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Sentenza

Sentenza n. 5289/2026 - Napoli, Sezione 7

per l'annullamento: – del provvedimento -OMISSIS- emesso in data 05.12.2024 dallo Stato Maggiore dell''Esercito – Dipartimento Impiego del personale, notificato al ricorrente in data 06.12.2024 e recante il rigetto dell''istanza di trasferimento temporaneo ai sensi dell''art. 42 bis del D.Lgs. 151 del 2001; – di ogni altro atto connesso, presupposto e consequenziale.

Giustizia amministrativa202500517

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Diniego dello Stato Maggiore dell’Esercito dell’istanza di assegnazione temporanea ai sensi dell’art. 42-bis del d.lgs. 151/2001 presso una sede richiesta o, in subordine, presso un’altra sede indicata

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il militare, in servizio presso un comando dell’Esercito con il grado di Capitano, aveva chiesto l’assegnazione temporanea presso una sede indicata o, in subordine, presso un’altra città. L’Amministrazione ha respinto l’istanza per indisponibilità di posti vacanti e utili: nella sede principale risultavano percentuali di ripianamento superiori al 100% per gli ufficiali e, in particolare, per i Capitani; un reparto non prevedeva posizioni organiche per Capitani; nell’altra sede non vi era una collocazione organica utile. Il ricorrente ha dedotto violazione dell’art. 42-bis del d.lgs. 151/2001, dell’art. 1493, comma 1, del d.lgs. 66/2010, degli artt. 3 e 10-bis della l. 241/1990 e dell’art. 97 Cost., nonché eccesso di potere per difetto di motivazione, illogicità, arbitrarietà, incoerenza, incongruità, contraddittorietà, erronea valutazione e travisamento dei fatti. In corso di giudizio è emerso che il ricorrente era stato promosso Maggiore dal 1° gennaio 2025 e che, dal 8 giugno 2026 e per 180 giorni, era stato assegnato temporaneamente presso uno dei reparti richiesti in seguito a una nuova istanza per gravi motivi familiari.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare nel merito le censure contro il diniego. L’assegnazione richiesta ai sensi dell’art. 42-bis presuppone un posto vacante e disponibile corrispondente alla posizione retributiva dell’interessato; il diniego era quindi riferito al grado di Capitano e alle relative funzioni e posizioni d’impiego esistenti al momento dell’istanza. La successiva promozione a Maggiore ha collocato il ricorrente in una diversa posizione di stato e d’impiego, sicché l’eventuale annullamento non gli avrebbe procurato un’utilità concreta: l’Amministrazione avrebbe dovuto compiere una nuova valutazione sulla disponibilità di posti corrispondenti al grado attuale, sulla base di presupposti diversi. La precedente assegnazione temporanea, disposta per 180 giorni a seguito di una nuova istanza, è stata riportata quale circostanza sopravvenuta, mentre la ragione determinante dell’improcedibilità è stata il mutamento della posizione di grado e d’impiego. Spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 42-bis d.lgs. 151/2001

    Invero, l'istituto dell'art. 42-bis presuppone l'esistenza, presso la sede richiesta, di un posto vacante e disponibile di corrispondente posizione retributiva (cfr., ex multis, Cons. Stato sent. n. 6713/2022).

    L’assegnazione temporanea ai sensi dell’art. 42-bis richiede un posto vacante e disponibile corrispondente alla posizione retributiva del richiedente; la valutazione va riferita alla posizione rivestita al momento dell’istanza.

  • art. 3 l. 241/1990

    Invero, l'istituto dell'art. 42-bis presuppone l'esistenza, presso la sede richiesta, di un posto vacante e disponibile di corrispondente posizione retributiva (cfr., ex multis, Cons. Stato sent. n. 6713/2022).

    La disposizione è menzionata tra i parametri invocati dal ricorrente, ma la sentenza non ne svolge un’interpretazione né la applica, avendo definito il giudizio per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    Invero, l'istituto dell'art. 42-bis presuppone l'esistenza, presso la sede richiesta, di un posto vacante e disponibile di corrispondente posizione retributiva (cfr., ex multis, Cons. Stato sent. n. 6713/2022).

    La disposizione è soltanto indicata tra le norme invocate nel ricorso; il TAR non decide la relativa censura.

  • art. 1493, comma 1, d.lgs. 66/2010

    Invero, l'istituto dell'art. 42-bis presuppone l'esistenza, presso la sede richiesta, di un posto vacante e disponibile di corrispondente posizione retributiva (cfr., ex multis, Cons. Stato sent. n. 6713/2022).

    La norma è menzionata tra i parametri dedotti dal ricorrente, ma non è interpretata o applicata nella decisione, che si limita a rilevare la sopravvenuta carenza di interesse.

Massime di principio

  • La domanda di assegnazione temporanea ai sensi dell’art. 42-bis del d.lgs. 151/2001 presuppone la disponibilità, presso la sede richiesta, di un posto vacante corrispondente alla posizione retributiva del richiedente.
  • La legittimità del diniego di assegnazione temporanea va valutata in rapporto alla posizione di stato e d’impiego rivestita dall’interessato al momento dell’istanza; se, durante il giudizio, una promozione lo colloca in una posizione diversa, l’annullamento del diniego originario non può attribuire un’utilità concreta quando l’assegnazione richiederebbe una nuova valutazione su posti corrispondenti al grado sopravvenuto.
  • Il ricorso contro un diniego diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando l’annullamento non può più procurare al ricorrente un’utilità concreta e l’Amministrazione, per riesercitare il potere, dovrebbe effettuare una valutazione nuova sulla base di presupposti di fatto e di diritto diversi.

Come è indicizzato

MaterieStato giuridico e avanzamentoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiForze armate e forze di poliziaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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