Cassazione Penale, Sentenza n. 20403/2026 del 03/06/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore ha impugnato l'ordinanza del G.I.P. che, in sede esecutiva, aveva revocato l'ordine di demolizione nei confronti di Domenico Gallo in conseguenza del rilascio di un permesso di costruire in sanatoria (luglio 2025). Il motivo unico dedotto è che il permesso sarebbe evidentemente illegittimo perché, già dal 1998, l'immobile era stato sottoposto a ingiunzione a demolire notificata il 20 gennaio 1998 e non risultava ottemperata entro i 90 giorni previsti; per effetto di tale inottemperanza l'opera e l'area sarebbero automaticamente passate al patrimonio indisponibile del Comune di Marcianise (art. 31 d.P.R. 380/2001), il che avrebbe privato il privato di ogni potere dispositivo e, quindi, ne avrebbe escluso la legittimazione a ottenere la sanatoria.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Pubblico Ministero, annullando l'ordinanza impugnata e rinviando il procedimento al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per un nuovo giudizio conforme ai principi indicati. La Corte ha ritenuto che il giudice dell'esecuzione non avesse adeguatamente verificato: a) la legittimazione del soggetto che ha chiesto il titolo in sanatoria (in particolare la titolarità dell'immobile, tenuto conto del possibile acquisto gratuito da parte del Comune per mancata ottemperanza all'ingiunzione entro 90 giorni); b) la legittimità sostanziale del permesso in sanatoria (consistenza delle opere, ubicazione, rispetto dei requisiti strutturali e temporali, disciplina applicabile e vincoli paesaggistici). La Corte ha richiamato che la sanatoria ex art. 36 d.P.R. 380/2001 ha efficacia estintiva dei reati urbanistici solo se sussiste la doppia conformità dell'opera (al momento della realizzazione e al momento della domanda) e che in area vincolata l'assenza di autorizzazione paesaggistica inficia la sanatoria; inoltre la sanatoria non può legittimare la violazione di norme antisismiche o di normative su opere in conglomerato cementizio.
Norme richiamate
d.P.R. n. 380 del 2001, art. 31
L'ingiustificata inottemperanza all'ordine di demolizione entro 90 giorni determina l'automatica acquisizione gratuita dell'opera e dell'area al patrimonio comunale; il privato, privo della disponibilità giuridica, non è legittimato a chiederne il dissequestro o la restituzione.
d.P.R. n. 380 del 2001, art. 36
La sanatoria (permesso di costruire in sanatoria) ha efficacia estintiva dei reati urbanistici solo se ricorre la doppia conformità delle opere alla normativa urbanistica vigente sia al momento della realizzazione sia al momento della domanda; non è ammessa una "sanatoria giurisprudenziale" che legittimi opere divenute successivamente conformi.
d.P.R. n. 380 del 2001, art. 44
La sanatoria ex art. 36 può estinguere i reati contravvenzionali previsti dalle norme urbanistiche indicate in questo articolo, purché siano rispettate le condizioni di legge per la sanabilità.
legge n. 47 del 1985, art. 7
Citata nel motivo di ricorso come riferimento normativo collegato alla disciplina delle costruzioni in sanatoria; la Corte ha tenuto conto della normativa vigente in materia di abuso edilizio e sanatoria nel valutare i requisiti di legittimità del permesso.
Massime di principio
- Il giudice dell'esecuzione deve sempre verificare la legittimità del permesso in sanatoria prima di revocare un ordine di demolizione: controllare titolarità dell'immobile, tempestività della domanda, requisiti strutturali e temporali e conformità rispetto agli strumenti urbanistici e ai vincoli.
- Se l'ingiunzione a demolire non è stata ottemperata entro 90 giorni, ai sensi dell'art. 31 d.P.R. 380/2001 l'opera e l'area possono essere divenute patrimonio comunale, con conseguente perdita di legittimazione del privato a richiedere sanatoria o dissequestro.
- La sanatoria ex art. 36 d.P.R. 380/2001 produce effetti estintivi solo se l'opera è conforme sia al momento della costruzione sia al momento della domanda; non è sufficiente una 'sanatoria giurisprudenziale' o un rilascio che non consideri vincoli paesaggistici o autorizzazioni obbligatorie.
- Il rilascio di un permesso in sanatoria non salva automaticamente profili di illegittimità non urbanistici: in particolare il mancato rispetto della normativa antisismica o di norme tecniche (es. conglomerati cementizi) può impedire la revoca dell'ordine di demolizione per ragioni di pubblica sicurezza.
- Quando la documentazione processuale non consente di accertare elementi essenziali (titolarità, consistenza delle opere, vincoli applicabili), il giudice dell'esecuzione non può limitarsi a dichiarare genericamente la correttezza della sanatoria, ma deve rinviare ad accertamenti di merito o disporre istruttoria adeguata.
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