Salta al contenuto
Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 1268/2023 del 17/01/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Controversia di regolamento di confini: la ricorrente chiedeva che la linea di confine tra i fondi fosse accertata nella posizione della recinzione da lei apposta e, per effetto, la declaratoria di proprietà/usucapione dell'area interna alla recinzione. In primo grado la domanda fu accolta; in appello i convenuti chiesero per la prima volta l'accertamento del confine sulla base delle mappe catastali e l'ordine di rilascio dell'area, ottenendo l'annullamento della decisione di primo grado e l'ordine di rimozione della recinzione e restituzione del terreno. La ricorrente ricorse in Cassazione contestando (i) l'ultrapetizione per avere la Corte d'appello disposto un ordine di rilascio non chiesto in primo grado e (ii) la errata valutazione delle prove perché la Corte d'appello non ha acquisito né valutato la relazione di CTU presente nel fascicolo di primo grado, relazione che avrebbe potuto confermare la coincidenza del confine con la recinzione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il secondo motivo: la Corte d'appello ha effettuato la valutazione probatoria prescindendo dalla relazione della CTU, senza acquisire il fascicolo d'ufficio di primo grado né ordinarne la ricostruzione, benché la relazione peritale contenesse elementi decisivi ai fini della determinazione del confine. Perciò la Cassazione ha accolto il ricorso (secondo motivo), dichiarato assorbito il primo motivo, cassato la sentenza impugnata e rinviato la causa alla Corte di appello di L'Aquila in diversa composizione, regolando anche le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 115 c.p.c.

    Invocato come principio che impone al giudice di considerare ogni elemento probatorio disponibile (in particolare la relazione di CTU) ai fini della valutazione complessiva della prova; la Corte ha ritenuto che la mancata acquisizione/valutazione della CTU abbia viziato la decisione di merito.

  • art. 950 c.c.

    Norma sul regolamento dei confini: citata nella discussione circa i criteri da usare (accertamento reale della linea di confine e uso, con criterio sussidiario delle mappe catastali); la Corte ha richiamato che le mappe sono criterio residuale quando le risultanze processuali, soprattutto peritali, consentono ricostruzione reale.

  • art. 2697 c.c.

    Principio sulla distribuzione dell'onere della prova: richiamato nella valutazione delle prove presentate dalla ricorrente e nella valutazione della sufficienza probatoria complessiva.

  • art. 360, comma 1, c.p.c.

    Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione: il ricorso è stato formulato con riferimento a questa disposizione (nni. 3,4,5) per vizio di motivazione e violazione di norme processuali.

  • art. 99, 112 e 345 c.p.c.

    Richiamati dalla ricorrente con riferimento alla doglianza di ultrapetizione e alla presunta inammissibilità di domande introdotte per la prima volta in appello; la Corte ha però assorbito tale motivo dopo aver accolto la censura sulla mancata acquisizione della CTU.

  • art. 380-bis c.p.c.

    Richiamata in relazione all'adunanza camerale che ha disposto la trattazione in udienza pubblica del ricorso.

  • art. 378 c.p.c.

    Citata nell'istruttoria processuale per il deposito di memoria da parte della difesa della ricorrente prima dell'udienza di trattazione.

Massime di principio

  • Se in appello esiste una relazione di CTU prodotta in primo grado, la Corte d'appello deve acquisire e valutare tale fascicolo d'ufficio o, se non reperibile, ordinarne la ricostruzione: la mancata acquisizione può costituire vizio decisorio.
  • Le mappe catastali hanno valore sussidiario nella determinazione dei confini: possono essere utilizzate solo quando le risultanze istruttorie non consentono una ricostruzione certa della linea reale di confine.
  • Non è ammesso che la parte introduca in appello domande nuove (come l'ordine di rilascio di area) che non sono state formulate in primo grado; la Corte d'appello non può pronunciarsi su domande non proposte nella prima istanza (rischio di ultrapetizione/decisività illegittima).
  • Il giudice d'appello non può basare la decisione su una valutazione 'prescindente' da prove peritali decisive: l'art. 115 c.p.c. richiede la considerazione complessiva e razionale di tutte le emergenze probatorie rilevanti.
  • La parte che allega fatti decisivi (es. possesso ventennale/usucapione, coincidenza del confine con una recinzione) deve indicare e prodotto elementi specifici e univoci; tuttavia, se esiste una CTU favorevole, questa può ribaltare l'apprezzamento probabilistico delle dichiarazioni testimoniali.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.