Sentenza del 17/09/2019 n. 23072 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha impugnato l'avviso di rettifica ICI relativo all'anno 2008, sostenendo che gli immobili realizzati su area comunale fossero rimasti di proprietà del Comune e che la convenzione prevedesse soltanto un rapporto obbligatorio di costruzione e gestione dei parcheggi, con successiva retrocessione dei beni. Ha quindi invocato l'esenzione prevista dal regolamento ICI comunale per gli immobili di proprietà del Comune. In subordine, ha contestato l'applicazione delle sanzioni deducendo l'incertezza normativa oggettiva.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibile il primo motivo perché la società si è limitata a proporre una diversa interpretazione della convenzione, senza indicare la violazione dei criteri legali di interpretazione contrattuale o l'incoerenza della motivazione della CTR. È stata quindi confermata l'interpretazione secondo cui la convenzione attribuiva alla società un diritto di superficie. In base alla disciplina ICI, il titolare del diritto di superficie è soggetto all'imposta, rendendo irrilevante l'esenzione prevista per gli immobili di proprietà comunale. È stato respinto anche il secondo motivo: l'incertezza normativa non sussisteva, poiché il diritto di superficie risultava dal contratto e l'assoggettamento del suo titolare all'ICI era previsto in modo chiaro dalla legge. La società è stata condannata alle spese di giudizio, liquidate in 7.000 euro oltre accessori e rimborso forfettario, nonché al pagamento del doppio contributo unificato.
Norme richiamate
D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 3
L'ICI grava, tra gli altri, sul titolare del diritto di superficie.
Il titolare del diritto di superficie è soggetto passivo dell'ICI, anche se il terreno o l'immobile originariamente appartiene a un ente pubblico.
Regolamento ICI del Comune di Napoli, art. 11
Esenzione per gli immobili di proprietà del Comune.
L'esenzione riguarda gli immobili effettivamente di proprietà comunale e non si estende automaticamente agli immobili detenuti o utilizzati da un soggetto titolare di un diritto reale autonomo, quale il diritto di superficie.
D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, art. 6, comma 2
Incertezza normativa oggettiva.
L'esclusione delle sanzioni richiede un'incertezza oggettiva sul contenuto, sull'oggetto o sui destinatari della norma tributaria, valutabile dal giudice; non è sufficiente una difficoltà interpretativa soggettiva del contribuente.
Codice civile, artt. 952 e 953
Le norme disciplinano la costituzione e gli effetti del diritto di superficie, istituto distinto dalla mera gestione o concessione obbligatoria dell'immobile.
Codice civile, artt. 1362, 1363 e 1372
Interpretazione del contratto ed efficacia del contratto tra le parti.
In cassazione non è possibile sostituire l'interpretazione del contratto operata dal giudice di merito con una diversa lettura plausibile; occorre dimostrare la violazione dei criteri ermeneutici o una motivazione incoerente.
Codice di procedura civile, art. 360
Motivi di ricorso per cassazione.
Il giudizio di cassazione non costituisce un nuovo esame del merito e non consente di contestare semplicemente la ricostruzione dei fatti o l'interpretazione contrattuale, salvo specifiche violazioni di legge o vizi motivazionali rilevanti.
Massime di principio
- Quando una convenzione attribuisce a un soggetto privato un diritto di superficie, il privato è normalmente soggetto passivo dell'imposta prevista dalla legge, anche se il terreno o l'opera sono collegati a un ente pubblico.
- L'esenzione fiscale prevista per gli immobili di proprietà pubblica non si applica automaticamente al titolare di un diritto reale distinto dalla proprietà.
- In cassazione non basta sostenere che il contratto avrebbe dovuto essere interpretato diversamente: occorre indicare concretamente quali criteri legali di interpretazione siano stati violati o perché la motivazione sia logicamente incoerente.
- La clausola di retrocessione finale dei beni o la previsione che l'opera resti collegata al patrimonio pubblico non escludono di per sé l'esistenza di un diritto di superficie durante il periodo di concessione.
- L'incertezza normativa che può escludere le sanzioni deve essere oggettiva, seria e riconoscibile in relazione alla norma, non derivare soltanto dalla particolare posizione o interpretazione del contribuente.
- La qualificazione giuridica del rapporto dipende dal contenuto effettivo della convenzione e dalle clausole negoziali, valutate dal giudice di merito; una volta accertata in modo motivato, tale valutazione è difficilmente riesaminabile in cassazione.
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