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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 05122/2026 del 09/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza della Corte d'appello di Palermo che ha rigettato la richiesta di revoca della misura cautelare e ha disposto la sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari nell'ambito di una procedura di estradizione richiesta dall'autorità giudiziaria messicana per reati di frode. Il difensore ha proposto tre motivi: (1) travisamento/erronea qualificazione giuridica di atti messicani (ricorso di "amparo" qualificato come remissione di querela), con conseguente perdita del titolo cautelare; (2) violazione delle norme sulla valutazione del pericolo di fuga (artt. 274 e 275 c.p.p. e art. 714, comma 2 c.p.p.), per mancata valutazione individualizzata e per violazione dei principi di proporzionalità e adeguatezza (ricorrente cittadino europeo, stabile residenza a Barcellona, buon comportamento e rispetto di precedenti obblighi); (3) illegittima protrazione dell'arresto provvisorio in violazione del Trattato di estradizione Italia-Messico e della normativa di ratifica (sostegno che l'arresto provvisorio è eccezionale e che la misura non può essere prolungata in assenza della formale richiesta di estradizione entro i termini convenzionali).

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Motivazioni: il primo motivo è inammissibile perché verte su una presunta errata interpretazione di un provvedimento straniero e quindi non rientra nel vizio di violazione di legge sindacabile in cassazione; il secondo motivo è aspecifico perché non confuta puntualmente le argomentazioni del provvedimento impugnato e propone una diversa valutazione dei fatti, materia riservata al giudice di merito; il terzo motivo è generico e carente di prove circa la violazione del termine previsto dalla normativa di ratifica (art. 12, comma 4, L. 89/2015). Per questi motivi il ricorso è dichiarato inammissibile; il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila in favore della cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616, comma 1, c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 719 cod. proc. pen.

    Limita il sindacato della Corte di cassazione in materia di provvedimenti cautelari strumentali all'estradizione alla sola violazione di legge, escludendo il controllo sul vizio di motivazione o sulla diversa valutazione dei fatti.

  • artt. 274 e 275 cod. proc. pen.

    Norme richiamate in relazione alla valutazione del pericolo di fuga e alle misure cautelari; la Corte ha ritenuto che le censure difensive non abbiano specificamente confutato la motivazione del giudice di merito e che quindi non sia configurabile violazione di legge.

  • art. 714, comma 2, cod. proc. pen.

    Riferimento alle regole sulla sostituzione e revoca delle misure cautelari: la Corte ha valutato che la decisione del giudice di merito sulla sussistenza del pericolo di fuga fosse motivata e non meramente apparente.

  • art. 12, comma 4, L. 15 giugno 2015, n. 89 (ratifica Trattato di estradizione Italia-Messico)

    L'arresto provvisorio e le eventuali misure cautelari imposte diventano inefficaci se, entro i sessanta giorni successivi all'arresto della persona richiesta, l'Autorità Centrale dello Stato Richiesto non ha ricevuto la formale richiesta di estradizione

    Stabilisce il termine dei 60 giorni per la ricezione della formale richiesta di estradizione; la Corte ha ritenuto che il ricorrente non abbia provato la violazione di tale termine e che quindi non possa fondare sull'asserita inefficacia della misura la censura di illegittima protrazione.

  • art. 187, comma 2, cod. proc. pen.

    Ricorda che sono oggetto di prova anche i fatti da cui dipende l'applicazione di norme processuali: il ricorrente aveva l'onere di provare la violazione del termine convenzionale per dimostrare l'illegittimità della protrazione della misura cautelare.

  • art. 616, comma 1, cod. proc. pen.

    Consente la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali in caso di inammissibilità o rigetto del ricorso; la Corte ha disposto anche una somma equitativa a titolo di ammenda conformemente alla giurisprudenza costituzionale.

  • Sentenza Corte costituzionale 13 giugno 2000, n. 186

    Richiamata per i criteri di applicazione delle ammende: la Corte ha ritenuto non sussistere colpa grave nella determinazione della causa di inammissibilità ma ha comunque disposto un importo equitativo di 3.000 euro a titolo di ammenda.

Massime di principio

  • In materia di estradizione i ricorsi in Cassazione contro provvedimenti cautelari sono ammessi solo per violazione di legge: non è possibile ottenere l'annullamento appellandosi a una diversa valutazione dei fatti o a un nuovo apprezzamento della motivazione del giudice di merito.
  • Le censure sul carattere apparente della motivazione del giudice di merito devono confrontarsi puntualmente e specificamente con le argomentazioni del provvedimento impugnato; la mera enunciazione di circostanze alternative o di diverse letture dei fatti è inammissibile.
  • Se si contesta la protrazione dell'arresto provvisorio sulla base di limiti convenzionali (es. termine di 60 giorni), è necessario allegare e provare concretamente la violazione del termine o del requisito; l'onere probatorio grava sulla parte che invoca l'illegittimità.
  • Le questioni di interpretazione di provvedimenti stranieri o di qualificazione di istituti di diritto straniero (es. 'amparo') possono essere difficili da far valere in cassazione se configurano, in realtà, una diversa valutazione di fatti o atti esteri: occorre inquadrare il rilievo come questione di diritto rilevante e dimostrare il collegamento con una violazione di norma italiana.
  • Le impugnazioni prive di specificità o fondate su argomentazioni generiche rischiano non solo l'inammissibilità ma anche la condanna alle spese e, in alcuni casi, a sanzioni pecuniarie; è quindi necessario un ricorso puntuale, motivato e corredato da elementi probatori.

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