Cassazione Penale, Sentenza n. 44045/2024 del 03/12/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione proposto dalla difesa con cinque motivi: 1) incompetenza territoriale (si sosteneva che il luogo di consumazione fosse il circondario di Macerata perché i modelli F24 sarebbero stati "processati" dalla filiale di Civitanova Marche); 2) vizio procedurale per mancata presentazione/trasmissione delle conclusioni del Procuratore generale in appello; 3) errore di applicazione della legge penale sostanziale perché, a parere del ricorrente, non era stato determinato con esattezza l'ammontare dei crediti indebitamente compensati; 4) omissione probatoria in appello, con richiesta di perizia contabile o riascolto della teste della Agenzia delle entrate (Russo/Marina) in relazione a documentazione depositata successivamente; 5) vizio sulla determinazione del trattamento sanzionatorio e sulla esclusione delle circostanze attenuanti generiche.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile in toto. Ha ritenuto manifestamente infondati i motivi: la competenza territoriale è correttamente attribuita a Napoli (art. 18 d.lgs. 74/2000 applicato in via suppletiva ove non sia determinabile il luogo di consumazione); la mancata/formalità di trasmissione delle conclusioni del P.G. non determina automaticamente nullità se non è provato il concreto pregiudizio per la difesa; la valutazione sulla inesistenza dei crediti compensati e sull'aver superato la soglia di punibilità (oltre 50.000 euro) è insindacabile in Cassazione salvo travisamento documentale non dimostrato; la decisione di non riaprire l'istruttoria in appello rientra nella ampia discrezionalità del giudice del gravame e non è stata dimostrata manifesta illogicità; la motivazione sulla determinazione della pena e sull'esclusione delle circostanze attenuanti è coerente e non contraddittoria. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa (per quanto risulta dal testo).
Norme richiamate
d.lgs. n. 74/2000, art. 10‑quater
Norma incriminatrice applicata per la condanna: riguarda l'utilizzo in compensazione di crediti d'imposta non spettanti. La Corte ha ritenuto provata la condotta dell'imputato nella veste di amministratore della società.
d.lgs. n. 74/2000, art. 18
Stabilisce criteri di competenza territoriale per i reati tributari; la Corte ha interpretato che, quando non è possibile individuare il luogo di consumazione (es. invio telematico di F24 che può essere effettuato da qualunque luogo), si applica il criterio suppletivo: competenza del luogo ove il reato è stato accertato (qui, Napoli, per l'accertamento svolto dall'Ufficio territoriale Napoli 1).
d.lgs. n. 74/2000, art. 8
Richiamato per distinguerne la disciplina specifica (emissione di fatture per operazioni inesistenti) rispetto ad altri delitti tributari; la Corte sottolinea che le regole di competenza possono variare a seconda della fattispecie.
d.lgs. n. 241/1997, art. 17
Norma fiscale sulle compensazioni; la Corte ha ritenuto che le compensazioni effettuate superassero la soglia di 50.000 euro e fossero riferibili a crediti inesistenti, elemento centrale per la punibilità.
decreto‑legge n. 137/2020, art. 23‑bis, comma 2 (conv. l. 176/2020)
Prevede il termine entro cui il pubblico ministero deve formulare le sue conclusioni in appello; la Corte ha osservato che la mancata formulazione/trasmissione non determina automaticamente vizio se non è dimostrato il concreto pregiudizio per la difesa.
d.lgs. n. 150/2022, art. 94, comma 2
Riferimento temporale per l'applicabilità di norme procedurali (ratione temporis) in relazione alla previsione sull'art. 23‑bis citata.
cod. proc. pen., art. 616
Norma processuale applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese processuali in caso di ricorso inammissibile.
Massime di principio
- In reati tributari realizzati tramite strumenti telematici (es. F24) il luogo di invio telematico è il momento/luogo consumativo rilevante; se il luogo di invio non è dimostrabile, la competenza territoriale segue il luogo in cui il reato è stato accertato (art. 18 d.lgs. 74/2000).
- La mancata formulazione o trasmissione delle conclusioni del pubblico ministero in appello non invalida automaticamente la sentenza: occorre dimostrare il concreto pregiudizio al diritto di difesa per ottenere la rilevanza del vizio.
- La richiesta di ulteriore istruzione probatoria in appello (perizia contabile, riascolto di testi) è valutata con ampia discrezionalità dal giudice del gravame; va motivato con chiarezza il nesso probatorio e l'eccezionalità dell'intervento richiesto, altrimenti la richiesta può essere respinta.
- In Cassazione non è sindacabile il libero apprezzamento della prova operato dai giudici di merito salvo il caso di travisamento manifesto o di valutazioni illogiche; il ricorrente deve indicare elementi precisi e idonei a dimostrare l'errore.
- Determinare la pena nel minimo edittale non comporta automaticamente il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche: il giudice deve motivare l'attribuzione o l'esclusione delle attenuanti e la sola posizione nel minimo non legittima di per sé il beneficio.
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