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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 02426/2026 del 21/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Denuncia di conflitto positivo di competenza presentata il 16/6/2025 dai difensori di Marco Bonanno nel procedimento a suo carico, per presunta litispendenza tra i delitti di indebita compensazione fiscale contestati nei capi b) e c) davanti al Tribunale di Novara e i delitti contestati nei capi 6a) e 8a) di altro procedimento pendente davanti al Gip di Modena (dove le accuse erano mosse in concorso con altri imputati: Dorio e Carotenuto). Il Gup di Novara, richiamando gli artt. 30, comma 2 e 31 c.p.p., ha trasmesso gli atti a questa Corte ritenendo la trasmissione un atto dovuto, pur segnalando che al momento il Gip di Modena non aveva ancora deciso sull'eccezione di incompetenza; nel procedimento modenese erano inoltre pendenti eccezioni di incompetenza territoriale e un patteggiamento intervenuto per altro imputato.

La decisione

La Corte ha rilevato che la stessa questione era già stata decisa in un precedente procedimento (n. 25914/2025) con sentenza depositata il 3/12/2025, che aveva dichiarato l'insussistenza del conflitto. Essendo il presente procedimento un duplicato della decisione già resa, la Corte ha dichiarato il non luogo a provvedere e ha escluso ogni ulteriore potestas iudicandi in questa sede. In sostanza la posizione che non sussiste conflitto di competenza è risultata già accertata e il nuovo fascicolo è stato chiuso senza ulteriori decisioni sul merito.

Norme richiamate

  • art. 30, comma 2 c.p.p.

    La norma è stata interpretata nel senso che, quando è proposta una denuncia di conflitto di competenza, il giudice procedente può ritenere obbligatoria la trasmissione degli atti alla Corte (atto dovuto) e quindi attivare il rito di devoluzione alla Corte di legittimità

  • art. 31 c.p.p.

    La Corte è stata richiamata per il principio che la decisione sul conflitto di competenza spetta in via esclusiva al giudice di legittimità; pertanto la valutazione definitiva sulla sussistenza o meno del conflitto è devoluta alla Corte

Massime di principio

  • La trasmissione degli atti alla Corte di legittimità è "atto dovuto" quando è proposta una denuncia di conflitto di competenza: il giudice procedente deve procedere alla devoluzione anche se l'altro giudice non ha ancora deciso sull'eccezione.
  • Se la stessa questione di conflitto è già stata decisa da questa Corte in procedimento precedente, il nuovo fascicolo è dichiarato duplicato e si pronuncia il non luogo a provvedere: la decisione precedente esclude la riapertura della stessa materia.
  • L'accertamento dell'insussistenza del conflitto da parte della Corte comporta, di fatto, il rifiuto della denuncia di conflitto e mantiene la competenza del giudice che originariamente procede.
  • Eccezioni di incompetenza territoriale o patteggiamenti intervenuti in un procedimento parallelo possono influire sulle valutazioni e sugli sviluppi processuali, ma non impediscono la devoluzione alla Corte una volta proposta la denuncia di conflitto.
  • Le parti (imputati o difensori) possono depositare memorie e chiedere acquisizioni di atti nei giudizi confliggenti; tuttavia la decisione finale sulla conflittualità di competenza rimane riservata al giudice di legittimità.
  • Prima di proporre un nuovo procedimento per lo stesso conflitto è opportuno verificare l'esistenza di eventuali decisioni anteriori della Corte per evitare duplicazioni e il non luogo a provvedere.

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