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Sentenza

Sentenza del 17/09/2019 n. 23065 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La contribuente chiedeva il rimborso dell'ICI versata per gli anni dal 2004, seconda rata, al 2008, sostenendo che il terreno avesse natura agricola e che il valore imponibile fosse stato determinato dal Comune in modo astratto eccessivo. Con il primo motivo contestava la qualificazione edificabile dell'area, richiamando l'effettiva destinazione agricola, l'assenza di costruzioni e la mancanza di strumenti urbanistici attuativi, nonché la congruità del valore venale. Con il secondo motivo sosteneva che spettasse al Comune provare il maggiore valore attribuito al terreno e lamentava carenze motivazionali della decisione.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Ha stabilito che, ai fini ICI, un'area è edificabile quando tale qualificazione risulta dagli strumenti urbanistici comunali, anche se il piano regolatore non è stato ancora approvato dalla Regione, mancano strumenti attuativi o l'area è concretamente utilizzata per scopi agricoli. La mera potenzialità edificatoria è sufficiente a determinare la base imponibile secondo il valore venale, anche per annualità precedenti alle norme interpretative. Le contestazioni sul valore sono state dichiarate inammissibili per difetto di specificità e autosufficienza del ricorso e perché miravano a ottenere una nuova valutazione di merito. In caso di istanza di rimborso, inoltre, spettava alla contribuente dimostrare il diverso e inferiore valore venale secondo i parametri di legge. Nessuna condanna alle spese è stata disposta, poiché il Comune non si è costituito. La ricorrente deve versare anche l'ulteriore contributo unificato previsto dalla legge.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 2, comma 1, lett. b)

    "In tema di ICI ... l'edificabilità di un'area ... deve essere desunta dalla qualificazione ad essa attribuita nel piano regolatore generale adottato dal comune ... tenuto altresì conto che ... delinea, ai fini fiscali, una nozione di area edificabile ampia ed ispirata alla mera potenzialità edificatoria"

    Ai fini ICI, la natura edificabile dipende dalla classificazione urbanistica dell'area e non dall'effettiva edificazione o dall'immediata possibilità di costruire.

  • D.L. n. 203 del 2005, art. 11-quaterdecies, comma 16, convertito dalla L. n. 248 del 2005

    La disposizione ha natura di interpretazione autentica della nozione fiscale di area edificabile e opera anche per le annualità precedenti alla sua entrata in vigore.

  • D.L. n. 223 del 2006, art. 36, comma 2, convertito dalla L. n. 248 del 2006

    Conferma che la qualificazione edificatoria rilevante ai fini fiscali deriva dalla destinazione urbanistica prevista dagli strumenti comunali, anche in presenza di una mera potenzialità edificatoria.

  • D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 5, comma 5

    Il valore venale delle aree edificabili deve essere determinato considerando zona di ubicazione, indice di edificabilità, destinazione d'uso, costi di adattamento e prezzi medi di mercato di aree analoghe.

  • Codice civile, art. 2697

    Nel giudizio di rimborso, la contribuente deve provare i fatti posti a fondamento della domanda e, in particolare, il diverso e inferiore valore venale dell'area.

  • Codice di procedura civile, art. 366

    Il ricorso per cassazione deve essere specifico e autosufficiente, riportando gli atti e i documenti necessari per consentire alla Corte di verificare le censure senza ricorrere a fonti esterne.

  • Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, n. 5, nel testo applicabile ratione temporis

    "omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti"

    Dopo la riforma del 2012 non sono ammesse mere doglianze di insufficienza o contraddittorietà della motivazione; occorre indicare uno specifico fatto storico decisivo, discusso tra le parti e non esaminato.

  • D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, commi 1-bis e 1-quater

    In caso di rigetto integrale del ricorso, il ricorrente è tenuto a versare un ulteriore importo pari al contributo unificato dovuto per l'impugnazione.

Massime di principio

  • Per l'ICI, la classificazione urbanistica come edificabile prevale sull'uso agricolo concreto del terreno, sull'assenza di costruzioni e sulla mancanza di piani attuativi: è sufficiente la potenzialità edificatoria prevista dal piano regolatore.
  • Chi chiede il rimborso di un'imposta deve dimostrare non solo l'illegittimità della pretesa, ma anche il diverso valore imponibile che ritiene corretto, mediante elementi concreti e comparabili.
  • La contestazione del valore venale deve confrontarsi analiticamente con i criteri legali e con il metodo di calcolo utilizzato dall'ente; allegazioni generiche o il semplice richiamo all'uso agricolo sono insufficienti.
  • In cassazione non è possibile ottenere una nuova valutazione del merito o della congruità estimativa senza indicare specifici errori di diritto o un fatto storico decisivo omesso dal giudice.
  • Un ricorso per cassazione deve essere autosufficiente: occorre riportare o indicare con precisione atti, documenti, dati e passaggi processuali sui quali si fondano le censure.
  • Le norme interpretative sulla nozione fiscale di area edificabile possono applicarsi anche alle annualità anteriori alla loro entrata in vigore.

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