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Sentenza

Sentenza del 07/06/2021 n. 787 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna

ICI - Esenzione attività sanitarie e assistenziali - Presupposto oggettivo - Attività non commerciale - Necessità - Convenzione con SSN - Disposizioni statuto - Non rileva - Verifica delle caratteristiche dell'attività - Necessità

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La controversia verteva sul riconoscimento dell'esenzione ICI prevista per gli immobili in cui si svolgono attività sanitarie e assistenziali ai sensi dell'art. 7 co. 2-bis D.L. 203/2005. La questione principale era se fosse sufficiente richiamare disposizioni statutarie dell'ente, l'esistenza di una convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale o una eventuale perdita di esercizio, oppure se fosse necessario verificare concretamente il carattere non commerciale dell'attività svolta. La Corte ha ritenuto che il presupposto oggettivo per l'esenzione è il carattere non commerciale dell'attività e che tale requisito va accertato in concreto: rileva unicamente che l'attività sia svolta a titolo gratuito o dietro corrispettivi meramente simbolici, nettamente inferiori ai costi di produzione.

La decisione

La sentenza ha affermato il principio secondo cui l'esenzione ICI opera solo se l'attività sanitaria/assistenziale è effettivamente non commerciale e ciò deve essere accertato sulla base di elementi concreti. Disposizioni statutarie, la mera esistenza di una convenzione con il SSN o l'enunciazione del fine assistenziale non sono di per sé sufficienti. Occorre verificare la concreta struttura dei corrispettivi: se l'attività è prestata gratuitamente o dietro simboliche quote ben inferiori ai costi di produzione, l'esenzione deve essere riconosciuta; altrimenti l'attività ha carattere commerciale e l'esenzione non spetta. La decisione quindi fissa il criterio probatorio e indirizza la valutazione concreta al giudice di merito (o all'Amministrazione), prevedendo il riconoscimento dell'esenzione solo a fronte di prova della non commercialità.

Norme richiamate

  • art. 7 co. 2-bis D.L. 203/2005

    La norma prevede l'esenzione per immobili nei quali si svolgono attività sanitarie e assistenziali; la Corte interpreta il requisito dell'agevolazione come subordinato al carattere non commerciale dell'attività effettivamente svolta. L'applicazione dell'esenzione richiede quindi verifica concreta della gratuità o di corrispettivi simbolici, non è sufficiente l'enunciazione statutaria o la sola convenzione con il SSN.

Massime di principio

  • Per ottenere l'esenzione ICI per immobili adibiti ad attività sanitarie/assistenziali è necessario dimostrare che l'attività è non commerciale: la verifica è di fatto e richiede elementi concreti.
  • Le disposizioni statutarie dell'ente, l'esistenza di convenzioni con il SSN o dichiarazioni di natura assistenziale non sono, di per sé, idonee a garantire l'esenzione: conta la realtà dell'attività e dei corrispettivi applicati.
  • Elemento decisivo è la natura dei corrispettivi: gratuità o corrispettivi meramente simbolici e nettamente inferiori ai costi di produzione sono indici favorevoli al riconoscimento dell'esenzione; tariffe che coprono o superano i costi indicano carattere commerciale.
  • La prova spetta al soggetto che richiede l'esenzione; l'amministrazione o il giudice devono accertare sulla base di documentazione contabile e operativa se l'attività ha natura non commerciale.
  • In presenza di attività mista (parte non commerciale e parte commerciale) può essere necessaria una valutazione frazionata: l'esenzione può spettare solo per la parte effettivamente non commerciale, previa individuazione e prova dei criteri di ripartizione.

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