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Cassazione Penale, Ordinanza n. 37154/2025 del 13/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La vicenda riguarda un imputato già condannato in primo grado e con sentenza di appello confermativa, ritenuto responsabile di ricettazione di un'autovettura di provenienza furtiva. Nel ricorso per cassazione il difensore ha dedotto un unico motivo di violazione di legge, ex art. 606, comma 1, lett. b), c.p.p., sostenendo che la condotta avrebbe dovuto essere riqualificata come furto, poiché l'imputato, in un memoriale, aveva confessato di essere l'autore del reato presupposto. La censura mirava dunque a escludere la ricettazione e a ottenere una diversa qualificazione giuridica del fatto.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il motivo fosse non consentito in sede di legittimità perché sostanzialmente riproduttivo di doglianze già dedotte in appello e già respinte con motivazione logica e giuridicamente corretta. Ha inoltre osservato che i giudici di merito avevano escluso sia la prova della partecipazione dell'imputato al furto, sia l'efficacia probatoria della sua generica autocandidatura come autore del reato presupposto, ritenendola non circostanziata e non attendibile. Conseguentemente, oltre alla declaratoria di inammissibilità, sono state poste a carico del ricorrente le spese processuali e la sanzione pecuniaria di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 648 c.p.

    La clausola di riserva non opera automaticamente sulla base della mera detenzione del bene; per escludere la ricettazione e ricondurre il fatto al furto occorrono elementi ulteriori che rendano immediata e non mediata la riconducibilità della detenzione al furto. Le dichiarazioni dell'imputato possono valere solo se circostanziate e attendibili.

  • art. 606, comma 1, lett. b), c.p.p.

    La violazione di legge dedotta in cassazione non può tradursi nella mera riproposizione di censure già esaminate e disattese in appello, specie quando il motivo sia privo di specificità sostanziale.

  • art. 175 c.p.p.

    L'imputato era stato rimesso in termini per proporre appello, con conseguente ripercussione sul decorso del termine di prescrizione indicata nel provvedimento.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione non è ammissibile un motivo che riproponga in modo sostanzialmente identico questioni già esaminate e respinte dal giudice di appello, senza confrontarsi specificamente con la motivazione impugnata.
  • In materia di ricettazione, la mera detenzione del bene proveniente da reato non basta a trasformare automaticamente il fatto in furto: la riqualificazione richiede elementi ulteriori che dimostrino una riconducibilità immediata e non mediata della disponibilità del bene al reato presupposto.
  • L'autodichiarazione dell'imputato circa l'essere autore del reato presupposto non è di per sé sufficiente, se resta generica e non è supportata da elementi circostanziati e attendibili, a fondare la riqualificazione del fatto.
  • Quando il ricorso è dichiarato inammissibile, la Corte può condannare il ricorrente alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieRicettazioneImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale

Testo integrale

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