Sentenza del 15/07/2015 n. 14759 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale delle Marche relativa a un accertamento IRPEG per il 1997, articolando due motivi. Primo: la CTR aveva ritenuto che un contributo in conto capitale ricevuto dalla società originaria e confluito nel capitale netto dopo la fusione del 1991 dovesse essere tassato nel 1991; l'Agenzia ha sostenuto invece che la sopravvenienza attiva si fosse realizzata nel 1997, quando la società aveva ridotto il capitale e distribuito ai soci una somma comprensiva del contributo, destinandolo quindi a una finalità diversa dalla copertura di perdite. Secondo: l'Agenzia ha contestato l'applicazione dell'aliquota agevolata DIT del 19%, sostenendo che l'incremento di titoli e valori mobiliari diversi dalle partecipazioni impedisse di beneficiare dell'agevolazione, indipendentemente dal fatto che le risorse impiegate provenissero da finanziamenti bancari.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto entrambi i motivi. Ha stabilito che i contributi in conto capitale costituiscono sopravvenienze attive tassabili quando vengono utilizzati per scopi diversi da quelli agevolati, e quindi la tassazione poteva riguardare il 1997, anno della distribuzione ai soci, non necessariamente il 1991. Ha inoltre chiarito che, ai fini DIT, l'incremento dei titoli e valori mobiliari diversi dalle partecipazioni neutralizza la variazione in aumento del capitale investito fino a concorrenza del relativo importo, senza rilevanza per l'origine delle risorse, interne o derivanti da finanziamenti. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio ad altra Sezione della Commissione Tributaria Regionale delle Marche, anche per la liquidazione delle spese.
Norme richiamate
D.P.R. n. 917 del 1986, art. 55 TUIR
Si considerano sopravvenienze attive [...] i proventi in denaro o in natura conseguiti a titolo di contributo o di liberalità [...] se la riserva sia utilizzata per scopi diversi dalla copertura di perdite di esercizio o [...] assegnati ai soci o destinati a finalità estranee all'esercizio dell'impresa.
I contributi in conto capitale costituiscono sopravvenienze attive tassabili. Se accantonati in riserva, la tassazione può essere differita, ma si realizza nell'esercizio in cui il contributo viene utilizzato per finalità diverse dalla copertura di perdite, tra cui la distribuzione ai soci.
D.Lgs. n. 466 del 1997, art. 1
Il reddito complessivo netto [...] è assoggettabile [...] all'aliquota del 19 per cento per la parte [...] corrispondente alla remunerazione ordinaria della variazione in aumento del capitale investito.
La DIT consentiva l'applicazione di un'aliquota ridotta alla parte di reddito collegata agli incrementi di capitale proprio, secondo i criteri normativi.
D.Lgs. n. 466 del 1997, art. 2, comma 1, lett. a)
La variazione in aumento [...] non ha effetto fino a concorrenza dell'incremento delle consistenze dei titoli e valori mobiliari diversi dalle partecipazioni.
L'incremento di titoli e valori mobiliari meramente finanziari riduce o può azzerare la base agevolabile DIT. La norma si applica senza distinguere se l'acquisto sia stato finanziato con risorse proprie o con finanziamenti bancari.
Codice civile, art. 2697
Chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento.
Il contribuente che invoca la DIT deve esporre in dichiarazione i dati economico-contabili rilevanti; l'Amministrazione, se intende negare il beneficio, deve verificarne la correttezza secondo le regole generali.
D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36-bis
La Corte richiama la procedura di liquidazione delle imposte come strumento attraverso il quale l'Amministrazione può verificare i dati dichiarati ai fini dell'agevolazione DIT.
Massime di principio
- Un contributo in conto capitale non diventa automaticamente tassabile solo per effetto di una fusione o di una trasformazione societaria: occorre individuare il momento in cui viene utilizzato per una finalità diversa da quella agevolata.
- La distribuzione ai soci di somme comprendenti contributi precedentemente accantonati può costituire l'evento che rende imponibile la sopravvenienza attiva, salvo che il contribuente dimostri che il contributo sia stato già correttamente tassato o assorbito dalla copertura di perdite.
- Per le agevolazioni DIT rileva la destinazione dell'incremento patrimoniale: l'aumento di investimenti in titoli e valori mobiliari diversi dalle partecipazioni può neutralizzare la base agevolata anche se tali investimenti sono finanziati tramite credito bancario.
- Nel valutare un'agevolazione fiscale occorre applicare sia il dato letterale sia la finalità della norma: se la misura mira a favorire il capitale proprio e gli investimenti produttivi, non è normalmente estensibile a impieghi finanziari meramente speculativi o non produttivi.
- In caso di rinvio dopo la cassazione, il giudice di merito deve riesaminare i fatti rilevanti, inclusa l'eventuale copertura di perdite e la corretta contabilizzazione o tassazione pregressa del contributo.
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