Cassazione Civile, Sentenza n. 30522/2021 del 28/10/2021
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della sentenza d'appello che aveva confermato la conversione a tempo indeterminato del rapporto di lavoro a termine instaurato con Danton, collaboratore/esperto linguistico; l'Università contestava le conseguenze della dichiarata nullità del termine invocando la disciplina speciale prevista dall'art. 4 del D.L. n. 120/1995 (conv. L. n. 236/1995) e la non applicabilità della conversione alla luce della natura e del regime dei contratti in parola
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il terzo motivo, ha accolto i primi due motivi di ricorso e ha cassato la sentenza impugnata nella parte in cui aveva disposto la conversione del rapporto a tempo indeterminato. Decidendo nel merito, ha rigettato la domanda di conversione del rapporto a tempo indeterminato e ha confermato la statuizione risarcitoria (indennità ex art. 32, comma 5, L. n. 183/2010) pronunciata in precedenza; le spese processuali sono compensate
Norme richiamate
art. 4 D.L. 21 aprile 1995, n. 120 (conv. L. 21 giugno 1995, n. 236)
Norma speciale che disciplina i rapporti con collaboratori/esperti linguistici delle Università; secondo la giurisprudenza richiamata e seguita, tale disciplina legittima l'uso di contratti a termine senza comportare automaticamente la conversione in rapporto a tempo indeterminato
art. 36 D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165
Prevede limiti e divieti relativi all'uso dei contratti a termine nelle pubbliche amministrazioni; pur essendo norma generale per i datori pubblici, la Corte ha richiamato l'orientamento che, in presenza della regola speciale dell'art. 4 del D.L. 120/1995, la conversione non opera automaticamente per gli esperti linguistici
art. 32 L. 10 dicembre 2010, n. 183
Fonte della tutela risarcitoria per il lavoratore vittima di illiceità nella stipulazione o rinnovo di contratti a termine; la Corte conferma l'applicabilità dell'indennità come "danno presunto" anche quando la conversione venga esclusa per legge
art. 97 Cost.
Principio costituzionale dell'imparzialità e buon andamento dell'amministrazione che giustifica, in generale, la disciplina dei reclutamenti pubblici e l'esigenza di tenere conto di vincoli di bilancio e selezione; è parametro ermeneutico per valutare l'applicabilità o gli effetti delle norme speciali
art. 2 L. 18 aprile 1962, n. 230 e art. 5 D.Lgs. 6 settembre 2001, n. 368
art. 2 L. 230/1962; art. 5 D.Lgs. 368/2001
Richiamate in giurisprudenza come riferimenti normativi sull'inefficacia della conversione automatica in presenza di speciali discipline contrattuali; utilizzate nella ricostruzione comparativa dei rimedi
Massime di principio
- Nei rapporti di lavoro degli "esperti linguistici" regolati dall'art. 4 del D.L. 120/1995 le Uuniversità possono legittimamente utilizzare contratti a termine senza che ciò comporti automaticamente la conversione in rapporto a tempo indeterminato
- La qualificazione privatistica del singolo contratto non è di per sé decisiva: conta la natura pubblica dell'ente datore di lavoro e il quadro normativo speciale che lo disciplina; la giurisprudenza può riconoscere efficacia alle regole speciali che escludono la conversione
- Anche quando la conversione viene esclusa, il lavoratore può ottenere una tutela risarcitoria (art. 32, comma 5, L. n. 183/2010) quale "danno presunto" per la perdita di una migliore opportunità lavorativa
- Il giudice deve verificare se sulla nullità del termine si sia formato giudicato interno: questioni già decise e non impugnate non possono essere riesaminate in sede d'appello o di cassazione
- In casi simili valutare sempre: (a) se esiste una norma speciale che disciplina il rapporto; (b) la natura dell'ente datore di lavoro (pubblico non economico vs. privato); (c) il rispetto dei principi di pubblicità e selezione e dei vincoli di bilancio, che possono giustificare limitazioni o specialità nella disciplina dei contratti a termine
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