Sentenza del 01/02/2019 n. 256 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna
Processo tributario - istanza congiunta di rinvio di udienza - omesso rinvio - sentenza - revocabilità - non sussiste - ricorso - è inammissibile.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl ricorso per revocazione è stato dichiarato inammissibile. L'omesso rinvio dell'udienza, anche quando l'istanza sia stata presentata congiuntamente da entrambe le parti, non costituisce un errore revocatorio tra quelli tassativamente previsti dall'art. 395 c.p.c. La sentenza, pertanto, non è revocabile per questo motivo.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente contestava che la sentenza fosse stata pronunciata nonostante l'istanza congiunta delle parti volta a ottenere il rinvio della discussione in pubblica udienza. Secondo il ricorrente, l'omesso rinvio avrebbe dovuto consentire la revocazione della sentenza.
Norme richiamate
Art. 395 c.p.c.
Le ipotesi di revocazione sono individuate all'art. 395 c.p.c.
I motivi di revocazione sono tassativi e non possono essere estesi a situazioni non espressamente previste dalla norma. L'omesso rinvio dell'udienza non rientra tra gli errori o vizi che consentono la revocazione della sentenza.
Massime di principio
- La revocazione è un rimedio straordinario ammesso soltanto nei casi tassativamente previsti dall'art. 395 c.p.c.; non ogni irregolarità processuale consente di utilizzare questo strumento.
- L'omessa considerazione di un'istanza di rinvio dell'udienza, anche se congiunta, non determina automaticamente la revocabilità della sentenza.
- Eventuali vizi relativi alla gestione dell'udienza o alla mancata concessione del rinvio devono essere fatti valere, quando previsto, attraverso gli ordinari mezzi di impugnazione o mediante la deduzione di una concreta lesione del diritto di difesa, non tramite revocazione se il vizio non rientra nell'art. 395 c.p.c.
- Prima di proporre revocazione occorre verificare che il fatto denunciato corrisponda esattamente a una delle ipotesi tipiche previste dalla legge; in caso contrario, il ricorso è esposto a una pronuncia di inammissibilità.
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