Cassazione Civile, Sentenza n. 16434/2020 del 30/07/2020
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La Regione chiedeva l'attribuzione della proprietà del complesso immobiliare "Ex Hotel Lanterna" ai sensi dell'art. 6 dello Statuto di autonomia (trasferimento dei beni immobili patrimoniali dello Stato situati nella Regione). Il Ministero ha opposto che l'immobile era parte della Riserva Fondo lire UNRRA soggetta a vincolo di destinazione ad attività di assistenza e riabilitazione, e che pertanto non poteva essere trasferito. In primo grado il Tribunale di Torino aveva accolto la Regione; la Corte d'appello ha riformato ritenendo il vincolo di destinazione ostativo al trasferimento; la Regione ha quindi proposto ricorso per cassazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Regione. Ha confermato che l'immobile faceva parte della Riserva Fondo lire UNRRA assoggettata a un regime speciale e a un vincolo di destinazione finalizzato all'assistenza e alla riabilitazione, sottraendolo alla disciplina generale dei beni patrimoniali dello Stato e, di conseguenza, all'automatismo invocato dall'art. 6 dello Statuto regionale. La Corte ha inoltre affermato che l'art. 6 non opera automaticamente in presenza di vincoli internazionali o di gestione speciale del patrimonio statale e che l'attuazione delle norme statutarie avviene secondo il modello collaborativo. Ricorso rigettato, spese compensate; riconosciuta la sussistenza dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato ai sensi dell'art. 13, comma 1‑quater, del d.P.R. n. 115/2002.
Norme richiamate
Statuto di autonomia della Regione Valle d'Aosta
«I beni immobili patrimoniali dello Stato, situati nella Regione, sono trasferiti al patrimonio della Regione»
La Corte ha ritenuto che l'art. 6 non opera automaticamente quando i beni sono soggetti a vincoli di destinazione derivanti da obblighi internazionali o da gestioni patrimoniali speciali; l'attuazione richiede il procedimento collaborativo previsto dallo Statuto e non può prevalere sugli obblighi internazionali
Statuto di autonomia della Regione Valle d'Aosta, art. 5
Riguarda il trasferimento dei beni del demanio statale; la giurisprudenza distingue gli effetti su beni demaniali rispetto ai beni patrimoniali e considera rilevante se il bene esisteva al momento dell'entrata in vigore dello Statuto
Accordo internazionale 8 marzo 1945 (istituzione Fondo lire UNRRA) e accordi successivi
Hanno istituito la Riserva Fondo lire UNRRA imponendo una specifica destinazione (assistenza e riabilitazione) e un regime speciale per il patrimonio del Fondo, che vincola l'uso e la gestione degli immobili e limita la loro disponibilità per trasferimenti patrimoniali ordinari
Accordo 12 novembre 1947 "sull'uso del Fondo lire"
Conferma la destinazione e la gestione vincolata del patrimonio della Riserva, contribuendo a escludere tali beni dalla disciplina ordinaria di trasferimento ai sensi dello Statuto
d.P.C.m. n. 1363 del 1982
Ha disposto il piano di riparto di alcuni beni del Fondo tra Stato e Regioni ordinarie limitatamente ai beni strumentali alle attività assistenziali già trasferite; non dimostra che tutti i beni del Fondo siano stati sottratti alla destinazione originaria né che il vincolo sia venuto meno per i beni rimasti nella gestione del Ministero dell'interno
d.P.C.m. n. 755 del 1994
Ha disciplinato le modalità per il perseguimento dei fini della Riserva e i criteri di gestione del patrimonio, ribadendo la destinazione assistenziale e la responsabilità della Direzione generale dei servizi civili, coerente con la tesi che il patrimonio è soggetto a regime speciale
Decreto del Ministero dell'interno 21 aprile 2004
Ha indicato programmi e obiettivi di utilizzo delle risorse della Riserva, tra cui l'alienazione di immobili fatiscenti con destinazione dei proventi ai fini della Riserva; dimostra che l'utilizzazione degli immobili resta vincolata alla finalità della Riserva
Legge n. 559 del 1993
Ha disposto la soppressione delle gestioni fuori bilancio e stabilito la necessità di un decreto del Presidente del Consiglio per le modalità di perseguimento dei fini della Riserva, rafforzando la disciplina speciale della gestione patrimoniale
Legge n. 1340 del 1962 e d.P.R. n. 617 del 1977
Norme che hanno ricollocato le funzioni relative alla gestione dell'assistenza e della Riserva nell'ambito del Ministero dell'interno, attestando la permanenza di una gestione statale centralizzata del patrimonio della Riserva
Corte costituzionale, sentenze n. 120/2010 e n. 102/2010
La Corte costituzionale ha precedentemente affrontato profili relativi alla controversia sulla spettanza dei beni e ha ritenuto alcune questioni non configurabili come conflitto di attribuzione; le pronunce sono richiamate per circoscrivere l'ambito di operatività dello Statuto e la natura della controversia (vindicatio rei)
Corte costituzionale, sentenza n. 383/1991
Pronuncia relativa a un caso differente su beni demaniali; la Cassazione ha chiarito che quella decisione riguarda beni del demanio esistenti all'entrata in vigore dello Statuto e non è direttamente applicabile al caso di beni acquisiti successivamente e facenti parte del Fondo UNRRA
Codice civile, art. 2932
Richiamato come possibile strada (pronuncia costitutiva) in via subordinata, ma non decisivo rispetto alla questione principale del vincolo di destinazione
Costituzione italiana, art. 111, sesto comma
Richiamato in relazione al motivo di nullità per motivazione apparente; la Corte ha ritenuto la motivazione adeguata nel rigettare il ricorso
d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater
Applicato in ordine alla sussistenza dei presupposti per il versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato (raddoppio) in favore della pubblica amministrazione resistente
Massime di principio
- Un "vincolo di destinazione" derivante da obblighi internazionali o da gestioni patrimoniali speciali (es. Fondo UNRRA) può escludere la disponibilità dell'immobile e impedirne il trasferimento automatico alle Regioni anche se lo Statuto regionale prevede il trasferimento dei beni patrimoniali dello Stato.
- L'art. 6 dello Statuto regionale non opera in modo assoluto e automatico quando i beni sono soggetti a regime speciale o a obblighi internazionali: occorre verificare la natura giuridica del bene, la sua appartenenza alla gestione speciale e gli obblighi derivanti da atti internazionali e norme di attuazione.
- La presenza di provvedimenti amministrativi (d.P.C.m., decreti ministeriali, piani di riparto) e di norme che regolano la gestione di un patrimonio vincolato è rilevante per valutare la disponibilità del bene e può giustificare la permanenza del bene nella gestione statale.
- Per controversie sulla titolarità di beni soggetti a vincoli, l'azione davanti al giudice ordinario può avere natura di vindicatio rei (accertamento di proprietà); tuttavia le questioni che coinvolgono obblighi internazionali e attuazione statutaria richiedono attenzione al principio di leale collaborazione tra Stato e Regione e, se del caso, l'intervento delle procedure previste dallo Statuto per l'attuazione.
- Nel valutare trasferimenti a Regioni speciali occorre distinguere tra beni del demanio (art. 5) e beni patrimoniali (art. 6) e considerare il momento di formazione del diritto: beni acquisiti dopo l'entrata in vigore dello Statuto possono non rientrare automaticamente nel patrimonio regionale.
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