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Sentenza

Sentenza del 21/01/2019 n. 259 - Comm. Trib. Reg. per la Sicilia

Agevolazione - incentivo esodo per cessione del rapporto di lavoro - rimborso ex art 38 DPR 602/1973 - decorrenza termine rimborso

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguardava la richiesta di rimborso, ai sensi dell’art. 38 del D.P.R. n. 602/1973, dell’imposta applicata all’incentivo all’esodo conseguente alla cessazione del rapporto di lavoro. L’Amministrazione aveva contestato la tempestività della domanda, sostenendo che il termine decadenziale di quarantotto mesi dovesse decorrere dalla data del versamento dell’imposta. La tesi accolta è invece che tale termine non possa iniziare prima del momento in cui il diritto al rimborso è concretamente esercitabile, ossia dalla modifica normativa introdotta dal D.L. n. 223/2006, oppure, in subordine, dalla pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione europea nella causa C-207/2004, che aveva fatto emergere l’illegittimità della disciplina rispetto ai principi comunitari.

La decisione

La decisione ha escluso che il termine di quarantotto mesi decorresse necessariamente dalla data originaria del versamento. Il dies a quo deve essere individuato nel momento in cui il contribuente ha potuto far valere il diritto al rimborso: in via principale, dalla data di entrata in vigore del D.L. n. 223/2006, che ha adeguato la disciplina ai principi comunitari, oppure, in subordine, dalla data della sentenza della Corte di Giustizia UE C-207/2004. La soluzione è quindi favorevole al contribuente, perché consente di considerare tempestiva la domanda presentata entro quarantotto mesi da tali eventi.

Norme richiamate

  • Art. 38 del D.P.R. n. 602/1973

    Il termine di decadenza di quarantotto mesi dalla data del versamento dell’imposta

    Il termine per chiedere il rimborso non può decorrere da una data anteriore a quella in cui il diritto può essere concretamente esercitato. Pertanto, quando l’illegittimità del prelievo emerge successivamente per effetto di una modifica normativa o di una pronuncia europea, il termine decorre da tale momento e non necessariamente dal versamento originario.

  • Decreto-legge n. 223/2006

    La normativa ha adeguato la disciplina dell’incentivo all’esodo ai principi comunitari, costituendo il possibile dies a quo per il termine di quarantotto mesi previsto per la richiesta di rimborso.

  • Sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea, causa C-207/2004

    La pronuncia ha accertato l’illegittimità comunitaria della disciplina, rendendo conoscibile e concretamente esercitabile il diritto al rimborso. In subordine, tale sentenza può individuare il momento iniziale del termine decadenziale.

Massime di principio

  • I termini di decadenza per chiedere un rimborso non dovrebbero decorrere prima che il diritto sia concretamente esercitabile e conoscibile dal titolare.
  • Quando una norma fiscale viene modificata per adeguarsi al diritto dell’Unione europea o viene dichiarata incompatibile con esso, il termine per il rimborso può essere collegato alla modifica normativa o alla pronuncia che accerta l’illegittimità, anziché al versamento originario.
  • Per valutare la tempestività di una domanda di rimborso occorre individuare il momento in cui è sorto o è diventato azionabile il diritto, verificando la normativa vigente, le sentenze rilevanti e la data effettiva di presentazione dell’istanza.
  • L’interpretazione è favorevole al contribuente, ma la decorrenza concreta deve essere verificata sulla base degli atti del caso, della data di entrata in vigore della norma e dell’eventuale termine stabilito dalla disciplina applicabile.

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