativi a tributi non armonizzati, come IRES e IRAP, il contribuente non può dedurre automaticamente l'invalidità dell'avviso dalla sola mancata instaurazione del contraddittorio: occorre verificare se una specifica norma imponesse tale adempimento.
  • Le indagini cosiddette a tavolino non comportano, in assenza di una previsione normativa specifica, un obbligo generale di confronto preventivo con il contribuente.
  • Per i tributi armonizzati, la mancata partecipazione preventiva del contribuente può invalidare l'atto, ma solo se il contribuente espone in giudizio difese concrete, pertinenti e non meramente ipotetiche.
  • La contestazione della violazione del contraddittorio deve essere accompagnata dall'indicazione delle osservazioni e dei documenti che avrebbero potuto incidere sull'esito dell'accertamento.
  • La verifica preliminare da compiere in casi analoghi consiste nel distinguere tra tributo armonizzato e non armonizzato e nell'individuare eventuali disposizioni speciali che impongano il contraddittorio.

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