Cassazione Penale, Sentenza n. 16372/2025 del 30/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il Ministero impugna l'ordinanza che aveva riconosciuto a Filippone la riparazione per ingiusta detenzione, denunciando un vizio di motivazione per omissione: la Corte della riparazione non avrebbe valutato le presunte dichiarazioni mendaci rese da Filippone nell'interrogatorio di garanzia (in particolare circa il colore del motociclo di sua proprietà e il luogo in cui si trovava al momento della rapina), che secondo il ricorrente avrebbero rilevanza sulla legittimità della custodia cautelare.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il Ministero non avesse adeguatamente contestato la motivazione della Corte di appello né prodotto gli atti dai quali desumerebbero le discrepanze riferite; inoltre il Collegio ha richiamato le ragioni che avevano portato all'assoluzione (giudizio abbreviato: scarto temporale tra dichiarazioni della persona offesa e fotogrammi di videosorveglianza, targa parziale che consegna due possibili sequenze non compatibili con il veicolo di Filippone, travisamento del rapinatore e discrepanza anagrafica). Per l'inammissibilità è stata disposta la condanna del Ministero al pagamento delle spese processuali, di una sanzione pecuniaria di euro 3.000 alla Cassa delle ammende e al rimborso delle spese di giudizio a favore di Filippone (euro 3.000 più accessori), da distrarre a favore del difensore.
Norme richiamate
art. 173, comma 1, disposizioni attuative cod. proc. pen.
Norma richiamata come fondamento del ricorso per cassazione avverso l'ordinanza sulla riparazione; utilizzata dal Ministero per proporre il motivo di doglianza.
art. 309 cod. proc. pen.
Richiamato nel testo come norma relativa alle indagini e alle ordinarie determinazioni del Tribunale (la memoria del Ministero faceva riferimento a un'ordinanza del Tribunale ex art. 309, non allegata). La Corte ha ritenuto che, non essendo prodotta, tale allegazione fosse insufficiente.
Corte costituzionale, sentenza n. 186/2000
Richiamata in relazione al principio che la sanzione per inammissibilità può essere applicata salvo che l'inammissibilità sia priva di colpa; la Corte di cassazione ha ritenuto sussistente la responsabilità per l'inammissibilità e ha inflitto la sanzione.
Massime di principio
- In ricorso per cassazione per vizio di motivazione è necessario confrontarsi espressamente con la motivazione della decisione impugnata: l'assenza di un confronto specifico può determinare l'inammissibilità.
- Il principio di autosufficienza del ricorso impone di allegare e produrre gli atti e le prove dai quali si desumono le contestazioni; riferimenti generici a provvedimenti non prodotti non sono sufficienti.
- Contraddizioni nelle dichiarazioni dell'imputato (es. colore del mezzo, luogo) sono rilevanti solo se provate e se sono effettivamente pertinenti alla legittimità della custodia cautelare; la mera affermazione della mendacità senza documentazione non basta.
- La Corte valuta nel complesso le risultanze (fotogrammi, targa parziale, testimonianza della persona offesa, età apparente) e può ritenere non sussistente il nesso probatorio che giustificava la misura cautelare, con conseguente riconoscimento della riparazione.
- Se il ricorrente non osserva gli obblighi formali e sostanziali del ricorso di legittimità porta al rigetto o all'inammissibilità e può comportare condanne per spese e sanzioni pecuniarie.
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