Sentenza del 17/09/2019 n. 176 - Comm. Trib. Prov. Novara
Accollo liberatorio da parte di soggetto terzo del debito con eventuali propri crediti d'impresa - Utilizzo della compensazione - Esclusione - Fondamento
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa compensazione è stata ritenuta illegittima e non idonea a estinguere il debito d’imposta del soggetto obbligato principale. L’accollo liberatorio da parte del terzo non consente di utilizzare crediti d’imposta propri per compensare il debito altrui, salvo un’espressa previsione normativa. Qualora i crediti ceduti siano inesistenti, il debito tributario rimane comunque dovuto.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguardava la possibilità di estinguere il debito tributario di un soggetto mediante un accollo liberatorio assunto da un terzo, utilizzando in compensazione crediti d’imposta vantati dall’accollante o comunque da soggetti diversi dal debitore originario. La compensazione, salvo specifiche deroghe legislative, opera soltanto tra soggetti reciprocamente debitori e creditori. Pertanto, un soggetto terzo non può estinguere il debito fiscale altrui mediante l’utilizzo di propri crediti d’imposta. Inoltre, anche la cessione di crediti non può produrre effetto estintivo se tali crediti risultano inesistenti.
Norme richiamate
Disciplina generale della compensazione tributaria
La compensazione presuppone, di regola, la reciprocità dei rapporti obbligatori tra i medesimi soggetti: il debitore del tributo deve essere anche titolare del credito utilizzato in compensazione, salvo specifiche eccezioni previste dalla legge.
Disciplina dell’accollo del debito d’imposta
L’accollo da parte di un terzo non attribuisce automaticamente a quest’ultimo la possibilità di utilizzare propri crediti fiscali per estinguere il debito del soggetto accollato, in assenza di una specifica autorizzazione normativa.
Norme sulla compensazione di crediti d’imposta inesistenti
L’utilizzo o la cessione di crediti d’imposta inesistenti non produce l’estinzione del debito tributario e può comportare il recupero dell’imposta e l’applicazione delle conseguenze sanzionatorie previste.
Massime di principio
- La compensazione tributaria richiede normalmente identità soggettiva tra titolare del debito e titolare del credito; non è ammesso compensare il debito di un contribuente con crediti fiscali appartenenti a un terzo, salvo espressa disposizione di legge.
- Un accordo civilistico di accollo, anche se qualificato come liberatorio, non può ampliare le modalità di estinzione del debito fiscale oltre quanto consentito dalla normativa tributaria.
- Prima di utilizzare crediti ceduti o acquistati in compensazione è necessario verificarne l’effettiva esistenza, spettanza e utilizzabilità: crediti inesistenti o non spettanti non estinguono il tributo.
- Il pagamento o l’assunzione del debito da parte di un terzo può essere ammesso solo attraverso strumenti e modalità conformi alla disciplina fiscale applicabile; non è sufficiente la sola volontà contrattuale delle parti.
- In situazioni analoghe, l’assenza di una specifica deroga normativa deve essere interpretata come divieto di compensazione tra soggetti diversi.
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