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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8774/2024 del 28/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Tivoli del 17/05/2023 che aveva dichiarato l'inefficacia della revoca della sospensione dell'ordine di esecuzione per la carcerazione e aveva ordinato la liberazione del condannato. Il Procuratore censura la decisione del giudice dell'esecuzione, sostenendo che le ricerche svolte ai fini della dichiarazione di irreperibilità erano effettive e che la mancata utilizzazione di un numero di telefonia mobile annotato nel sistema SDI (datante però da 10-12 anni) non è di per sé prova di incompletezza delle ricerche. La questione centrale è se le ricerche siano state "effettive" ai sensi dell'art. 159 c.p.p. e se il decreto di irreperibilità sia quindi legittimo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando l'ordinanza impugnata e rinviando il procedimento al Tribunale di Tivoli per un nuovo giudizio. La Corte ha ritenuto che il giudice dell'esecuzione, nel dichiarare l'inefficacia del provvedimento del PM, non abbia motivato adeguatamente circa la concreta operatività e idoneità del numero di utenza mobile in possesso dell'Autorità a consentire il contatto del condannato. Poiché il principio giurisprudenziale dell'effettività delle ricerche richiede un'istruttoria e una motivazione che attestino l'effettivo impiego, o l'impossibilità di impiego, delle informazioni disponibili (compresi i numeri mobili), l'ordinanza deve essere annullata e il Tribunale rimandato a riesaminare la questione attenendosi a tale principio.

Norme richiamate

  • art. 159 cod. proc. pen.

    Indica i luoghi prioritari dove svolgere le ricerche del destinatario dell'atto, ma non in termini esclusivi; è interpretato in chiave di "effettività" delle ricerche, obbligando l'autorità a utilizzare, nei modi più efficaci, le informazioni disponibili (anche utenze mobili) salvo che non siano inutilizzabili.

  • art. 656 cod. proc. pen., comma 5

    Regola la sospensione dell'ordine di esecuzione per la carcerazione e le connesse misure; nella vicenda la norma è stata riferita rispetto alla procedura di sospensione/sospensione revoca e alla necessità che la revoca sia fondata su un decreto di irreperibilità legittimo, ossia su ricerche effettive.

  • Giurisprudenza di legittimità (Sez. 5, n. 34993/2020; Sez. 2, n. 37781/2021)

    Ha stabilito che è illegittimo il decreto di irreperibilità se le ricerche non hanno utilizzato il numero di utenza mobile in possesso dell'autorità, configurando una negligente omissione e incompletezza dell'attività di ricerca; conferma il principio dell'effettività delle ricerche senza formalismi e con uso delle informazioni disponibili.

Massime di principio

  • Per dichiarare l'irreperibilità di un condannato le ricerche devono essere "effettive": è necessario impiegare, se disponibili, tutti i mezzi e le informazioni idonee al rintraccio, comprese le utenze di telefonia mobile.
  • La semplice annotazione di un numero in banche dati non esonera l'autorità dall'accertarne l'operatività: va documentato se e come si è tentato il contatto o perché il tentativo sarebbe risultato inutile.
  • Un decreto di irreperibilità basato su ricerche incomplete può essere dichiarato nullo e, se tale decreto ha prodotto la revoca della sospensione dell'ordine di esecuzione, può rendere inefficace il ripristino dell'ordine stesso.
  • Il giudice che valuta un incidente di esecuzione deve motivare specificamente sulla concreta operatività delle informazioni (es. numeri di telefono) utilizzate o non utilizzate nelle ricerche; l'assenza di tale motivazione determina un vizio di motivazione.
  • In casi analoghi la parte pubblica (Procura) dovrebbe documentare con chiarezza le attività di ricerca svolte (luoghi consultati, tentativi di contatto telefonico, esiti delle verifiche sulla operatività dei numeri) per prevenire l'annullamento del provvedimento.
  • La valutazione della completezza delle ricerche deve essere pragmatica e funzionale al principio costituzionale degli interessi tutelati, evitando formalismi ma assicurando effettività e tracciabilità degli atti compiuti.

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