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Legge

L.R. Lombardia 28/2009

Disposizioni per l'utilizzo e la valorizzazione del patrimonio minerario dismesso

Normativa regionaleL.R. Lombardia 28/2009

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge disciplina in Lombardia il recupero e la valorizzazione dei siti minerari dismessi per fini produttivi, scientifici, turistici, culturali e sociali, con priorità a sicurezza, tutela ambientale e paesaggistica. Prevede programma regionale, catasto delle miniere dismesse, autorizzazioni regionali, vigilanza e sanzioni. Gli incentivi risultano finanziati solo per il triennio 2021-2023; alcune previsioni originarie sono state modificate o abrogate nel 2024.

Utilizzo e valorizzazione del patrimonio minerario dismesso

Utilizzo e valorizzazione del patrimonio minerario dismesso in Lombardia

La legge disciplina, nel territorio della Regione Lombardia, il recupero e la valorizzazione del patrimonio minerario dismesso in un quadro di sviluppo sostenibile. L’obiettivo è consentire usi produttivi non minerari e iniziative scientifiche, turistiche, culturali e sociali, garantendo nel contempo sicurezza, tutela ambientale e conservazione del paesaggio culturale.

Finalità e obiettivi generali

La disciplina regionale mira a:

  • censire i siti minerari dismessi e i compendi immobiliari connessi;
  • definire le esigenze di tutela e sicurezza dei siti e delle pertinenze;
  • programmare interventi di messa in sicurezza statica e recupero ambientale;
  • individuare possibili riusi per finalità produttive e di valorizzazione non mineraria;
  • favorire attività integrate di sfruttamento e valorizzazione anche nelle miniere in esercizio con cantieri dismessi;
  • semplificare i procedimenti amministrativi nel rispetto della normativa statale;
  • conservare il paesaggio culturale e i valori antropici legati all’attività mineraria;
  • promuovere ricerca scientifica, formazione e qualificazione degli operatori;
  • incentivare il riutilizzo e la valorizzazione del patrimonio minerario dismesso.

Programma regionale di recupero e valorizzazione

Il programma regionale è lo strumento di coordinamento delle azioni dei soggetti istituzionali. Definisce linee e indirizzi per enti locali e autonomie funzionali, tenendo conto:

  • delle esperienze già avviate di valorizzazione;
  • delle esigenze delle miniere ancora in esercizio;
  • della salvaguardia di giacimenti non esauriti;
  • della possibilità di ripresa produttiva estrattiva delle miniere dismesse.

Il Consiglio regionale approva il programma, su proposta della Giunta e previo parere del Comitato consultivo. La durata è almeno quinquennale. Il programma può essere modificato o integrato con la stessa procedura.

La Regione può promuovere l’attuazione del programma anche tramite strumenti di programmazione negoziata e può incentivare, anche prima dell’approvazione del programma, interventi di recupero e valorizzazione individuati con deliberazione della Giunta sulla base delle priorità stabilite dalla legge. Per tali incentivi si applica la disciplina regionale sulla partecipazione alla formazione e attuazione del diritto dell’Unione europea.

Parchi geominerari e coordinamento degli interventi

Il programma regionale individua i parchi geominerari come ambiti territoriali caratterizzati da uno sviluppo coordinato delle attività minerarie dismesse e delle iniziative economiche collegate.

All’interno di tali ambiti la legge prevede:

  • una graduazione degli interventi di tutela e valorizzazione;
  • priorità per la messa in sicurezza dei vuoti sotterranei delle attività cessate;
  • il favor per la raccolta, catalogazione e conservazione della documentazione tecnica e amministrativa;
  • accordi operativi con lo Stato per valorizzare pertinenze minerarie appartenenti al patrimonio indisponibile statale.

La disciplina speciale dell’articolo sui parchi geominerari è stata successivamente abrogata dalla l.r. 23 luglio 2024, n. 11.

Catasto delle miniere dismesse o abbandonate

Presso la competente direzione della Giunta regionale è istituito il catasto delle miniere dismesse o abbandonate, finalizzato a valutare situazioni di pericolo derivanti da chiusure inidonee, manomissioni degli accessi, dissesti dei vuoti sotterranei o delle fronti in superficie, nonché le esigenze di recupero morfologico e ambientale.

La Giunta definisce criteri e modalità per la costituzione e l’aggiornamento del catasto e può avvalersi dell’ARPA o di altro soggetto del sistema regionale per la gestione. La disciplina del comma è stata oggetto di successive modifiche nel 2022 e nel 2024.

Autorizzazioni per gli interventi di valorizzazione

Gli interventi di valorizzazione a fini scientifici, turistici, culturali e sociali in miniere dismesse, compendi immobiliari di miniere dismesse e cantieri dismessi in aree oggetto di permessi o concessioni in corso sono soggetti alla normativa mineraria statale, inclusa la disciplina di polizia delle miniere e delle cave.

Tali interventi richiedono anche autorizzazione regionale, nel rispetto del programma regionale. La concessione mineraria può essere rilasciata anche per lo sfruttamento integrato del giacimento, combinando attività minerarie produttive e valorizzazione non mineraria delle sezioni esaurite.

La Giunta regionale deve definire con regolamento, entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge, i criteri e le modalità per il rilascio dell’autorizzazione, inclusi i casi di revoca e decadenza. Alle attività di valorizzazione si applicano inoltre le norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro e la normativa nazionale di settore coerente con la finalità fruitiva dell’attività.

Comitato consultivo regionale

È istituito presso la Giunta regionale il Comitato consultivo per la valorizzazione del patrimonio minerario dismesso, con funzioni di supporto tecnico-consultivo sui provvedimenti attuativi e sulle proposte di valorizzazione.

Il Comitato è nominato all’inizio di ogni legislatura e resta in carica per la durata della stessa. Ne fanno parte rappresentanti delle direzioni regionali competenti in materia di miniere, territorio e cultura, un rappresentante di ANCI, uno di UPL, uno di UNCEM e due rappresentanti degli operatori del settore. La partecipazione è gratuita.

Vigilanza e sanzioni

La vigilanza sulla conformità degli interventi autorizzati è affidata alla struttura regionale competente in materia di miniere.

Chi esegue interventi senza autorizzazione o in difformità da essa è punito con sanzione amministrativa pecuniaria da 3.000 a 10.000 euro.

Disposizioni transitorie e finanziarie

La Giunta doveva adottare il regolamento sui parchi minerari entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge. Gli esercenti di attività di valorizzazione già avviate alla data di entrata in vigore dovevano presentare domanda di autorizzazione entro 180 giorni dalla pubblicazione del regolamento attuativo dell’articolo sulle autorizzazioni.

In prima applicazione, il Comitato consultivo doveva essere costituito entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge.

Sul piano finanziario, la legge prevede risorse per gli incentivi all’articolo 2, comma 6, limitatamente al triennio 2021-2023; la copertura è indicata sul bilancio regionale 2021-2023. Le entrate derivanti dalle sanzioni sono destinate al pertinente introito regionale.

Obsolescenza dell’atto

La legge non è integralmente superata, ma alcune sue parti risultano oggi di limitata utilità pratica perché riferite a termini già scaduti, a regolamenti attuativi di prima applicazione o a disposizioni successivamente modificate o abrogate. Rimane invece rilevante come quadro generale per la disciplina regionale del patrimonio minerario dismesso in Lombardia.

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