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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 14470/2023 del 24/05/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ambiente Verde srl, appaltatrice della manutenzione del verde, aveva emesso tre fatture per lavori fuori contratto e per adeguamento canone per complessivi €46.527,05. Il Comune rifiutò il pagamento; la società ottenne un decreto ingiuntivo che il Comune oppose chiamando in causa il sindaco Lettere. Il CTU quantificò i crediti in €5.396,24; il Tribunale riconobbe tale somma a favore della società e dichiarò il difetto di legittimazione passiva del sindaco. In appello il Comune chiese che la somma fosse addebitata al sindaco ex art. 191 TUEL (per aver disposto lavori senza copertura finanziaria) e la Corte d'Appello ritenne il sindaco personalmente obbligato al pagamento di €5.396,24. Il sindaco ha proposto ricorso per cassazione con quattro motivi: (i-ii) violazione/art.112 c.p.c. e omesso esame circa la ripartizione della somma (parte riferita ad adeguamento canone e non a ordini del sindaco) e al fatto che parte dei lavori era già stata riconosciuta/pagata dal Comune; (iii) violazione artt. 191 e 194 TUEL, sostenendo che mancavano i presupposti per la responsabilità personale; (iv) art.191 TUEL non applicabile al sindaco perché organo di indirizzo politico. La Corte di Cassazione ha ritenuto i primi due motivi inammissibili perché il ricorrente non ha dimostrato di aver posto quelle specifiche questioni nel giudizio di merito (principio di autosufficienza del ricorso per cassazione e divieto di novità). Il terzo motivo è inammissibile perché equivale a riesame del fatto: i giudici di merito, dopo istruttoria, hanno accertato che l'ordine dei lavori era venuto dal sindaco e che non risultava rituale riconoscimento dell'utilità da parte del Comune. Il quarto motivo è infondato: l'art. 191 TUEL si applica a chiunque abbia agito come amministratore finanziario e abbia impegnato l'ente in spesa non coperta; se il sindaco ha agito in tale veste è personalmente obbligato.

La decisione

Il ricorso del sindaco è stato respinto. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità personale del sindaco per la somma quantificata dal CTU e riconosciuta nei precedenti gradi (€5.396,24) come da sentenza della Corte d'Appello. Il ricorrente è stato inoltre condannato al pagamento delle spese di giudizio: €3.000,00 oltre €200,00 di esborsi e spese generali di legge. La Corte ha altresì rilevato l'applicabilità dell'art.13 comma 1 quater del d.P.R. n.115/2002 (come modificato dalla L. n.228/2012) in relazione agli oneri processuali.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.c.

    Richiamata in relazione alla censura per omesso esame: la Corte ricorda che in Cassazione non possono essere introdotte questioni non dedotte nel merito e che il ricorrente deve indicare l'atto del giudizio precedente in cui la questione è stata posta

  • art. 191 TUEL (l. n. 267/2000)

    articolo 191 , 4 ^ comma, TUEL

    Stabilisce la responsabilità personale dell'organo che ha disposto impegni di spesa non coperti finanziariamente: si applica a chiunque abbia agito nella veste di amministratore finanziario impegnando l'ente

  • art. 194 TUEL

    Richiamata insieme all'art.191 nel quadro delle responsabilità per impegni di spesa; la censura che ne muta la ricostruzione fattuale è stata ritenuta inammissibile

  • art. 13 comma 1 quater d.P.R. n.115/2002 (inserito dall'art.1 comma 17 L. n.228/2012)

    Ai sensi dell’art. 13 comma 1 quater del d.P.R. n. 115 del 2002, inserito dall’art. 1, comma 17 della l. n. 228 del 2012

    Norma richiamata in relazione agli oneri processuali e al contributo dovuto; la Corte ha dato atto dei presupposti per il relativo versamento

Massime di principio

  • L'art. 191 TUEL può far sorgere responsabilità personale dell'organo comunale (anche del sindaco) quando quest'ultimo, pur essendo tipicamente organo di indirizzo, abbia agito nella veste di amministratore finanziario impegnando l'ente in spesa non previamente deliberata o finanziariamente coperta.
  • Per far valere criticità processuali o questioni di diritto in Cassazione è necessario averle dedotte nel giudizio di merito e indicare nel ricorso per cassazione l'atto specifico in cui la questione è stata sollevata, altrimenti la censura è inammissibile per 'novità'.
  • Le decisioni di merito che poggiano su accertamenti di fatto (es. chi ha dato l'ordine dei lavori) vincolano la Corte di Cassazione; la Corte può sindacare tali accertamenti solo se emerge errore di diritto o vizi procedurali, non per semplice diversa ricostruzione dei fatti.
  • Il riconoscimento dell'utilità o il pagamento (anche parziale) da parte dell'ente possono incidere sulla responsabilità personale ex art.191: se l'ente ha validamente riconosciuto l'utilità e assunto la spesa, può venir meno il presupposto della responsabilità del singolo. Tuttavia tale riconoscimento deve emergere chiaramente dagli atti.
  • Quando una parte contesta la natura della somma (es. adeguamento canone vs lavori su ordine dell'organo), è necessario chiarire e dimostrare in quali atti ciò è stato sollevato e come si raccorda con le risultanze del CTU; altrimenti la Cassazione non ammette il riesame.
  • Nel valutare la sussistenza della responsabilità personale per spese non coperte, occorre distinguere tra l'origine del credito (ordine dell'organo) e la natura contrattuale o interpretativa del rapporto (es. adeguamento di canone), perché solo la prima può legittimare l'applicazione dell'art.191.

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