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Circolare

Circolare numero 275 del 30-12-1997

INPS

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La circolare illustra l’evoluzione del processo di integrazione delle attività di previdenza agricola nell’INPS dopo la soppressione dell’ex SCAU, evidenziando il superamento del modello centralizzato e il progressivo rafforzamento delle strutture periferiche. Vengono descritti i risultati già ottenuti sul piano logistico e procedurale, l’avvio di nuove procedure informatiche e formative, e la necessità di un nuovo assetto organizzativo fondato su autonomia operativa, sportello polifunzionale e decentramento territoriale. Le Direzioni regionali sono chiamate a presentare ipotesi di decentramento entro il 31 gennaio 1998, tenendo conto di logistica, risorse, tempi e formazione, con adeguata informativa alle parti sociali e professionali.

Riorganizzazione della previdenza agricola e decentramento delle competenze alle strutture periferiche INPS

Riorganizzazione della previdenza agricola nell’INPS

La circolare descrive il passaggio da un modello centralizzato, ereditato dall’ex SCAU, a un assetto organizzativo progressivamente decentrato e integrato nelle strutture INPS. Il documento evidenzia come l’evoluzione normativa, procedurale e informatica stia rendendo possibile l’attribuzione alle strutture periferiche di un ruolo pienamente operativo nella gestione della previdenza agricola.

Premessa e criticità iniziali

La revisione dell’assetto organizzativo è stata resa necessaria dalla complessità derivante dai nuovi compiti affidati all’INPS in materia di previdenza agricola. In una prima fase, per garantire la continuità nella riscossione dei contributi, l’Istituto ha fatto ricorso alle strutture dell’ex SCAU, caratterizzate da una forte centralizzazione decisionale e operativa, mentre le strutture territoriali svolgevano essenzialmente funzioni di terminale informativo e di trasmissione dati.

La circolare sottolinea che, al momento della soppressione dell’ex SCAU, il sistema si trovava in una fase di ristrutturazione degli archivi e delle procedure informatiche, con piattaforme hardware e software difficilmente compatibili tra loro. A ciò si aggiungevano la persistenza di procedure tradizionali basate su archivi cartacei e la diversa distribuzione territoriale delle aziende agricole, elementi che hanno impedito per lungo tempo l’integrazione con il modello organizzativo ordinario dell’INPS.

Evoluzione del processo di integrazione

Il processo di integrazione delle strutture e delle funzioni si è sviluppato lungo varie direttrici. Sul piano logistico, le strutture ex SCAU sono state in gran parte trasferite presso le Sedi INPS, salvo alcune realtà in cui le difficoltà oggettive hanno impedito lo spostamento di personale e uffici.

Per i lavoratori agricoli subordinati (LAS), la gestione corrente è stata mantenuta secondo le modalità precedenti, integrate però da interventi correttivi, come l’affidamento in outsourcing della stampa e della spedizione dei modelli ACC1 e dei bollettini di conto corrente, con una sensibile riduzione degli scarti nelle operazioni di lettura ottica da parte del banco posta.

Per i CD/CM, le attività di riscossione dei contributi sono state realizzate mediante le procedure e gli archivi del sistema informativo dell’Istituto. In tale ambito è stata avviata la reingegnerizzazione della procedura, richiamata dal Messaggio n. 29253 del 28 ottobre 1997, con l’obiettivo di unificare riscossione contributiva e gestione della posizione assicurativa alla luce delle nuove norme del D.L. 146/97.

Collocamento agricolo, flussi informativi ed estratto conto

La riforma del collocamento in agricoltura, introdotta dal D.L. 326/95 e successivamente reiterata e integrata, ha unificato in capo all’INPS le funzioni di accertamento dei rapporti di lavoro, riscossione e gestione della posizione assicurativa, prima distribuite tra Commissioni Circoscrizionali, SCAU e INPS.

Le procedure operative sono state progressivamente implementate con la distribuzione e la ricezione della modulistica, in particolare della denuncia aziendale e dei registri di impresa. Il rilascio dei programmi di acquisizione tramite lettori ottici ha consentito di attivare controlli sulla congruità delle assunzioni di mano d’opera rispetto alla consistenza aziendale e sulla coerenza con le dichiarazioni trimestrali dei modelli ACC1.

La procedura di calcolo dell’importo dei contributi, dopo una fase di sperimentazione, è stata estesa a tutte le Sedi provinciali con il Messaggio n. 27237 del 10 ottobre 1997 per l’acquisizione dei dati delle dichiarazioni trimestrali, a partire dalla scadenza del terzo trimestre. La soluzione è stata sviluppata su sistemi dipartimentali AS400 e ha superato le criticità connesse ai sistemi DPS6 ex SCAU, aprendo la prospettiva di coinvolgere anche strutture prive di tali risorse nelle fasi di immissione dei dati.

Parallelamente, il sistema di consultazione e gestione dell’estratto conto delle aziende agricole ha permesso di avviare la riclassificazione delle partite debitorie e di affrontare il problema dei rimborsi della contribuzione indebita. Poiché la leggibilità dei dati contabili è considerata strategica, è stata programmata una rilevante iniziativa formativa, richiamata dal Messaggio n. 30467 del 6 novembre 1997, con l’obiettivo di rendere le strutture periferiche più autonome ed efficienti e di migliorare i rapporti con operatori e associazioni agricole.

Nuovo ruolo delle strutture periferiche

Le innovazioni normative e procedurali consentono di impostare un nuovo modello organizzativo fondato sull’autonomia operativa e funzionale delle strutture periferiche. La circolare mira a superare definitivamente la logica per cui gli uffici dell’ex SCAU debbano costituire una struttura separata e unitaria all’interno dell’Istituto.

Il modello precedente ha creato, soprattutto nelle Sedi del Sud non ancora pienamente integrate per ragioni logistiche, difficoltà di comunicazione, duplicazione di adempimenti e richieste, nonché una scarsa osmosi operativa con le altre strutture. Emblematico, in tal senso, è il richiamo alla certificazione prevista dall’art. 62 della L. 153/69, indicata come esempio di duplicazione procedurale.

La gestione della riscossione dei contributi in agricoltura deve quindi essere ricondotta a un quadro più ampio di rapporti con le aziende, secondo la logica di processo cui tende l’Istituto. Il riferimento organizzativo centrale diventa lo sportello polifunzionale, quale punto di contatto con tutte le aziende, comprese quelle agricole. Le Sedi dovranno sviluppare tale modello con criteri di flessibilità, adattandolo alle diverse condizioni di partenza e alle specifiche variabili funzionali.

Attività da gestire in autonomia e supporto tecnologico

La circolare individua nella Sede il luogo del decentramento complessivo della gestione previdenziale agricola, in superamento del vecchio assetto centralizzato. Il nuovo modello organizzativo deve consentire una gestione autonoma ed efficace delle diverse fasi operative che derivano dai rapporti con aziende e lavoratori.

In particolare, la Sede deve essere in grado di gestire:

  • iscrizioni e variazioni aziendali;
  • flussi informativi;
  • rimborsi di contributi non dovuti;
  • estratto conto e verifiche sul corretto adempimento contributivo;
  • recupero delle somme non versate.

Per conseguire tale obiettivo, le strutture devono essere dotate di adeguate risorse tecnologiche e di un numero sufficiente di stazioni di lavoro, nell’ambito dei piani di assegnazione già effettuati o in corso di attuazione. Le attività di pianificazione e controllo, compresi i nuovi adempimenti e gli indicatori di produzione, saranno adeguate dalla Direzione centrale competente alla nuova realtà organizzativa.

Assetto territoriale e progressivo decentramento

L’assetto ex SCAU era organizzato esclusivamente a livello provinciale; tale struttura è stata trasferita nelle corrispondenti Sedi provinciali dell’INPS, ma non risulta coerente con l’articolazione territoriale dell’Istituto, che comprende anche Sedi zonali e Agenzie di produzione.

Per questo motivo si rende necessario un progressivo decentramento, finalizzato a due obiettivi principali:

  • decongestionare i carichi di lavoro;
  • consentire alle SAP la gestione diretta delle attività di previdenza agricola relative ai soggetti residenti nel medesimo bacino di competenza.

Le iniziative devono essere orientate fin da subito all’attribuzione della competenza in materia agricola alle Sedi situate nei capoluoghi delle nuove Province. Successivamente, le Direzioni regionali devono elaborare piani di decentramento progressivo verso tutte le SAP, partendo dalle Sedi più congestionate e da quelle che dispongono di professionalità specifiche e di risorse strumentali e logistiche adeguate ad assorbire nuovi carichi di lavoro.

Termini per i piani regionali e informativa ai territori

Le Direzioni regionali devono trasmettere, in tempi brevi e comunque non oltre il 31 gennaio 1998, ipotesi di decentramento strutturate secondo criteri che tengano conto di:

  • situazioni logistiche;
  • risorse umane e strumentali disponibili in rapporto alla dimensione della struttura e ai carichi di lavoro;
  • tempi di realizzazione;
  • piani di formazione del personale da destinare alla specifica area.

La circolare prevede inoltre che le Direzioni regionali valutino l’opportunità di estendere la competenza anche alle Agenzie di produzione, in base alle esigenze del bacino di utenza, alle potenzialità tecnologiche e alla disponibilità di risorse umane.

Tutte le iniziative di riorganizzazione e innovazione procedurale dovranno essere oggetto di adeguata informativa a livello locale verso le associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali di categoria e gli ordini professionali.

Ruolo dei dirigenti e raccordo centrale

L’attuazione del nuovo assetto richiede una forte determinazione da parte dei dirigenti di Sede e di Regione, chiamati a seguire con attenzione il processo di integrazione, sia sul piano della qualificazione della risorsa umana, sia sul piano del potenziamento delle dotazioni tecnologiche.

Le strutture interessate dovranno fare riferimento alla Direzione centrale Sistema Qualità, incaricata di svolgere il raccordo con le Direzioni centrali competenti.

Punti principali

Contesto e criticità della fase di transizione

La revisione dell’assetto organizzativo della previdenza agricola nasce dalla complessità introdotta dai nuovi compiti affidati all’INPS dopo la soppressione dell’ex SCAU. In una prima fase la gestione è rimasta fortemente centralizzata e dipendente da strutture ex SCAU, con funzioni periferiche limitate a raccolta e trasmissione di informazioni. La transizione è stata resa più difficile dalla ristrutturazione degli archivi, dalla frammentazione dei sistemi informatici e dall’uso prevalente di procedure cartacee, poco integrate con l’organizzazione ordinaria dell’Istituto.

Evoluzione delle strutture e delle procedure

Il processo di integrazione ha progressivamente portato le strutture ex SCAU a essere inserite, salvo poche eccezioni, nelle Sedi INPS. Per i lavoratori agricoli subordinati (LAS) la gestione corrente è stata mantenuta con le modalità preesistenti, ma con correttivi organizzativi come l’outsourcing della stampa e spedizione dei modelli ACC1 e dei bollettini di conto corrente. Per i CD/CM la riscossione dei contributi è stata gestita tramite le procedure e gli archivi del sistema informativo INPS, con l’avvio della reingegnerizzazione della procedura per unificare riscossione e gestione della posizione assicurativa, sulla base delle nuove norme del D.L. 146/97.

Collocamento in agricoltura e controllo delle posizioni

La riforma del collocamento agricolo, introdotta dal D.L. 326/95 e dalle successive reiterazioni e integrazioni, ha accentrato in capo all’Istituto le funzioni di accertamento dei rapporti di lavoro, riscossione e gestione della posizione assicurativa. Le procedure sono state implementate con la distribuzione e ricezione della modulistica aziendale e con il rilascio dei programmi di acquisizione tramite lettori ottici, consentendo il controllo della congruità delle assunzioni rispetto alla consistenza aziendale e la coerenza con le dichiarazioni trimestrali ACC1.

Estratto conto, rimborsi e formazione

La procedura di consultazione e gestione dell’estratto conto delle aziende agricole ha consentito di avviare la riclassificazione delle partite debitorie e di affrontare il problema dei rimborsi per contribuzione indebita. Considerata l’importanza della leggibilità dei dati contabili e la necessità di diffondere competenze specialistiche nelle strutture periferiche, è stata programmata una specifica iniziativa di formazione, finalizzata a rendere le Sedi pienamente operative, efficienti e più vicine agli operatori e alle associazioni agricole.

Nuovo ruolo delle strutture periferiche

Le innovazioni normative e procedurali consentono di superare definitivamente l’idea di un’ex SCAU come struttura unitaria separata all’interno dell’Istituto. Il nuovo modello attribuisce alle strutture periferiche autonomia operativa e funzionale, collocando la gestione della previdenza agricola nel più ampio rapporto con le aziende, in coerenza con la logica di processo dell’INPS. Il riferimento organizzativo diventa lo sportello polifunzionale, inteso come punto di interfaccia per aziende autonome, aziende con dipendenti e imprese agricole.

Dotazioni tecnologiche e pianificazione

Per realizzare il nuovo assetto è necessario che le strutture siano dotate delle risorse tecnologiche adeguate, in modo da garantire autonomia operativa e piena integrazione nell’organizzazione di Sede. Ciò richiede l’assegnazione di stazioni di lavoro nell’ambito dei piani già definiti o in attuazione. La pianificazione e il controllo delle attività, compresi i nuovi adempimenti e gli indicatori di produzione, saranno aggiornati dalla Direzione centrale competente in coerenza con le ordinarie metodologie di verifica dell’Istituto.

Decentramento territoriale e criteri di attuazione

L’assetto ex SCAU, originariamente articolato solo su uffici provinciali, non è coerente con la struttura decentrata dell’INPS, che comprende anche Sedi zonali e Agenzie di produzione. Si avvia quindi un progressivo decentramento, con priorità al decongestionamento dei carichi di lavoro e alla gestione diretta, da parte delle SAP, delle posizioni riferite a soggetti residenti nel medesimo bacino di competenza. Le prime attribuzioni di competenza agricola devono riguardare le Sedi nei capoluoghi delle nuove Province, mentre le Direzioni regionali devono predisporre piani articolati di decentramento verso tutte le SAP, partendo dalle Sedi più congestionate e da quelle con adeguate professionalità e risorse.

Termini, contenuti delle proposte e informativa esterna

Le Direzioni regionali devono trasmettere, entro e non oltre il 31 gennaio 1998, ipotesi di decentramento che tengano conto di situazioni logistiche, risorse umane e strumentali, tempi di realizzazione e piani di formazione del personale. È inoltre prevista la valutazione dell’estensione della competenza alle Agenzie di produzione in funzione del bacino di utenza, delle potenzialità tecnologiche e delle risorse umane disponibili. Tutte le iniziative di riorganizzazione e innovazione procedurale dovranno essere comunicate a livello locale alle associazioni di categoria, alle organizzazioni sindacali e agli ordini professionali.

Ruolo dei dirigenti e raccordo centrale

La circolare richiama la necessità di un forte impegno dei dirigenti di Sede e di Regione nel processo di integrazione, con particolare attenzione alla qualificazione del personale e al potenziamento delle dotazioni tecnologiche. Le strutture interessate dovranno fare riferimento alla Direzione centrale Sistema Qualità, incaricata di svolgere il raccordo con le Direzioni centrali competenti.

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