Sentenza n. 1747/2026 - Venezia, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: atti della procedura selettiva universitaria per la chiamata di un professore di prima fascia, inclusi il decreto rettorale di approvazione degli atti e dichiarazione della vincitrice, la nomina della commissione e i verbali di valutazione
Esito
Favorevole al resistente (università)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente aveva impugnato gli atti della procedura selettiva indetta dall'Università degli Studi di Padova per la chiamata di un professore di prima fascia nel settore concorsuale 12/A1 - Diritto privato, chiedendone l'annullamento e la condanna dell'Università alla rivalutazione dei candidati. Dal testo della sentenza non risultano specificati i singoli motivi di illegittimità dedotti. Nel corso del giudizio, con atto depositato il 29 maggio 2026, la ricorrente ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., prendendo atto della dichiarazione della ricorrente e della richiesta concorde dell'Università di dichiarare l'improcedibilità. Non è stata esaminata alcuna censura di merito relativa alla procedura selettiva. Le spese di giudizio sono state compensate, in ragione delle peculiarità della fattispecie e della mancata opposizione dell'Amministrazione.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse
La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione determina l'improcedibilità del ricorso.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Massime di principio
- La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, dichiarata dalla parte ricorrente e non contestata dall'amministrazione resistente, comporta la dichiarazione di improcedibilità del ricorso ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
- Quando il ricorso è dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, il giudice non esamina nel merito le censure dedotte contro gli atti impugnati.
- La mancata opposizione dell'amministrazione alla dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse può concorrere, insieme alle peculiarità della fattispecie, a giustificare la compensazione delle spese di giudizio.
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