Cassazione Penale, Sentenza n. 16321/2026 del 06/05/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'appello di Roma del 03/07/2025 articolando cinque motivi: 1) censura per il rigetto della richiesta di integrazione istruttoria e mancata acquisizione di documenti contabili in appello; 2) vizio di motivazione sulla qualificazione come bancarotta fraudolenta patrimoniale della cessione di ramo d'azienda alla Clasi s.r.l. (mancato pagamento del prezzo, natura e valore del ramo ceduto, trasferimento di crediti/debiti, giustificazione dei pagamenti di €135.000); 3) vizio di motivazione e violazione di legge in relazione alla responsabilità di Simone Pozzi (concorso ex art.110 c.p.) per il presunto ruolo nella distrazione; 4) vizio di motivazione nella condanna per bancarotta fraudolenta documentale di Massimo Pozzi (attribuzione a lui della sparizione delle scritture contabili, presunta inversione dell'onere della prova, mancata considerazione che l'obbligo di consegna non gravava su di lui); 5) mancato riconoscimento dell'attenuante per speciale tenuità del danno patrimoniale ex art.219 comma 3 L. Fall.
La decisione
La Corte di Cassazione ha deciso quanto segue: - Per Pozzi Massimo: il ricorso è accolto limitatamente al quarto motivo (bancarotta fraudolenta documentale, capo 1): la motivazione della Corte territoriale è ritenuta carente sul punto e la sentenza è annullata con rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'Appello di Roma. Per il resto il ricorso è rigettato. - Per Pozzi Simone: il ricorso è dichiarato infondato e rigettato integralmente; condanna al pagamento delle spese processuali. In sintesi, le condanne per la bancarotta distrattiva (capo 3) sono state confermate nella sostanza dalle Sezioni ordinarie; è stata rigettata la richiesta di rinnovazione istruttoria e respinte le censure relative alla qualificazione distrattiva e al concorso di Simone, mentre è stata censurata la motivazione circa l'attribuzione della sparizione delle scritture contabili a Massimo Pozzi, con rinvio per nuovo esame su tale unico profilo.
Norme richiamate
art. 586 cod. proc. pen.
L'impugnazione di provvedimenti istruttori è ammissibile se dedotta con il ricorso per cassazione contro la sentenza; la Corte rileva che non sono richieste formule sacramentali per dedurre l'annullamento dell'ordinanza istruttoria
art. 603 cod. proc. pen.
La rinnovazione dell'istruttoria in appello è rimessa alla discrezionalità del giudice d'appello; se la prova non è sopravvenuta, la mancata rinnovazione va esaminata come possibile vizio di motivazione e non necessariamente come omissione di prova decisiva
art. 606 cod. proc. pen. (comma 1, lett. d) ed e))
Distinzione tra vizio per mancata assunzione di prova decisiva (lett. d) quando si tratta di prove sopravvenute) e vizio di motivazione (lett. e) quando la mancata rinnovazione è valutabile alla luce della motivazione dell'appello
art. 110 cod. pen.
Il concorso di persone richiede un contributo materiale o morale alla realizzazione del fatto comune; per l'extraneus è sufficiente la consapevolezza, anche unilaterale o eventuale, del ruolo del proprio apporto nella condotta distrattiva
art. 219 comma 3 L. Fall.
L'attenuante per danno patrimoniale di speciale tenuità si valuta con riferimento alla diminuzione patrimoniale effettiva causata al momento del fallimento; riparazioni successive sono in generale irrilevanti ai fini del riconoscimento dell'attenuante
art. 223 L. Fall.
Richiama l'obbligo dell'amministratore di tenere e conservare le scritture contabili; la Corte ricorda che l'onere probatorio circa la consegna tra amministratori va valutato caso per caso e non può automaticamente trasferire la responsabilità in assenza di adeguata motivazione
art. 2560 cod. civ.
Richiamato in relazione alle comunicazioni liberatorie per la cessione dei debiti: la Corte valuta la formalità e la sostanza del trasferimento di debiti rispetto alla reale consistenza patrimoniale trasferita
Massime di principio
- Richieste di integrazione istruttoria in appello sono discrezionali: se la prova non è sopravvenuta occorre dimostrare che la mancata acquisizione abbia lasciato lacune decisive nella motivazione per poter ottenere danno in Cassazione
- Nella bancarotta patrimoniale la prova della distrazione si desume anche dal mancato accertamento del pagamento del corrispettivo: grava sull'amministratore l'onere di indicare la sorte del credito generato da una cessione o le ragioni della mancata riscossione
- La responsabilità dell'extraneus (concorrente) nella bancarotta può essere affermata anche in assenza di un accordo preventivo, purché emerga la consapevolezza (anche eventuale) che il proprio comportamento poteva arrecare pregiudizio ai creditori
- La sparizione di scritture contabili richiede motivazione puntuale se si imputa la sottrazione all'amministratore cessato: quando vi è successione di amministratori il giudice deve esaminare la concreta gestione, i rapporti tra i soggetti e le allegazioni fornite prima di inferire responsabilità
- L'attenuante per speciale tenuità del danno fallimentare va valutata sulla riduzione effettiva della massa attiva al momento del fallimento; riparazioni parziali e successive non sostituiscono una valutazione dovuta dell'effettiva diminuzione patrimoniale
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