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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14177/2026 del 17/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorsi avverso la sentenza di appello di Napoli che aveva rideterminato pene e qualifiche per una pluralità di imputati nell'ambito di procedimenti per traffico di stupefacenti e associazione. Le doglianze principali hanno riguardato: a) vizi di motivazione e travisamento della prova, in particolare sull'interpretazione delle intercettazioni e sulla attendibilita delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia; b) contestazione della qualificazione giuridica delle condotte (associazione ex art. 74 d.P.R. 309/90 vs reati ex art. 73; qualificazione come associazione di tipo mafioso ai sensi dell'art. 416 bis e relativa aggravante); c) errori nel calcolo degli aumenti di pena per continuazione interna o esterna e omessa applicazione della riduzione per il rito abbreviato; d) violazione del divieto di bis in idem rispetto a precedenti giudicati; e) contestazioni in ordine a confisca ex art. 240-bis e alla determinazione del trattamento sanzionatorio (art. 133 c.p.).

La decisione

La Corte di cassazione ha pronunciato decisioni differenziate: 1) Ha annullato senza rinvio la sentenza di appello in relazione al capo 1 (art. 74 d.P.R. 309/90) nei confronti di Moscardino Savana, disponendo la trasmissione degli atti ad altra sezione della Corte di appello di Napoli per la rideterminazione della pena complessiva (quindi accoglimento parziale con proscioglimento per quel reato); 2) Ha annullato con rinvio la statuizione sull'aggravante ex art. 416-bis, comma 1, nei confronti di Esposito Michele per mancata motivazione adeguata, rinviando ad altra sezione della Corte di appello per nuovo giudizio su tale aggravante; per il resto il ricorso di Esposito è stato rigettato e la responsabilità è stata dichiarata irrevocabile; 3) Ha annullato con rinvio la determinazione dell'aumento di pena per continuazione esterna nella posizione di Iuorio Pietro per violazione dell'art. 81 c.p. (cumulo materiale invece di un aumento complessivo inferiore), rinviando ad altra sezione della Corte di appello per corretta ricalcolazione; per il resto la responsabilità è irrevocabile; 4) Ha rigettato i ricorsi di Brancaccio Sonia, Ausanio Antonio e Savarese Arsenio; 5) Ha dichiarato inammissibili i ricorsi di Angelino Giuliano, Angelino Vincenzo, De Gennaro Gaetano, De Gennaro Pasquale, Iuorio Cristofaro, La Malfa Salvatore, Treglia Veronica e li ha condannati al pagamento delle spese e, per alcuni, a somme in favore della Cassa delle ammende. Sostanzialmente la Cassazione ha confermato gran parte delle valutazioni di merito, accogliendo solo alcune censure di diritto e ordinando rinvii limitati per correggere specifici vizi (qualificazione aggravante, calcolo della continuazione) e accogliendo definitivamente la posizione di Moscardino Savana sul capo 1.

Norme richiamate

  • art. 74 d.P.R. 309/1990

    Norma sull'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti: la Corte conferma che la partecipazione può essere desunta anche da singoli episodi se essi, per natura o reiterazione, dimostrano un apporto stabile e la volontà di far parte dell'organizzazione; è ammessa la concorrenza formale con altri reati associativi quando i beni giuridici tutelati sono diversi

  • art. 73 d.P.R. 309/1990

    Norma sulle fattispecie di detenzione e spaccio: la Corte distingue tra reati di cessione/condotte di spaccio e la partecipazione associativa; in più posizioni la Corte richiama la possibilità di qualificare le condotte a seconda del ruolo e della stabilità del rapporto

  • art. 416-bis cod. pen.

    Associazione di tipo mafioso: la Cassazione ribadisce che l'aggravante funzionale/il metodo mafioso richiedono dolo specifico e consapevolezza dell'uso della forza intimidatrice; l'accertamento richiede motivazione puntuale sui profili psicologici e sugli elementi fattuali di agevolazione

  • art. 599-bis cod. proc. pen.

    Dispositivo sul patteggiamento in appello: la Corte ricorda i limiti del sindacato di legittimità sulla misura della pena concordata; i ricorsi contro la misura concordata sono inammissibili salvo illegalità della pena

  • art. 81 cod. pen.

    Regola del cumulo e della determinazione della pena più grave: la Corte ha annullato la determinazione dell'aumento per continuazione esterna quando è stato applicato un cumulo materiale difforme dal criterio di cui all'articolo

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Regole sulla valutazione delle dichiarazioni dei collaboratori: la Corte conferma che la credibilità va valutata unitariamente e che le dichiarazioni possono essere 'frazionate' se parti risultano riscontrate da elementi esterni; i riscontri esterni non devono essere necessariamente prove autonome ma devono corroborare in modo individualizzante

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Motivi di cassazione: la Corte ha dichiarato inammissibili numerosi ricorsi quando essi si limitavano a una diversa valutazione della prova o non si confrontavano puntualmente con la motivazione impugnata

  • art. 649 cod. proc. pen.

    Divieto di bis in idem in relazione a precedenti giudicati: la Corte ha valutato la non applicabilità dello stesso quando il fatto materialmente accertato è diverso o la posizione processuale è autonoma

  • art. 240-bis cod. pen.

    Confisca allargata per reati cd. spia: la Corte ricorda il principio della ragionevolezza temporale e la presunzione iuris tantum di sproporzione patrimoniale, che può essere superata con prove sulla lecita provenienza dei beni

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri di determinazione della pena: la Corte ha ritenuto legittimo l'esercizio della discrezionalità del giudice di merito quando la motivazione individua ruolo, gravità e circostanze e quando gli aumenti per continuazione sono di esigua entità

Massime di principio

  • Valutazione delle intercettazioni: l'interpretazione del contenuto delle conversazioni è questione di fatto tipica del giudice di merito e in Cassazione è sindacabile solo per travisamento della prova o motivazione manifestamente illogica
  • Dichiarazioni dei collaboratori: la credibilità può essere 'frazionata'; parti inattendibili non escludono automaticamente il valore di altre parti riscontrate da elementi esterni indipendenti
  • Configurazione dell'associazione per delinquere finalizzata allo spaccio: può desumersi anche da rapporti di fornitura ripetuti e stabili tra grossisti e pusher se dimostrano affectio societatis e volontà di contribuire al fine comune
  • Aggravante mafiosa e metodo mafioso: richiedono motivazione specifica sul dolo aggiuntivo e sulla consapevolezza dell'uso della forza intimidatrice; non è sufficiente la sola contestualità ambientale
  • Calcolo degli aumenti per continuazione: il giudice deve rispettare l'art. 81 c.p. evitando cumulo materiale quando la disciplina impone un aumento complessivo inferiore; errori di calcolo sono causa di annullamento e rinvio
  • Inammissibilità per questioni di fatto: ricorsi che chiedono solo una diversa lettura del materiale probatorio senza indicare travisamento o errori giuridici sono spesso dichiarati inammissibili
  • Confisca ex art. 240-bis: la Corte richiede una valutazione di ragionevolezza temporale e una prova adeguata dell'origine lecita dei beni per superare la presunzione di sproporzione
  • Patteggiamento in appello: la misura della pena concordata, una volta omologata, è sottratta al sindacato di legittimità salvo vizi di illegittimità; contestazioni sui calcoli accessori possono essere ammissibili se riguardano errori giuridici

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