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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40767/2024 del 06/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso denunciava principalmente l'insufficiente motivazione della Corte di appello rispetto al capo A (detenzione concorsuale di circa 100 g di hashish), sostenendo che i giudici non avevano spiegato quale contributo concreto e specifico El Aarja avesse dato all'altrui detenzione, limitandosi a richiamare circostanze indiziarie (contante, vicinanza ai coimputati, precedente) senza correlare tali elementi a una condotta materiale o morale che integrasse il concorso. In secondo luogo si lamentava la mancata valutazione della fattispecie di lieve entità rispetto al capo A, alla luce del patteggiamento dei coimputati che aveva ricondotto gli stessi alla lieve entità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondati e assorbenti i motivi concernenti la conferma della responsabilità per il capo A, rilevando che la Corte di appello e il Tribunale avevano evocato elementi indiziari senza però collegarli in modo adeguato e specifico alla condotta contributiva richiesta per il concorso. La sentenza impugnata è stata annullata e la causa rinviata ad altra Sezione della Corte di appello di Torino per nuovo giudizio, con l'indicazione di approfondire se e in quale modo El Aarja abbia dato un apprezzabile contributo materiale o psichico alla detenzione illecita attribuita a Sanna. Il giudizio sul capo B, per il quale era già stata riconosciuta la lieve entità, è rimasto definitivo.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 309 del 1990, art. 73, comma 4

    Riferito al capo A: norma che sanziona la detenzione illecita di stupefacenti; nel caso è stata applicata alla detenzione dei circa 100 g di hashish trovati su Sanna e contestata in concorso ad El Aarja, con la Corte chiamata a verificare la sussistenza del contributo concorrente dell'imputato

  • d.P.R. n. 309 del 1990, art. 73, comma 5

    Riferito al capo B: norma collegata alle ipotesi di minore gravità e alla disciplina della cosiddetta fattispecie di lieve entità; nel procedimento il capo B è stato qualificato nella forma di lieve entità e quella valutazione è rimasta definitiva

Massime di principio

  • Per configurare il concorso nella detenzione altrui non basta la mera presenza o conoscenza dell'attività criminosa: è necessario dimostrare un contributo causale, anche minimo, di natura materiale o psichica che abbia agevolato la realizzazione del reato.
  • Elementi indiziari (contante, vicinanza spaziale, precedenti) vanno collegati esplicitamente e logicamente alla condotta ascrivibile all'imputato: la motivazione dei giudici deve spiegare come tali elementi costituiscano prova del contributo al reato.
  • La qualificazione della fattispecie come di lieve entità nei confronti di un coimputato non vincola automaticamente le decisioni sugli altri imputati; tuttavia può costituire elemento di valutazione comparativa che il giudice di merito deve considerare e motivare.
  • In casi simili, la difesa deve sollecitare una motivazione puntuale sul nesso tra fatti indiziari e condotta richiesta per il concorso; il giudice di legittimità può annullare con rinvio se la motivazione è generica o non mette in luce il contributo specifico dell'imputato.
  • In sede di rinvio il giudice di merito dovrà riesaminare l'intero materiale probatorio (perquisizioni, rinvenimenti, dichiarazioni dei coimputati, movimentazioni di denaro, telefoni) per accertare la sussistenza o meno del contributo concorsuale.

Testo integrale

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